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Dai Re Magi agli elfi irlandesi: il 6 gennaio in giro per il mondo

Dai Re Magi agli elfi irlandesi: il 6 gennaio in giro per il mondo

Non c’è solo la Befana della nostra tradizione che porta doni ai bambini. Quali sono le usanze per celebrare il giorno che “tutte le feste porta via”

Non c’è soltanto la vecchina che di notte, calandosi dal camino, riempie di dolci o di carbone le calze lasciate dai bambini prima di andare a dormire. Non c’è soltanto la donna piegata su sé stessa che ‘a bordo’ di una scopa fa il giro delle case con il suo carico di delizie per tutti i palati.

La nostra Befana, che arriva immancabile nella notte tra il 5 e il 6 gennaio, nel mondo è in buona compagnia. Vediamo, quindi, come si celebra in giro per il mondo il giorno che “tutte le Feste porta vita”. Prima di tutto, però, vale la pena ricordare qual è la ricorrenza religiosa che dà origine alla festa. Descritta nel Vangelo di Matteo, l’Epifania ricorda l’omaggio dei tre re magi Gaspare, Baldassarre e Melchiorre (di cui oggi ricorrono gli onomastici) al Bambino Gesù, nato da pochi giorni. La festa simboleggia come i popoli pagani, impersonati dai magi, fossero pronti a ricevere il nuovo messaggio portato da Gesù Cristo.

Epifania nel mondo: tradizioni tra Europa e Nord

Dagli elfi islandesi ai Re Magi spagnoli, infatti, sono tanti i modi in cui viene celebrata l’ultima notte delle feste, quella che segna di fatto la fine della pausa invernale. Il ricordo della visita dei re Magi a Gesù Bambino nella grotta di Betlemme – che nella tradizione popolare italiana è associata alla comparsa dell’anziana che ‘vien di notte con le scarpe tutte rotte’ – è celebrato in mille forme diverse da un Paese all’altro.

Qualche esempio? Dal profondo Nord ai Paesi più vicini a noi – come la Spagna e la Francia – fioccano riti diversi, ciascuno con una sua peculiarità. In Islanda, tanto per cominciare, l’Epifania è una questione di giorni. Tredici elfi nordici, chiamati Jólasveinar, ogni notte a partire dal 12 dicembre scendono uno a uno dalla montagna per fare scherzi e lasciare dolci ai bambini. Dopo il 25 dicembre, nei giorni che trascorrono dal Natale all’Epifania, compiono sempre uno a uno il percorso inverso tornando quindi a casa. Il 6 gennaio è il giorno in cui anche l’ultimo elfo lascia la città.

È la fine delle feste che vengono salutate con una fiaccolata – cui partecipano anche il Re e la Regina degli elfi – che termina con un falò e dei fuochi d’artificio. Il classico paesaggio invernale, con le città sommerse sotto cumuli di neve fresca, viene animato quindi dagli Jólasveinar, gli elfi nordici. Si tratta di personaggi pittoreschi, figli dei troll Grýla, esseri inizialmente molto cattivi e minacciosi, che con il passare del tempo si sono addolciti.

Tradizioni dell’Epifania in Francia e Spagna

In Francia la questione dell’Epifania è un ‘affaire’ culinario. La visita dei Re Magi, per i nostri cugini transalpini, è il momento in cui si gusta la ‘Gallette de Rois’: una torta fatta con pasta sfoglia ripiena di crema frangipane alle mandorle. Secondo la tradizione la persona più giovane distribuisce le porzioni.

Una fetta, però, viene sempre lasciata intatta per uno sconosciuto o un povero che dovesse passare. Questa fetta è ‘la part du bon Dieu’, ovvero ‘la parte del buon Dio’. Ma c’è ancora un aspetto curioso. Nella torta si mette una fava: il fortunato che la troverà sarà il Re o la Regina della festa. In Spagna, invece, come da noi, il 6 gennaio si torna in qualche modo alla casella di partenza: dopo i regali di Natale arrivano quelli dei Re Magi.

I bambini, la mattina presto, corrono a vedere i doni lasciati dai tre saggi provenienti dal lontano Oriente.

Epifania tra Europa dell’Est e Germania

Anche in Romania l’elemento centrale del 6 gennaio è l’arrivo dei Re Magi. Un avvenimento festeggiato dai bambini che, bussando di porta in porta, chiedono di poter entrare per raccontare qualche storie e ricevere piccoli regali in cambio.

Alla celebrazione dei Re Magi non sfugge neanche la Germania. Tradizione vuole che, nelle regioni cattoliche, i sacerdoti visitino le case per benedirle raccogliendo in cambio donazioni. I bambini, intanto, partecipano ai canti tradizionali o allestiscono presepi itineranti.

La Befana e l’Epifania nel mondo: America Latina e curiosità

La Befana, con le sue cerimonie e consuetudini, è una vera ‘viaggiatrice’. Allontanandosi dal Vecchio Continente, per approdare in Sudamerica, si può fare tappa in Messico dove il 6 gennaio coincide con ‘El Dia de los Reyes’, l’arrivo dei Re Magi. Per l’occasione si prepara la ‘Rosca de Reyes’, una ciambella che ricorda una corona con all’interno una figura di Gesù Bambino. Anche in altri Paesi dell’America Latina l’Epifania ha il suo posto d’onore nel calendario.

In Argentina, Paraguay e Uruguay è il giorno dei Re: i bambini lasciano le scarpe vicino alla porta nella speranza di ritrovarle, il giorno dopo, colme di regali; in Cile è il ‘Día de los Tres Reyes Magos’ (‘il giorno dei tre Re Magi’) o ‘La Pascua de los Negros’, ovvero il ‘giorno sacro degli uomini neri’. La definizione non allude a un fatto religioso. Ma al fatto che, nel giorno dell’Epifania, in tempi lontani agli schiavi era permesso di non lavorare.

Ancora una curiosità: nei Paesi Bassi si usa lasciare aperte le porte e le finestre per fare entrare la buona fortuna dell’anno appena cominciato.