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Dalla lunga attesa alla rinascita: Palermo scommette sullo sport nel 2026

Dalla lunga attesa alla rinascita: Palermo scommette sullo sport nel 2026

I piccoli segnali ci sono stati: la presentazione dello Skatepark di Bonagia che dovrebbe essere consegnato entro fine mese, ma c’è molta attesa per la Piscina Olimpica Comunale e il PalaSport di viale dell’Olimpo che dovrebbero tornare fruibili in estate. L’assessore Anello: “Siamo entro la tabella di marcia”

Giugno 2026 o estate 2026. Questo è il periodo in cui diversi impianti sportivi di Palermo dovrebbero tornare pienamente fruibili. Il condizionale è d’obbligo, quasi scaramantico, ma le date dovrebbero essere imperative visto l’utilizzo di fondi del Pnrr con i quali diversi interventi sono in fase di realizzazione.

I piccoli segnali ci sono stati: la presentazione dello Skatepark di Bonagia avvenuta poche settimane addietro alla presenza del ministro dello Sport Andrea Abodi che però dovrebbe essere consegnato nelle prossime settimane e comunque entro fine mese, ma anche la riapertura della pista di pattinaggio del Giardino Inglese poco prima di fine anno.

Altro segnale incoraggiante, benché timido, l’apertura limitata a circa 2.000 persone, delle tribune del Velodromo Paolo Borsellino. L’impianto è utilizzato attualmente dall’Athletic Club Palermo, formazione che milita nel campionato di calcio di Serie D. A tal proposito, il sindaco Roberto Lagalla e l’assessore comunale allo Sport Alessandro Anello hanno ribadito che nelle prossime settimane la capienza sarà aumentata. Presumibilmente entro la primavera si dovrebbe arrivare a quota 5.000.

Non mancano anche i casi che creano discussione: la Grand Stand Arena, ossia la struttura mobile e polivalente che non verrà più utilizzata al Foro Italico di Roma per gli Internazionali d’Italia è destinata al Parco della Favorita. Rientra nel decreto per la riqualificazione delle periferie (tipo Caivano, ndr). Tuttavia è al centro di polemiche con l’opposizione al Comune del capoluogo che ritiene la struttura non idonea per l’obiettivo della misura.

In buono stato, lo stadio delle Palme Vito Schifani, che ospita gare di atletica (si ricorda a fine maggio l’Eap Sicily Meeting con il balzo di Larissa Iapichino a oltre 7 metri nel salto in lungo, ndr). Così come il PalaOreto e il PalaMangano, che al netto delle problematiche ordinarie, ospitano squadre e eventi di varie discipline. Da ricordare a inizio dicembre scorso lo svolgimento dei campionati italiani assoluti di badminton dopo 25 anni in Sicilia.

E c’è molto altro da fare: tra giugno e fine estate, appunto, il grosso dell’impiantistica palermitana che è attualmente “in cura” dovrà essere riconsegnato e riutilizzato.

Piscina Olimpica Comunale

Tra le grandi opere in fase di ristrutturazione c’è senza dubbio la Piscina Olimpica Comunale di viale del Fante. La sua chiusura ha spinto Telimar e Waterpolo Palermo che militano rispettivamente in A1 e A2 maschile di pallanuoto maschile e tantissimi altri club cittadini natatori a “emigrare”. Chiusa al pubblico dall’1 agosto 2024, sarà riconsegnata a giugno 2026. Il costo dei lavori con fondi del Pnrr è di circa 12 milioni che servono per l’ammodernamento dell’intero impianto, vasca interna, vasca esterna, tribune, e tutti i locali tecnici che servono per il normale funzionamento della struttura. Che negli anni scorsi, prima della chiusura, ha visto tante vicissitudini e tante volte ha visto eventi agonistici disputarsi senza il pubblico.

L’assessore Anello ha sottolineato al QdS.it che “l’impianto verrà riconsegnato entro giugno 2026 e che i lavori proseguono secondo la tabella di marcia”.

PalaSport verso la riapertura in estate?

Il punto interrogativo qui è grande quanto la struttura di viale dell’Olimpo, chiusa dal lontanissimo aprile 2008 quando una tromba d’aria scoperchiò parte del tetto. Era un danno relativamente minimo che però non venne mai riparato e la struttura, inaugurata nel 1999, è andata a degenerarsi nel corso degli anni trasformandosi da un possibile tempio dello Sport che vide gli effimeri fasti della Iveco Palermo nella pallavolo maschile con due partecipazioni ai play-off scudetto e una Coppa Cev vinta tra il 1998 e il 2001, a una cattedrale nel deserto.

La struttura ospitò anche tanti concerti, l’ultimo nel marzo del 2008 (Dalla Pelle al cuore di Antonello Venditti), poche settimane prima della (fatale) tromba d’aria. Da aprile di quell’anno, quindi, il PalaSport di Fondo Patti è rimasto chiuso e più volte vittima di atti di vandalismo. Non sono mancati ripetuti furti di cavi di rame e distruzione dei vari impianti.

A febbraio del 2025 il Comune ha annunciato e avviato i lavori di ristrutturazione del Palazzetto dello Sport che permetterebbe al capoluogo siciliano di avere un vero e proprio hub a livello nazionale e internazionale. Un impianto capace di ospitare anche le nazionali di varie discipline, dalla pallavolo, appunto, alla pallamano, al calcio a 5 o di ospitare altri grandi eventi agonistici o tour e concerti portando soldi alle casse comunali.

Le opere di “Rigenerazione e adeguamento, tramite manutenzione straordinaria e ripristino funzionale della struttura” hanno avuto un finanziamento di poco superiore agli 8 milioni di euro a valere sul Fondo per lo Sport e le Periferie (5 milioni) e sulle risorse di cui alla delibera Cipe n. 69/2009 assegnato al Comune di Palermo dal Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica (3 milioni).

L’impianto dovrebbe essere consegnato entro l’estate, il che significa entro settembre prossimo, con una capienza di oltre 4.000 spettatori.

Anche in questo caso l’assessore Anello ha detto che “I lavori stanno procedendo bene. Contiamo entro l’estate ma saremo più precisi nei prossimi giorni, di riconsegnare finalmente l’impianto di viale dell’Olimpo alla cittadinanza”.

Stadio Renzo Barbera

La situazione dello Stadio Renzo Barbera è un po’ più articolata. Inizialmente escluso dal dossier della Figc per la candidatura solitaria dell’Italia per ospitare gli Europei del 2032 sembra essere tornato in corsa nonostante la candidatura congiunta con la Turchia che riduce – per la condivisione con lo Stato – delle sedi di gioco. Lo stesso ministro Abodi le scorse settimane ha ribadito con forza che “Palermo è ancora in corsa: c’è la volontà di realizzare uno stadio moderno”.

Tutta la documentazione preliminare con tanto di progetto di fattibilità tecnico economica dovrà essere presentato ad aprile. Solo così il capoluogo siciliano potrà sperare di poter tornare a ospitare un grande evento calcistico internazionale. L’unico fu Italia 90 e fu l’ultima volta che l’impianto di viale del Fante subì un reale e rivoluzionario intervento di ristrutturazione.

Insomma, il 2026 sarà un anno cruciale per gli impianti sportivi a Palermo che però potrebbe tornare ad usufruire di strutture moderne capaci di soddisfare l’utenza cittadina e di ospitare, al contempo, grandi eventi. Sarà, quindi, una nuova primavera per lo sport del capoluogo siciliano?

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