Milano, 26 giu. (askanews) – Il 30esimo Enosimposio di Assoenologi Sicilia si terrà dal 3 al 5 luglio a Brucoli (Siracusa) e metterà al centro il ruolo dell’enologo nell’evoluzione del vino, tra identità territoriale, costruzione del valore, mercati e nuovi linguaggi della comunicazione. L’appuntamento, ospitato al Mangia’s Brucoli Sicily Autograph Collection, affronta una questione che attraversa oggi tutto il comparto: come trasformare la qualità prodotta in valore riconosciuto.
Il titolo scelto per l’edizione 2026, “Vino tra identità e valore: il futuro attraverso lo storytelling”, chiarisce la linea del confronto. L’enologo non viene più letto soltanto come garante della qualità in cantina ma come figura capace di accompagnare le aziende nelle scelte che riguardano innovazione, sostenibilità, mercati, comunicazione e valorizzazione del Made in Italy.
Giunto alla 30esima edizione, l’Enosimposio resta uno degli appuntamenti più longevi del confronto enologico nazionale. La Sicilia, con la varietà dei suoi territori, dei microclimi e dei vitigni autoctoni, fa da sfondo a una riflessione che guarda all’intero sistema vino italiano e che riconosce all’isola un ruolo crescente nella definizione di un’enologia mediterranea fondata su identità, ricerca e qualità. A Brucoli è prevista anche la partecipazione dei vertici nazionali di Assoenologi, con il presidente Riccardo Cotarella, il direttore Paolo Brogioni e altri componenti del Cda nazionale.
“Il Comitato di Sezione ha fortemente voluto questa trentesima edizione dell’Enosimposio come momento di confronto e crescita per l’intera filiera vitivinicola” ha dichiarato Giuseppe Figlioli, presidente di Assoenologi Sicilia, spiegando che “ci incontreremo in un territorio simbolo del Nero d’Avola, in una fase in cui il settore, e in particolare i vini rossi, sono chiamati ad affrontare nuove sfide produttive e di mercato. L’obiettivo è fare sistema, analizzando temi centrali come sostenibilità, enoturismo, evoluzione dei consumi e nuovi linguaggi di comunicazione. La figura dell’enologo oggi – ha concluso – si è evoluta profondamente: non è più solo il garante della qualità del vino, ma un professionista con competenze sempre più trasversali, capace di interpretare territori, mercati e strategie aziendali”.
Il programma porterà a confronto esponenti del mondo enologico, istituzionale, accademico, produttivo, della distribuzione e della comunicazione. La presentazione dei lavori sarà affidata alla giornalista Antonella Genna, mentre le tavole rotonde saranno moderate da Davide Gangi, fondatore di Vinoway Italia e socio onorario Assoenologi. Tra i temi annunciati figurano “Enologi e filiera: quanto il vino è consapevole del proprio valore”, “Mercati in evoluzione e dinamiche di distribuzione” e “Dal produttore al consumatore: gli scenari aperti”.
Uno spazio specifico sarà dedicato alla ricerca scientifica e al neuromarketing, con l’intervento di Vincenzo Russo, ordinario di Psicologia dei consumi e neuromarketing presso Iulm Milano, su “Superadditività e percezione di qualità del vino: l’importanza di conoscere il potere del cervello in enologia”. Il tema introduce una riflessione sul modo in cui emozioni, percezioni e stimoli sensoriali incidono sul rapporto tra consumatore e vino, spostando il confronto oltre il solo piano produttivo.
Accanto ai temi di scenario, l’Enosimposio proporrà approfondimenti tecnici e territoriali dedicati a “Etna” Doc, Metodo Classico siciliano e Nero d’Avola, tre ambiti indicati come rappresentativi di una Sicilia del vino capace di tenere insieme identità, ricerca e innovazione. Una parte del confronto sarà riservata anche alle nuove generazioni di enologi e alla formazione dei futuri professionisti, chiamati a muoversi in un settore dove competenza tecnica, sensibilità ambientale, capacità comunicativa e visione internazionale sono sempre più richieste.

