La revisione risponde a una sfida epidemiologica crescente. Secondo le stime dei dati sanitari globali oltre 64 milioni di adulti convivono oggi con lo scompenso cardiaco, una prevalenza in aumento anche per effetto dell’invecchiamento della popolazione e della diffusione di condizioni quali obesità, diabete di tipo 2 e ipertensione.
Stadiazione confermata, focus sulla fase pre-clinica. Il testo ribadisce il continuum in quattro stadi (dalla A alla D) e pone al centro lo Stadio B, o pre-scompenso, come finestra critica per la diagnosi precoce, il monitoraggio ravvicinato e un intervento individualizzato e proattivo, spostando il baricentro da un approccio incentrato sullo scompenso sintomatico, dal momento che la maggior parte della popolazione si colloca negli stadi 0, A o B. Già la prima Definizione Universale del 2021 aveva ridenominato lo stadio B come pre-scompenso, enfatizzando individuazione precoce e prevenzione della malattia sintomatica.
[INFOGRAFICA: continuum in quattro stadi dello scompenso — Stadio 0 (nessun rischio), A (a rischio), B (pre-HF), C (sintomatico), D (avanzato)]
Via le soglie numeriche rigide. Lo scompenso viene ora raggruppato in tre categorie clinicamente operative — a frazione di eiezione ridotta, preservata e migliorata — superando i cut-off numerici arbitrari di frazione di eiezione ventricolare sinistra, che non tenevano adeguatamente conto della variabilità per sesso, età, etnia e metodica di imaging e che avevano limitato l’eleggibilità ai trial e la generalizzabilità terapeutica.
| Categoria (frazione di eiezione) | Sigla |
|---|---|
| Scompenso con frazione di eiezione ridotta | HFrEF |
| Scompenso con frazione di eiezione preservata | HFpEF |
| Scompenso con frazione di eiezione migliorata | HFimpEF |
Diagnosi come processo, non singolo test. Sul piano diagnostico il documento ribadisce l’approccio integrato. Segni e sintomi dello scompenso comprendono dispnea da sforzo, ortopnea, turgore giugulare, rantoli, terzo tono di galoppo ed edemi addominali e agli arti; la certezza diagnostica è rafforzata dall’elevazione confirmatoria dei peptidi natriuretici (BNP o NT-proBNP) o da evidenze di imaging di congestione polmonare e di aumentate pressioni di riempimento intracardiaco. Gli autori sottolineano che lo scompenso è definito dall’accumulo di elementi suggestivi in una valutazione complessiva, e non da un singolo test diagnostico.
Cause, traiettorie ed equità. Il consenso introduce inoltre strumenti pensati per standardizzare ricerca e sorveglianza. Viene proposta una classificazione universale delle cause dello scompenso e vengono affrontate le traiettorie dinamiche della malattia — miglioramento, remissione e recupero — evidenziando l’impatto dei determinanti sociali e della variabilità geografica sul rischio e sugli esiti.
Le ricadute attese sono ampie. Il documento propone l’aggiornamento del 2026 come una cornice ‘vivente’, con implicazioni immediate per l’eleggibilità ai trial, l’aggiudicazione degli endpoint, il disegno dei registri e le strategie sui biomarcatori, tutti da ricalibrare rispetto al nuovo standard. Per i sistemi sanitari, l’adozione di una terminologia armonizzata potrebbe favorire confronti epidemiologici più solidi e percorsi di cura più precoci, in particolare nella fase pre-clinica della malattia.
(Foto: L’insegna di Ecomondo 2025 all’ingresso dell’evento)
