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Manovra alle battute finali: le misure in cantiere da Irpef a pensioni

Manovra alle battute finali: le misure in cantiere da Irpef a pensioni
(Teleborsa) – Dal taglio della seconda aliquota Irpef per i redditi fino a 50mila euro alla pace fiscale, dal parziale congelamento dell’aumento dell’età pensionabile all’Ires premiale per le imprese che assumono, dal bonus casa ad un aiuto per le mamme fino alla sanità. E, ancora, mini Irpef al 10% sugli aumenti per dare una spinta ai rinnovi contrattuali. Un nuovo semestre di silenzio-assenso sul Tfr. Innalzamento del tetto alla tassazione agevolata per premi di risultato e fringe benefit. Sconto fiscale su straordinari, notturni e festivi. La composizione della manovra 2026 da 16 miliardi di euro è alle battute finali. L’ultima parola è affidata al ministero dell’Economia che, incassato il via libera delle Camere al Documento programmatico di finanza pubblica, si prepara al rush finale prima di chiudere il disegno di legge atteso all’inizio della prossima settimana in consiglio dei ministri. La riunione, inizialmente ipotizzata per lunedì, non è ancora stata formalmente convocata, ma nelle ultime ore i ministeri sarebbero stati preallertati per martedì pomeriggio, anche se tutto è ancora in evoluzione. Il tempo dunque stringe e si lavorerà fino all’ultimo per definire le misure. Quella cui si guarda come l’ago della bilancia è il contributo delle banche, il cui ammontare consentirà di definire il quadro delle coperture e chiudere il cerchio sugli interventi.

IRPEF – Si punta ad un taglio di due punti della seconda aliquota, dal 35% al 33%, per i redditi compresi tra 28mila e 50mila euro. La misura dovrebbe costare intorno ai 2,5 miliardi, quindi meno dei 4-5 miliardi che sarebbero stati necessari se la misura fosse stata estesa fino a 60mila euro. Il vantaggio può arrivare per i contribuenti ad un massimo di 440 euro l’anno.

PACE FISCALE – Arriva una nuova rottamazione delle cartelle, che nelle ultime ipotesi viene spalmata in nove anni e 108 rate. Previsti una serie di parametri che limiteranno la platea. L’obiettivo è limitare la misura ai contribuenti «meritevoli». Allo studio una rata minima di 50 euro con la possibilità di portarla a 100 euro per i debiti più esigui.

PENSIONI – Sterilizzazione selettiva per l’aumento dell’età pensionabile a partire dal 2027: il blocco di tre mesi potrebbe essere graduale e non per tutti. Lo stop completo dell’innalzamento sarebbe riservato solo per chi avrà compiuto 64 anni nel 2027.

FAMIGLIE – Il pacchetto vale tra i 500 milioni e un miliardo e va dal congedo parentale al bonus per le mamme. Si lavora sulle detrazioni fiscali col quoziente familiare e sulla conferma del congedo parentale facoltativo all’80% dello stipendio per tre mesi, dopo la fine di quello obbligatorio.

CASA – L’obiettivo è prorogare il bonus ristrutturazioni al 50% sulle prime case, ma in modo selettivo. Nessuna indicazione invece sul futuro del bonus mobili a scadenza a fine anno.

IRES PREMIALE – Introdotta lo scorso anno per l’imprenditoria virtuosa che fa utili ma investe in occupazione e innovazione, scade il 31 dicembre e dovrebbe essere rinnovata. Il costo si aggira intorno ai 400-500 milioni di euro. A questo si aggiunge il nuovo incentivo che supererà Transizione 5.0 che non ha funzionato appieno.

LAVORO – Per il capitolo lavoro il ministero guidato da Marina Calderone ha messo sul piatto una serie di proposte, raccolte in forma di articolato dettagliato e completo: ci sono l’Irpef al 10% sugli aumenti stabiliti dai rinnovi contrattuali e adeguamenti automatici all’indice di inflazione Ipca in caso di mancato rinnovo entro 24 mesi dalla scadenza; la tassazione sostitutiva fissa, al 10%, per le ore di straordinario, il lavoro festivo e notturno e le indennità connesse al lavoro a turni; l’innalzamento dei limiti della tassazione agevolata al 10% anche per i premi di risultato (da 3.000 a 4.000 euro) e per i fringe benefit (da 1.000 a 2.000 euro per chi non ha figli e da 2.000 a 4.000 per chi li ha). Tra le indicazioni, anche un nuovo semestre di silenzio-assenso per il tfr e la proroga di Quota 103, Opzione donna, Ape sociale e decontribuzioni per le assunzioni di giovani e donne. Spunta infine anche l’ipotesi di un contributo per la previdenza dei figli.

SANITÀ – L’obiettivo del governo è aumentare gli stanziamenti destinati al Servizio sanitario nazionale, favorendo nuove assunzioni e smaltendo le liste d’attesa. Il ministero si attende dalla manovra 2,5 miliardi in più in aggiunta ai 4 miliardi già stanziati con la legge di bilancio dello scorso anno.

BANCHE – Il governo punta ad un loro contributo concertato e senza intenti punitivi. Tra le ipotesi anche quella di una proroga dell’intervento sulle Dta. Le entrate si aggirerebbero intorno ai 2,5 miliardi.

DIFESA – Nessuna intenzione di finanziarla togliendo risorse ad altre voci di spesa, tantomeno al sociale, assicura il Governo. Se l’Italia uscirà dalla procedura di infrazione sul deficit, lo stanziamento nel 2026 ammonterà allo 0,15% del Pil, pari a circa 3,3 miliardi.