| Paese (UE/SEE) | Casi di morbillo, aprile 2026 |
|---|---|
| Bulgaria | 163 |
| Italia | 133 |
| Lettonia | 38 |
| Francia | 32 |
| Spagna | 23 |
Il dato mensile si inserisce in una tendenza di più ampio respiro. Nei dodici mesi compresi tra il 1° maggio 2025 e il 30 aprile 2026 i 30 Stati membri UE/SEE hanno notificato 3.779 casi, di cui 3.161, pari all’83,6%, confermati in laboratorio. Nello stesso periodo l’ECDC ha registrato tre decessi attribuibili al morbillo, due in Francia e uno nei Paesi Bassi.
A pesare è soprattutto la mancata immunizzazione: tra i casi con età e stato vaccinale noti, il 78,1% non era vaccinato. Secondo i dati dell’agenzia europea i tassi di notifica più elevati si osservano tra i neonati sotto l’anno di età e i bambini di 1-4 anni, le fasce più esposte a complicanze.
La circolazione del virus riflette anche l’arretramento nel percorso di eliminazione. In base alla revisione dei dati 2024, la Commissione regionale di verifica dell’OMS ha rilevato un aumento da 12 a 19 dei Paesi della Regione europea con trasmissione endemica o ristabilita — il maggiore passo indietro mai documentato — soglia confermata a settembre 2025. Il morbillo è oggi considerato endemico in 13 Paesi, tra cui Francia, Germania e Italia. A fine gennaio 2026, inoltre, l’OMS ha annunciato che sei Paesi della Regione europea — Armenia, Austria, Azerbaigian, Spagna, Regno Unito e Uzbekistan — hanno perso lo status di eliminazione del morbillo sulla base dei casi registrati nel 2024.
[INFOGRAFICA: mappa dell’UE/SEE con i Paesi a trasmissione endemica o ristabilita evidenziati, e indicazione dei sei Stati che hanno perso lo status di eliminazione a gennaio 2026]
L’eliminazione è definita dall’OMS come l’assenza di trasmissione endemica in un’area geografica per più di 12 mesi in presenza di un sistema di sorveglianza adeguato. Per interrompere la circolazione del virus, il piano nazionale fissa una copertura vaccinale con due dosi di vaccino MPR pari ad almeno il 95% sia per la prima sia per la seconda dose, soglia che l’Italia continua a non raggiungere in modo omogeneo. Le autorità sanitarie ribadiscono che il rafforzamento della sorveglianza integrata e il recupero delle coperture restano gli strumenti chiave per contenere il virus e prevenire nuovi focolai.
