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Dalla Russia con amore: un dettagliato identikit di chi sceglie andare in vacanza nel nostro Paese

redazione

Dalla Russia con amore: un dettagliato identikit di chi sceglie andare in vacanza nel nostro Paese

martedì 09 Luglio 2019 - 00:00
Dalla Russia con amore: un dettagliato identikit di chi sceglie andare in vacanza nel nostro Paese

L’Ente nazionale italiano del turismo ha prodotto un dossier sul mercato della Federazione in occasione della visita di Putin

ROMA – Ama lo shopping e i divertimenti, è in cerca di nuove esperienze ed è sensibile alle novità. Età fra i 35 e i 55 anni, estrazione culturale medio alta ma non sempre parla inglese. Molto spesso prenota la vacanza last minute, ovvero nelle ultime quattro settimane. È il profilo del turista russo che arriva in Italia per trascorrere un periodo di vacanza, delineato dall’Enit (Ente nazionale italiano del turismo) in un dossier sul mercato turistico russo, redatto in occasione della visita di Stato del presidente Vladimir Putin.

Il made in Italy è molto apprezzato dai russi per cui lo shopping nel nostro Paese rimane sempre una cosa assolutamente “must do” (+5% sul 2018). Tra l’altro, i russi sono dei big spender, come dimostrato dalle statistiche di tax free e duty free che li vedono tra i leader della classifica per spesa in Italia. E tra le destinazioni principali dello shopping risultano molto apprezzati i negozi di Milano, gli outlet e i grandi centri commerciali.

Predilige le destinazioni termali, gli sport all’aria aperta, si reca nei parchi acquatici, in discoteca ed è interessato alle feste locali. Viaggia per turismo ma spesso associa la possibilità di imparare le lingue e di assimilare i sistemi di vita dei paesi dove va. Spendaccione, amante del buon cibo e delle comodità destina il 75% della spesa per alloggiare negli alberghi e nei villaggi turistici, spesso anche di lusso, con una spesa totale di 771 milioni di euro nel 2018 (-1,4%). A seguire sceglie le case in affitto (+11%).

Quanto alle abitudini, siccome circa la metà dei viaggiatori che arriva in Italia dalla Federazione russa non conosce l’inglese, apprezza la presenza di personale madrelingua alla reception, un menù in lingua e almeno un canale tv che consenta di restare connessi con il proprio paese ed essere informati su ciò che succede. Di solito consuma una colazione abbondante e frutta fresca, beve tè e caffè americano, mangia minestre, alcolici in orari dei pasti non canonici. Tra le comodità a cui non rinuncia in albergo: aria condizionata e riscaldamento, wi-fi gratuito, teiera in camera, ciabatte e accappatoio. Inoltre noleggia automobili e la maggioranza dei turisti russi chiede vetture con cambio automatico.

Cresce intanto la quota percentuale dei traveller russi che organizzano da soli il viaggio senza intermediazione del tour operator o di un’agenzia di viaggi, usando le prenotazioni on-line. Si registra altresì una rapidissima crescita del turismo individuale negli ultimi anni. La tendenza è confermata dalla statistica del rilascio dei visti turistici: il 35% del turismo auto organizzato nel 2011 in confronto a circa il 60% nel 2018, l’aumento significativo di questa quota è spiegato dall’introduzione da settembre 2015 della procedura biometrica per il rilascio del visto che richiede la presenza del richiedente.

Inoltre, diventa sempre più facile per i viaggiatori russi ottenere il visto multiplo valido per sei o più mesi (fino a 5 anni). Nel 2018 a Mosca sono stati rilasciati 438.231 visti, 34.828 a S. Pietroburgo, in totale 473.059.

I vari magnati russi che amano l’Italia, ovviamente, prediligono soluzioni di estremo comfort scegliendo i migliori ristoranti di lusso di Roma e Milano, al mare affittano yacht, all’occorrenza. Alcuni particolarmente fissati con la privacy, come segnala Federalberghi, arrivano ad affittare intere strutture per renderle a proprio esclusivo uso, come è accaduto a Chia, nel Sud della Sardegna, nella struttura a cinque stelle ricavata da un faro a Capo Spartivento.

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