Dal Consiglio via libera al Rendiconto 2018 ma sul documento la tensione è ancora alta - QdS

Dal Consiglio via libera al Rendiconto 2018 ma sul documento la tensione è ancora alta

Lina Bruno

Dal Consiglio via libera al Rendiconto 2018 ma sul documento la tensione è ancora alta

giovedì 01 Agosto 2019 - 09:00
Dal Consiglio via libera al Rendiconto 2018 ma sul documento la tensione è ancora alta

Perplessità da parte di Pd e Movimento 5 stelle, numerosi rilievi da parte di MessinAccomuna. Soddisfazione da parte del sindaco De Luca: “Un ulteriore voto di responsabilità”

MESSINA – Approvato con un ritardo di “soli” 90 giorni – alla lunga il Consiglio avrebbe rischiato di decadere – il Rendiconto 2018 è passato dopo le consuete strategie d’Aula che hanno assicurato i dieci voti favorevoli necessari, pur non convincendo i consiglieri Pd e M5s.

Tra le voci più scettiche anche quella dei componenti del laboratorio di partecipazione civica MessinAccomuna – di cui fa parte anche l’ex assessore della Giunta di Renato Accorinti Guido Signorino – che alla vigilia del voto avevano tentato di mettere in guardia i consiglieri su un documento ritenuto lacunoso in molte sue parti.

Non ha nascosto la soddisfazione il sindaco Cateno De Luca, che ha ringraziato il Consiglio “per questo ulteriore voto di responsabilità: su 18 consiglieri presenti, dieci favorevoli, sei contrari e due astenuti. Negli ultimi cinque anni i Rendiconti del Comune sono stati approvati con i ritardi medi della Giunta comunale di duecento giorni e del Consiglio di 215 giorni. Con questo voto sono state respinte al mittente le illazioni e le farneticazioni tipiche di un personaggio che non ha il pudore di tacere considerato che, per cinque anni, non ha contribuito a risolvere i problemi strutturali del Comune e delle partecipate”.

“Oltre tre milioni di euro – ha concluso – sono stati bruciati per interessi passivi (anticipazione di tesoreria) dal 2013 al 2017 a causa dei ritardi accumulati per l’approvazione dei bilanci con l’effetto dello slittamento dei trasferimenti dello Stato”.

In realtà i presenti all’inizio di seduta erano 23 e si profilava una bocciatura vista l’opposizione di Pd e M5s, ma l’uscita dall’Aula di alcuni componenti dei due gruppi al momento del voto, ha assicurato il via libera a un documento finanziario propedeutico a una serie di azioni amministrative.

Il centrodestra è stato ancora una volta compatto nel sostegno a De Luca, anche se il capogruppo della Lega Dino Bramanti ha ribadito che è l’ultima volta che il suo gruppo appoggia “documenti finanziari che non siano stati precedentemente condivisi. Per il prossimo bilancio bisogna cambiare dinamiche ed essere coinvolti nel percorso”.

La nota di MessinAccomuna evidenziava incongruenze soprattutto in relazione al parere del Collegio dei Revisori dei conti, allegato al Rendiconto 2018. Nel pronunciamento si afferma che il Comune non ha contratti di finanza derivata in essere, richiamando una delibera di annullamento in autotutela della Giunta in carica nel 2011 e dicendo che non sono previsti fondi di accantonamento per i contratti derivati.

“L’annullamento del 2011- hanno affermato i rappresentanti di MessinAccomuna – è stato dichiarato inesistente dalla Cassazione (sentenza 22554/2014); nel 2016 inoltre il Consiglio ha riconosciuto, con tanto di delibera, la piena validità ed efficacia del contratto derivato in essere. Il parere non riporta una puntuale relazione sui parametri di deficitarietà strutturale dell’Ente e sulle modalità di calcolo adottate dall’Amministrazione. In maniera poco comprensibile, poi, si esorta il Consiglio a svolgere un compito che, a partire dal perfezionamento del Piano di riequilibrio, è di esclusiva competenza del Collegio dei revisori”.

“Il Collegio attesta la veridicità del conto finanziario – è stato evidenziato ancora nella nota – ma non quella del conto economico-patrimoniale. Come dire che un pezzo del bilancio non è attendibile. È vero che la contabilità economico-patrimoniale ha al momento un puro valore conoscitivo e non inficia la validità del conto finanziario, ma non attestarne la validità, senza chiarire le ragioni tecnico-giuridiche di approvabilità del bilancio, è come se si volesse lasciare ogni rischio al Consiglio”.

Il sindaco non ha replicato a nessuna delle questioni poste, rimandando per un approfondimento in merito al report sul suo primo anno di attività, che sta ultimando. Il presidente del Collegio dei Revisori, Antonio Tumminello, ha dichiarato che il Comune non è in possesso di un inventario dei beni patrimoniali, ammettendo una criticità che il rendiconto 2019, ha anche ribadito, non avrà più.

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