“Siete scorretti”. Con queste parole, pronunciate un attimo prima di spegnere il microfono della presidenza, la vicepresidente forzista Luisa Lantieri sospende l’Aula ancora prima di avviare la discussione generale sul disegno di legge sugli Enti locali. La decisione cui fa riferimento l’accusa di scorrettezza era di avviare i lavori in attesa dell’arrivo del vicepresidente della Regione Siciliana che, in vece del presidente, avrebbe rappresentato il governo.
Ai blocchi di partenza però Cateno De Luca ha contestato l’assenza del governo, fino a quel momento rappresentato soltanto dall’assessore ai Trasporti Alessandro Aricò.
“Siamo tutti Gilistro”, Aula di nuovo sospesa
La questione mirava al rilevare in Parlamento che il ddl Enti locali, che è discussione riguardante le Autonomie locali, avviene mentre il relativo assessorato è assunto ad interim dal presidente Schifani.
L’Aula ha ripreso i lavori mezz’ora più tardi con l’arrivo del vicepresidente Luca Sammartino, ma con imprevisti e fuori programma. Carlo Gilistro, deputato del Movimento 5 Stelle si è impossessato del pulpito occupandolo ad oltranza. Motivo: la vicenda delle scuole, in particolare in provincia di Siracusa, senza riscaldamenti. La presidente Lantieri ha provato a dare la parola agli altri deputati iscritti a parlare ma un “siamo tutti Gilistro” ha racchiuso in ottima sintesi il rifiuto dei parlamentari. Aula sospesa.
Sala d’Ercole vuota per un ddl che divide la maggioranza
Di carne al fuoco però ce n’è tanta, e dietro l’avvio difficoltoso dei lavori, che prevedevano la sola discussione generale con rinvio a votazione dell’articolato il prossimo martedì, c’è la fibrillazione della maggioranza ed una opposizione seduta sulla riva del fiume ad aspettare di vedere passare le vittime trasportate dalla corrente.
Il ddl Enti locali, stralcio di un reiterato tentativo di riforma che si trascina da oltre un anno all’Ars, non ha in se alcun accordo in maggioranza. Quanto relazionato all’Aula dal presidente della prima Commissione Affari Istituzionali, il democristiano Ignazio Abbate che ne ha curato stesura ed iter, non ha nullaosta da tutte le forze politiche che sostengono il governo Schifani. Sarà un caso, ma Sala d’Ercole oggi pomeriggio era quasi vuota ed anche se non era prevista votazione appare comunque un segnale negativo.
Voto segreto pronto a colpire il ddl Enti locali
Ci sono norme, nel disegno di legge, che non a tutte le parti di centrodestra piacciono. In testa, con una marcata previsione di voto segreto per un facile affossamento, c’é il terzo mandato per i sindaci dei Comuni con popolazione inferiore ai 15 mila abitanti e l’eliminazione di limite nei comuni al di sotto dei 5mila.
Anche le “quote rosa” – orribile definizione per la rappresentanza di genere – nelle giunte locali non hanno trovato un’intesa ed è stata rinviata all’Aula la decisione su un eventuale emendamento per una entrata in vigore a rinnovamento delle giunte invece che una imposizione di rimpasto. Inoltre il consigliere supplente anche nei Consigli comunali è oggetto di disaccordo. Ma il disaccordo più rilevante, con buona pace dei 23 deputati di opposizione, è quello che si consuma all’interno della maggioranza e che genera pronostici che variano dalle singole norme affossate con voto segreto fino alla bocciatura dell’intero testo.
Il terzo mandato dei sindaci a rischio attacco anti Dc
Due fattori appaiono determinanti, pendendo sul disegno di legge come una spada di Damocle: il numero di sindaci in scadenza di secondo mandato tra primi cittadini forzisti e primi cittadini fratelli d’Italia; il ddl è considerato sommariamente come riforma della Democrazia Cristiana, che in questo momento è oggetto della discordia più che forza fondamentale della maggioranza.
Su quest’ultimo aspetto ha fatto leva – anche in Aula – Cateno De Luca ricordando come i deputati democristiani “siano stati presi a sputi in faccia” dal governo. Per il deputato e leader di Sud chiama Nord, i democristiani malamente trattati questuano, “con il piattino in mano”, a Palazzo d’Orleans per la restituzione di almeno uno dei due assessorati che sono stati assunti ad interim da Schifani. Peraltro, ricorda De Luca, per un tempo già abbondantemente più lungo di quanto la legge prevede.
Il ddl “stress test” della maggioranza
Venerdì Antonio Tajani sarà a Sant’Agata di Militello, ad un evento di Forza Italia cui parteciperà una parte, o fazione, del partito. Poi, sabato, il segretario nazionale di Forza Italia sarà a Palermo mentre domenica a Caltagirone ci sarà il “Ti amo Sicilia” alla quale Cateno De Luca spera possa partecipare il coordinatore regionale forzista Marcello Caruso ed a cui non parteciperanno i deputati della Democrazia Cristiana.
I lavori d’Aula sul ddl Enti locali sono quindi un test di enorme importanza per il Parlamento siciliano: se la maggioranza c’è, ed è coesa, il disegno di legge passerà senza problemi; se la maggioranza non ha risolto i problemi interni, né il rapporto tra alcune forze politiche e la DC, il ddl verrà respinto o affossato su alcune norme chiave.
Un disegno di legge da rinvio a oltranza
Il risultato dei lavori di oggi pomeriggio a Sala d’Ercole, dopo la capigruppo di martedì in cui si era stabilito di avviare la discussione generale oggi e votare l’articolato martedì, è stato di un rinvio per il seguito della discussione generale a martedì mattina.
Questo è stato l’avvio dei tanto attesi lavori di una Sala d’Ercole vuota in cui neanche i capigruppo di opposizione hanno ritenuto di dover intervenire con dichiarazioni di intenti sul testo. Entro martedì mattina in Sicilia si dovranno sciogliere molti nodi, ma alcuni – sicuramente i più gravi – si sa già che non verranno sciolti prima di fine febbraio.
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