“Per invertire questo trend bisogna sicuramente tornare a guardare i fondamentali delle nostre imprese – ha spiegato – Noi abbiamo società in borsa che quotano veramente a multipli molto contenuti sulla loro capacità di generare marginalità e cassa; tant’è vero che il flusso di delisting dimostra che sono estremamente interessanti anche al lordo del premio d’OPA, quindi ci sono investitori strutturati – che sono private equity internazionali – che identificano nelle PMI un’opportunità di acquisto – quindi di investimento al lordo del premio d’OPA – convinti di realizzare dei multipli dell’investito in pochi anni. Quindi bisogna “accoppiare” questa attitudine tipica dei fondi chiusi di essere concentrati sui fondamentali e portare degli investitori che siano liberati dalla ossessione per la liquidità giornaliera ad investire sul mercato, quindi fondi chiusi“.
“Ci aspettiamo molto dal Patrimonio Destinato – ha detto Strocchi – con la decisione di orientare parte delle disponibilità di Cassa Depositi e Prestiti (CDP) a sostegno della nascita di una serie di fondi chiusi, ovviamente in combinata con la capacità di raccolta di capitali privati, proprio per sostenere degli investimenti sul mercato attraverso degli strumenti che per la prima volta siano liberi da condizionamenti di ricerca di liquidità giornaliera”.
“E poi i cittadini italiani devono essere agevolati nell’investimento in società italiane e non osteggiati dal sistema di burocrazie e di compliance che sappiamo che spesso rende molto difficile mettere in contatto l’euro di un italiano con un’azione o uno strumento finanziario emesso da una media impresa italiana”, ha sottolineato.
“Quello che stiamo dicendo non è suggerire un’attività mecenatica – ha detto il numero uno di Electa Ventures – è dal 2011 che investiamo in medie imprese e abbiamo degli esempi che hanno trasformato milioni in miliardi di euro, dalle nostre spac alle pre-booking company e ai fondi che guidiamo sotto il brand IPO Club che hanno sostenuto l’investimento in PMI, accompagnandole e supportandole nella crescita nella media impresa”.
“Oggi il nostro ecosistema si sta allargando e sicuramente intendiamo lanciare anche un fondo di smart PIPE, quindi un fondo di private investment in public equity proprio per intervenire in questo momento di grande opportunità, che non deve essere vissuto soltanto come opportunità di delisting ma anche come opportunità di investimento value di lungo periodo, al fianco degli imprenditori per permettere di condividere la crescita e quindi la formazione di valore che sicuramente andrà ad essere deliverata nei prossimi anni sui mercati dalle nostre migliori medie imprese”, ha concluso Strocchi.
