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UBS taglia di mezzo punto percentuale le previsioni di crescita dell’Eurozona per il 2026

UBS taglia di mezzo punto percentuale le previsioni di crescita dell'Eurozona per il 2026
(Teleborsa) – Una sforbiciata di ben mezzo punto percentuale alle previsioni di crescita dell’Eurozona per il 2026. É quanto emerge dall’ultimo report di UBS, che ha segnalato come il conflitto in corso in Medio Oriente sia il fattore chiave di una crescita più bassa, un’inflazione più elevata e una politica monetaria più restrittiva in tutta la regione.

Gli analisti della banca svizzera hanno ridotto le stime del PIL dell’Eurozona per quest’anno allo 0,8%, dal precedente 1,3%. La crescita per il 2027 è stata limata di 0,2 punti percentuali al 1,2%, mentre è stata lasciata invariata la proiezione per il 2028 all’1%.

Secondo UBS i rischi “sembrano orientati al ribasso”, soprattutto se “il conflitto persiste più a lungo e vengono arrecati maggiori danni alle infrastrutture energetiche, portando a prezzi dell’energia più elevati, maggiore incertezza e potenziali interruzioni della catena di approvvigionamento“.

In questo scenario, a causa della maggiore quota di industrie ad alta intensità energetica, Germania e Italia si troverebbero ad affrontare un’esposizione maggiore rispetto a Francia e Spagna. Di qui i tagli più significativi alle previsioni da parte della società di intermediazione.

UBS, infatti, ha dimezzato le sue previsioni sul PIL della Germania per il 2026 allo 0,6% dall’1,2%, prevedendo l’1,5% nel 2027. La crescita dell’Italia per il 2026 è stata ridotta allo 0,5% dallo 0,9% per quest’anno. Il PIL della Francia è stato tagliato allo 0,9% per il 2026 e all’1% per il 2027. La Spagna, invece, è stata descritta come il “campione di crescita” tra le grandi economie dell’Eurozona, e ha subito soltanto una limatura di 0,1 punti percentuali al 2,2% nel 2026 e all’1,7% nel 2027.

Sul fronte dell’inflazione – dopo che a marzo l’HICP dell’Eurozona è aumentato di 0,6 punti percentuali al 2,5% su base annua – UBS ha previsto un ulteriore aumento al 3% ad aprile, con un picco del 3,4% a maggio prima di scendere al 3,2% entro dicembre, con una media del 2,8% per l’intero anno 2026 e del 2,3% nel 2027.

Si prevede che la BCE aumenterà i tassi di 25 punti base ciascuno a giugno e settembre, portando il tasso sui depositi al 2,5%.

Sul fronte della politica fiscale, UBS prevede che il sostegno governativo rimarrà limitato a meno dello 0,5% del PIL, concentrandosi sui tagli alle tasse sull’energia, inclusa la riduzione dell’accisa in Italia e il taglio dell’IVA sull’elettricità in Spagna dal 21% al 10%, ben al di sotto del circa 2% del PIL impiegato nel 2022-23. La banca ha stimato che tali misure aggiungerebbero al massimo 10-20 punti base alla crescita del PIL.