A trainare i conti resta il comparto farmaceutico. Angelini Pharma ha consolidato la propria crescita con ricavi pari a 1,26 miliardi di euro (+3,3% sul 2024), pesando per i tre quarti del fatturato complessivo del gruppo, con un rafforzamento nell’area della brain health (disturbi psichiatrici e neurologici). La seconda gamba di business, Angelini Technologies (automazione industriale con Fameccanica), ha registrato ricavi record per oltre 390 milioni di euro (+59%), pari al 23% del fatturato complessivo del gruppo, con l’espansione nella robotica applicata alla logistica.
| Segmento | Ricavi 2025 | Var. % su 2024 | Quota sul totale |
|---|---|---|---|
| Angelini Pharma | 1,26 mld € | +3,3% | ~75% |
| Angelini Technologies | oltre 390 mln € | +59% | 23% |
| Totale Gruppo | 1,7 mld € | +4,6% | 100% |
Sul fronte della marginalità, il gruppo ha riportato un EBITDA di 229 milioni (-3,8% sul 2024), un EBIT di 109,49 milioni (+2,1%) e un utile netto di 127 milioni, su cui incidono componenti fiscali e finanziarie non ricorrenti. Il confronto con l’esercizio precedente risente del nuovo perimetro contabile: dallo scorso anno l’adozione dei principi IFRS ha comportato la contabilizzazione della joint venture Fater con il metodo del patrimonio netto anziché con il consolidamento proporzionale; applicando il criterio precedente, i ricavi avrebbero toccato i 2,2 miliardi e l’EBITDA sarebbe salito a 309 milioni.
Il 2025 è stato anche un anno di ridefinizione del perimetro industriale: tra le operazioni figurano la cessione di Angelini Beauty e il trasferimento dei brand Amuchina e Infasil nella JV Fater. Il gruppo, che conta 5.600 dipendenti in 21 Paesi, guarda ora all’espansione internazionale della farmaceutica: a maggio Angelini Pharma ha annunciato l’acquisizione della statunitense Catalyst Pharmaceuticals (ISIN US14888U1016) per 4,1 miliardi di dollari, la più grande operazione mai condotta da un’azienda farmaceutica italiana verso i mercati internazionali. Catalyst, specializzata in malattie neuromuscolari e neurologiche rare, ha chiuso il 2025 con ricavi per 589 milioni di dollari, dai 491,7 milioni del 2024.
Secondo l’amministratore delegato Sergio Marullo di Condojanni, il gruppo ha rafforzato la presenza in ambiti ad alta intensità di innovazione come la brain health, le malattie rare e la tecnologia industriale, ponendo le basi per la crescita internazionale del prossimo decennio.
(ISIN citati nell’articolo: US14888U1016)
