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Dazi, Assodistil: danni gravi, trovare mercati alternativi

Dazi, Assodistil: danni gravi, trovare mercati alternativi

Come il Sud America. Ci saranno ingenti perdite, anche di lavoro

Roma, 15 lug. (askanews) – “Senza giri di parole: l’imposizione dei dazi al 30% da parte del presidente Trump, se confermata ad agosto, danneggerà irrimediabilmente le esportazioni dei distillati e dei liquori italiani. Una decisione che interviene proprio nel momento in cui alcuni prodotti stavano guadagnando significative quote di mercato oltre che il gusto dei consumatori Usa”. Così in una nota Cesare Mazzetti, presidente del Comitato acquaviti e liquori di AssoDistil, che ricorda come lo scorso anno si sia registrato un +26% di export di spirits verso il Nord America ma in futuro “alla luce della decisione dell’amministrazione americana, dobbiamo attenderci per le nostre aziende ingenti perdite non solo sul fronte economico, ma anche occupazionale. Ad oggi l’export di spirits vale quasi 2 miliardi di euro all’anno di cui il 13% verso Usa”.

“Avere a che fare con la volubilità del presidente statunitense rende impossibile per le aziende italiane la programmazione del proprio futuro; queste incertezze impattano sui budget di vendita e gli investimenti in termine di promozione dei prodotti sul mercato Usa. Auspichiamo che si giunga a un accordo ma esso deve essere pluriennale e capace di andare oltre agli umori personali del Capo della Casa Bianca”, aggiunge Sebastiano Caffo, presidente del Consorzio Nazionale Grappa.

A questo punto, spiega Caffo, occorre trovare valide alternative di mercato export per la grappa. “Dobbiamo guardare e investire di conseguenza sul Sud America. Quei Paesi vedono la presenza di fortissime comunità italiane e vi è una cultura di produzione di distillati simili al nostro prodotto di bandiera. Dobbiamo investire per combattere l’italian sounding e eliminare l’uso improprio del termine Grappa. Dobbiamo aprire trattative con le autorità locali consapevoli che attualmente sono attivi dazi pesanti per i prodotti provenienti dall’Europa. Ma è molto probabile che in questo momento sia più facile avviare e instradare una trattativa con i governi dei paesi del Sud America rispetto agli Usa”, conclude.