Sul piano tecnico, la proposta prevede l’introduzione di un’accisa specifica fissa di 5 euro per unità di consumo standard su tutti i prodotti da fumo e da inalazione di nicotina, tradizionali e di nuova generazione, applicata indipendentemente dal prezzo di vendita e in aggiunta alle accise vigenti. Sono esclusi dall’imposta i prodotti farmaceutici contenenti nicotina e le terapie sostitutive (NRT) destinate alla disassuefazione.
L’obiettivo dichiarato è la riduzione consistente del numero di fumatori, in Italia oltre 10 milioni, la tutela della salute pubblica e il sostegno al Ssn. Le società promotrici ricordano che ogni anno si stimano circa 93.000 decessi attribuibili al tabagismo, con effetti rilevanti sull’incidenza di tumori, patologie cardiovascolari-metaboliche e malattie respiratorie croniche. Secondo le stime dei promotori, la misura potrebbe ridurre del 37% il numero di fumatori.
| Indicatore | Valore |
|---|---|
| Firme raccolte e depositate al Senato | 52.911 |
| Fumatori in Italia | oltre 10 milioni |
| Decessi annui attribuibili al tabagismo (stima) | circa 93.000 |
| Riduzione attesa dei fumatori (stima promotori) | 37% |
| Maggior gettito annuo stimato | circa 800 milioni € |
| Costi complessivi tabacco/nicotina | oltre 26 miliardi € |
| Adesioni al provvedimento | oltre 90 tra società scientifiche, associazioni e strutture |
Sul fronte economico, le stime indicano che, a fronte di una riduzione del 37% dei consumi, il gettito derivante dalle accise potrebbe aumentare di circa 800 milioni di euro l’anno, che i promotori chiedono di vincolare al finanziamento del Ssn. Il testo stima inoltre in oltre 26 miliardi di euro i costi complessivi del consumo di tabacco e nicotina, tra spese sanitarie dirette, perdita di produttività e danni ambientali.
[INFOGRAFICA: confronto tra il modello di aumento drastico del prezzo adottato in Francia e Irlanda e la situazione italiana, con andamento della prevalenza di fumatori]
Particolare preoccupazione è espressa per i più giovani. La Fondazione AIRC definisce allarmante la diffusione tra gli adolescenti di e-cig e tabacco riscaldato, dispositivi spesso erroneamente percepiti come meno pericolosi, mentre i promotori richiamano il rischio del consumo duale. La leva del prezzo, sottolineano, si è dimostrata la strategia più efficace in Paesi come Francia e Irlanda.
Quanto all’iter, da proposta d’iniziativa popolare il provvedimento diventa a tutti gli effetti un disegno di legge, di cui i promotori attendono l’esame entro tre mesi. Il dibattito si inserisce in un contesto già segnato dagli aumenti previsti dalla legge di bilancio 2026: l’accisa sulle sigarette sale da 29,50 a 32 euro per 1.000 unità nel 2026, per poi crescere a 35,50 euro nel 2027 e a 38,50 euro nel 2028.
