Milano, 23 apr. (askanews) – Il sughero di Corticeira Amorim entra nella missione spaziale Artemis II della Nasa, dopo l’impiego già sperimentato in Artemis I. Il gruppo portoghese fornisce materiali a base di sughero per il sistema di protezione termica della navicella Orion, chiamato a proteggere componenti e strutture critiche dalle temperature estreme nelle fasi di lancio e di rientro nell’atmosfera terrestre.
Per l’impiego aerospaziale il sughero viene trasformato in P50, un composito ad alte prestazioni sviluppato da Amorim Cork Solutions per lavorare in condizioni estreme. Il materiale combina isolamento termico, capacità di assorbire energia sotto stress meccanico, flessibilità e compatibilità con sistemi compositi avanzati. La sua applicazione nelle missioni spaziali nasce da un percorso di ricerca su materiali naturali capaci di sostenere sollecitazioni molto elevate.
“Il ruolo del sughero è, in fondo, semplice ma fondamentale: proteggere sacrificando sé stesso” ha affermato Eduardo Soares, direttore innovation di Amorim Cork Solutions, spiegando che “all’aumentare delle temperature, il materiale subisce una trasformazione controllata, formando uno strato carbonizzato che rafforza la resistenza termica e protegge le strutture sottostanti. Ciò che rende questi materiali davvero unici è la combinazione tra una materia prima naturale e leganti ad alta resistenza al fuoco, che danno origine a un sistema di protezione termica leggero e affidabile, capace di sopportare livelli estremi di esposizione al calore”.
Nelle missioni aerospaziali ogni componente deve rispondere a requisiti stringenti di affidabilità e resistenza, soprattutto quando opera in aree esposte a sollecitazioni termiche e meccaniche estreme. “Un contributo che dimostra la sua affidabilità in alcuni degli ambienti più esigenti mai affrontati dall’ingegneria. Nel settore aerospaziale, la continuità non è mai scontata: si conquista attraverso le prestazioni” ha dichiarato António Rios de Amorim, presidente e Ad di Corticeira Amorim, sottolineando che “è un esempio concreto di come un materiale naturale, quando combinato con conoscenza e innovazione, possa soddisfare i più elevati standard tecnologici. Quello che stiamo osservando oggi è che la scienza dei materiali non è più una funzione di supporto ma un elemento centrale nella progettazione e nell’esecuzione delle missioni spaziali”.
Il sughero proviene dai montados, ecosistemi del bacino mediterraneo in cui la corteccia delle querce viene estratta senza danneggiare gli alberi, secondo un ciclo che può ripetersi per decenni. Naturale, rinnovabile e riciclabile, il materiale unisce una tradizione produttiva antica a impieghi tecnologici avanzati, dalla protezione aerospaziale alle chiusure per il vino.
Per Amorim Cork Italia, con sede a Conegliano (Treviso), la presenza del sughero nella missione Artemis II richiama anche il valore della materia prima nel mondo del vino, dove tappi e chiusure devono garantire affidabilità, sicurezza e sostenibilità. Il gruppo Amorim è la prima azienda mondiale nella produzione di tappi in sughero: nel 2024 ha coperto il 45% del mercato mondiale del comparto e il 28% del mercato globale delle chiusure per vino. Il gruppo conta 61 filiali, di cui 41 nei principali Paesi produttori di vino, esporta in oltre 100 Paesi ed è presente con aziende in 30 Paesi nei cinque continenti. Amorim Cork Italia si è confermata nel 2025 la principale filiale del gruppo e azienda leader del mercato italiano, con un fatturato che nel 2025 è stato di 74 milioni di euro.

