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Prenotazioni nel CUP unico e priorità cliniche: sì al Piano triennale sui tempi di attesa

Prenotazioni nel CUP unico e priorità cliniche: sì al Piano triennale sui tempi di attesa
(Teleborsa) – La Conferenza Stato-Regioni ha dato il via libera al nuovo Piano nazionale di governo delle liste d’attesa (PNGLA) 2026-2028, il documento che ridisegna le regole su prescrizioni, classi di priorità, prenotazioni e presa in carico dei pazienti nel Servizio sanitario nazionale. L’intesa è stata raggiunta in coerenza con il decreto-legge sulle liste di attesa n. 73 del 2024, convertito nella legge 107 del 29 luglio 2024.

Il ministro della Salute Orazio Schillaci ha definito l’approvazione “una bella notizia per il Servizio Sanitario Nazionale”, parlando di un passo verso un sistema più efficiente e trasparente. Il Piano archivia il precedente PNGLA 2019-2021 e punta a superare un modello finora giudicato troppo centrato sull’offerta, introducendo un approccio più strutturato al governo della domanda, all’appropriatezza prescrittiva, alla trasparenza delle agende e alla presa in carico del cittadino.

Uno dei cardini della riforma riguarda le prenotazioni. Le Regioni e le Province autonome dovranno far confluire nei sistemi dei Centri unici di prenotazione (CUP) tutte le agende, comprese quelle della libera professione intramuraria. Ruolo centrale è assegnato alla Piattaforma nazionale delle liste d’attesa, istituita presso Agenas, che dovrà interoperare con le piattaforme regionali e con i CUP per un cruscotto nazionale in grado di distinguere tra SSN, ALPI e privato accreditato. Entro 120 giorni dall’entrata in vigore del decreto di adozione, le Regioni dovranno approvare i propri Piani regionali, con aggiornamento annuale.

Sul fronte dell’appropriatezza, il Piano conferma l’obbligatorietà, per la specialistica ambulatoriale, della distinzione tra primo accesso e accesso successivo, della classe di priorità e del quesito diagnostico, che il medico prescrittore dovrà indicare sempre. Restano quattro le classi di priorità.

ClasseDescrizioneTempo massimo
UUrgenteentro 72 ore
BBreveentro 10 giorni
DDifferibile30 giorni (visite) / 60 giorni (diagnostica)
PProgrammataentro 120 giorni


Per i ricoveri programmati viene introdotto il modello dei Raggruppamenti di attesa omogenei (RAO ricoveri), per uniformare l’attribuzione delle classi di priorità sulla base di criteri clinici espliciti come tipologia di intervento, diagnosi, età, genere e comorbidità. Entro 60 giorni dall’emanazione del Piano dovrà essere attivato un tavolo tecnico per lo sviluppo della procedura.

Rafforzati anche i percorsi di tutela: se una prestazione di primo accesso non può essere garantita nei tempi previsti dalla classe di priorità, l’Azienda sanitaria dovrà attivare un percorso di presa in carico, senza che la ricerca di soluzioni alternative ricada sul cittadino. Sul versante dei controlli, chi non disdice l’appuntamento nei tempi previsti sarà tenuto a pagare comunque la quota ordinaria di partecipazione al costo, anche se esente.

Resta aperto il nodo delle risorse umane. La Corte dei conti, nella Relazione sul rendiconto 2025, ha ricordato che la spesa sanitaria ha raggiunto 141,54 miliardi di euro (+2,5%), con rapporto spesa/Pil fermo al 6,3%, avvertendo che senza investimenti su medici e infermieri le liste d’attesa resteranno intasate e le Case della comunità rischiano di essere “scatole vuote”.