Dal vertice dell'Ars a Lampedusa, Cascio è l'erede di Bartolo - QdS

Dal vertice dell’Ars a Lampedusa, Cascio è l’erede di Bartolo

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Dal vertice dell’Ars a Lampedusa, Cascio è l’erede di Bartolo

giovedì 11 Luglio 2019 - 19:35
Dal vertice dell’Ars a Lampedusa, Cascio è l’erede di Bartolo

Fu presidente del Parlamento siciliano e andrà a dirigere l'ambulatorio dell'isola dell'Agrigentino dividendosi con Ustica e Linosa. "Mi dedico al mio lavoro di medico, mi piace e lo faccio con passione"

“Da maggio dell’anno scorso ho cominciato a Lampedusa la mia seconda vita: un’esperienza straordinaria dal punto di vista umano, gratificante e appassionante dal punto di vista professionale”.

A parlare è Francesco Cascio, 55 anni, medico igienista dell’Asp di Palermo, una carriera politica alle spalle che lo ha portato a resiedere il Parlamento siciliano, oggi referente del poliambulatorio sanitario di Lampedusa al posto di Pietro Bartolo, tra i protagonisti del film “Fuocoammare”, che lo scorso maggio è stato eletto, nel Pd al Parlamento europeo.

Francesco Cascio a 21 anni era già consigliere comunale della Dc a Palermo, poi l’adesione nel ’94 a Forza Italia, fino a diventare tra i “big” del partito di Silvio Berlusconi in Sicilia.

E’ stato presidente dell’Ars dal maggio 2008 al dicembre 2012 e in precedenza anche assessore al Turismo e vice presidente della Regione Siciliana prima di aderire a Ncd e ad Alternativa Popolare di Angelino Alfano.

“Sono qua nel poliambulatorio da oltre un anno nel ruolo di referente – racconta – in attesa di un incarico definitivo, ma questa è la scelta del direttore generale dell’Asp quindi io mi adeguo”.

La politica ha dato a Cascio anche tante amarezze: ha perso ingiustamente il seggio all’Ars da cui era decaduto a causa di una inchiesta per corruzione, prima di essere assolto definitivamente dall’accusa in Cassazione.

Fino all’operazione Artemisia del marzo scorso su una superloggia massonica a Castelvetrano che è costata a Cascio gli arresti domiciliari dal 21 marzo al 5 aprile con l’accusa di favoreggiamento personale.

Misura poi annullata dal tribunale del riesame che ha archiviato. Dopo queste vicissitudini giudiziarie Cascio ha, dunque, deciso di ritornare alla sua attività professionale, al camice bianco.

“Mi dedico al mio lavoro di medico, mi piace e lo faccio con passione – spiega -. Mi divido da tra Ustica, dove sono responsabile del poliambulatorio, Lampedusa e Linosa, e poi mi dedico per il Distretto 42 all’educazione alla salute nelle scuole facendo screening auxologici, quindi, una fondamentale attività di prevenzione tra i bambini che in caso di necessità vengono inviati dagli specialisti. In particolare, facciamo il monitoraggio dello sviluppo corporeo, prevenzione dell’obesità, malattie dei denti, degli occhi ed altro ancora”.

Ma la gratificazione maggiore per l’ex esponente della politica siciliana è certamente quella di fare il medico a Lampedusa, in prima linea sul fronte dell’emergenza immigrazione.

“E’ una esperienza unica, ovviamente molto più coinvolgente di altre – dice Cascio – c’è la questione migranti, il rapporto con gli sbarchi che coordiniamo da punto di vista sanitario con le forze dell’ordine alle quali poi facciamo dei report. A Lampedusa vengo dieci giorni al mese ma qui mi sento a casa mia, qua ho tanti amici e sto bene”.

Insomma nessun rimpianto per la sua vita precedente nei Palazzi della politica.

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