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Accisa da 5 euro sui prodotti del fumo: al Senato la proposta di Aiom, Airc e Veronesi

Accisa da 5 euro sui prodotti del fumo: al Senato la proposta di Aiom, Airc e Veronesi
(Teleborsa) – È approdato a Palazzo Madama il provvedimento promosso da AIOM (Associazione italiana di oncologia medica), Fondazione AIRC, Fondazione Umberto Veronesi ETS e Fondazione AIOM per contrastare il tabagismo. Il testo nasce dalla campagna ‘5 euro contro il fumo’, avviata il 20 gennaio 2026, che in quattro mesi ha raccolto 52.911 firme, quasi 3.000 in più rispetto alla soglia richiesta dalla Costituzione, poi consegnate alla Segreteria del Senato.

Sul piano tecnico, la proposta prevede l’introduzione di un’accisa specifica fissa di 5 euro per unità di consumo standard su tutti i prodotti da fumo e da inalazione di nicotina, tradizionali e di nuova generazione, applicata indipendentemente dal prezzo di vendita e in aggiunta alle accise vigenti. Sono esclusi dall’imposta i prodotti farmaceutici contenenti nicotina e le terapie sostitutive (NRT) destinate alla disassuefazione.

L’obiettivo dichiarato è la riduzione consistente del numero di fumatori, in Italia oltre 10 milioni, la tutela della salute pubblica e il sostegno al Ssn. Le società promotrici ricordano che ogni anno si stimano circa 93.000 decessi attribuibili al tabagismo, con effetti rilevanti sull’incidenza di tumori, patologie cardiovascolari-metaboliche e malattie respiratorie croniche. Secondo le stime dei promotori, la misura potrebbe ridurre del 37% il numero di fumatori.

IndicatoreValore
Firme raccolte e depositate al Senato52.911
Fumatori in Italiaoltre 10 milioni
Decessi annui attribuibili al tabagismo (stima)circa 93.000
Riduzione attesa dei fumatori (stima promotori)37%
Maggior gettito annuo stimatocirca 800 milioni €
Costi complessivi tabacco/nicotinaoltre 26 miliardi €
Adesioni al provvedimentooltre 90 tra società scientifiche, associazioni e strutture


Sul fronte economico, le stime indicano che, a fronte di una riduzione del 37% dei consumi, il gettito derivante dalle accise potrebbe aumentare di circa 800 milioni di euro l’anno, che i promotori chiedono di vincolare al finanziamento del Ssn. Il testo stima inoltre in oltre 26 miliardi di euro i costi complessivi del consumo di tabacco e nicotina, tra spese sanitarie dirette, perdita di produttività e danni ambientali.

[INFOGRAFICA: confronto tra il modello di aumento drastico del prezzo adottato in Francia e Irlanda e la situazione italiana, con andamento della prevalenza di fumatori]

Particolare preoccupazione è espressa per i più giovani. La Fondazione AIRC definisce allarmante la diffusione tra gli adolescenti di e-cig e tabacco riscaldato, dispositivi spesso erroneamente percepiti come meno pericolosi, mentre i promotori richiamano il rischio del consumo duale. La leva del prezzo, sottolineano, si è dimostrata la strategia più efficace in Paesi come Francia e Irlanda.

Quanto all’iter, da proposta d’iniziativa popolare il provvedimento diventa a tutti gli effetti un disegno di legge, di cui i promotori attendono l’esame entro tre mesi. Il dibattito si inserisce in un contesto già segnato dagli aumenti previsti dalla legge di bilancio 2026: l’accisa sulle sigarette sale da 29,50 a 32 euro per 1.000 unità nel 2026, per poi crescere a 35,50 euro nel 2027 e a 38,50 euro nel 2028.