Istituire la figura della guardia ecologica per contribuire alla lotta contro gli sporcaccioni e l’inciviltà diffusa. La proposta è al centro di un disegno di legge presentato all’Assemblea regionale siciliana dal gruppo Popolari e Autonomisti. Primo firmatario il deputato Santo Primavera, i lombardiani puntano all’approvazione di una legge che riconosca una nuova figura, all’interno del campo del volontariato, a cui attribuire poteri di riscontrare e contestare illeciti di natura amministrativa.
Il disegno di legge è stato assegnato alla commissione Ambiente. Una volta finito l’esame, si potrà sperare di vederlo arrivare in aula. Con i tempi che si è soliti attendere prima che i ddl finiscano all’attenzione e al voto di sala d’Ercole, non è possibile dire se il percorso potrà concludersi entro questa legislatura.
Ciò significa che il tema delle guardie ecologiche potrebbe finire anche dentro alla prossima campagna elettorale. La proposta, pur basandosi sul carattere volontario delle figure di cui gli enti si avvarrebbero, avrebbe comunque un costo. “Agli oneri derivanti dall’attuazione della presente legge la Regione fa fronte con l’istituzione di appositi capitoli del bilancio regionale, che verranno dotati della necessaria disponibilità in sede di approvazione della legge di bilancio”, si legge nel testo.
La proposta della figura delle guardie ecologiche, si prende esempio da altri
La fattibilità della proposta, a detta dei deputati lombardiani, è confermato dal fatto che altre Regioni – la Puglia nel 2003, la Lombardia nel 2005, la Calabria nel 2007 – hanno approvato leggi regionali per il riconoscimento di figure analoghe a quella che si vorrebbe introdurre anche in Sicilia.
Il riferimento nasce dal fatto che “benché la figura della guardia ecologica non trovi fondamento in una normativa organica statale – si legge nella relazione che illustra il ddl – il legislatore nazionale, in alcune specifiche discipline settoriali (in materia di tutela degli animali da affezione, in materia di vigilanza pesca), ha previsto e normato la figura della guardia particolare giurata con specifici compiti di vigilanza che affianca, senza sostituirsi, agli organi di polizia giudiziaria, nel rispetto del Tulps (Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, ndr)”.
Le guardie ecologiche andrebbero a operare trasversalmente nell’interesse di Regione, ex Province e Comuni. “Questi ultimi, poi, nella specifica materia relativa alla gestione della tutela dell’ambiente, nella quale in particolare le guardie ecologiche si trovano ad operare, vantano una tradizionale competenza amministrativa”, si legge.
Sporcaccioni nel mirino
La proposta prevede di formare i volontari interessati alla tutela dell’ambiente, per poi, “previa approvazione del prefetto”, attribuire loro i poteri previsti dagli articoli 13 e 14 della legge 689 del 1981. Si tratta della norma che ha introdotto modifiche al sistema penale e che, negli articoli citati, parla delle modalità con cui debbono avvenire gli atti di accertamento, le contestazioni e le notifiche di sanzioni amministrative.
“Per l’attribuzione dei suddetti poteri sarà necessario il possesso dei requisiti previsti in apposito decreto assessoriale e il superamento di apposito corso di formazione, secondo le modalità che saranno disciplinate”, viene specificato. A conclusione del corso di formazione sarà necessario superare un esame per poter essere nominati guardia ecologica.
In una fase in cui le amministrazioni locali stanno puntando sull’implementazione di nuove tecnologie, anche comprensive di intelligenza artificiale, per contrastare gli atti di inciviltà, la proposta che arriva all’Ars si focalizza sul contributo dei cittadini.
“La Regione Siciliana riconosce la funzione del volontariato per la salvaguardia dell’ambiente e ne favorisce lo sviluppo per diffondere la conoscenza e il rispetto dei valori ambientali; concorrere con le istituzioni pubbliche alla prevenzione dell’abbandono abusivo dei rifiuti”, si legge nell’articolo 1 del ddl.
Tra i compiti specifici che verrebbero attribuiti alle guardie ecologiche ci sarebbe la segnalazione delle infrazioni rilevate, precisando le generalità del trasgressore. “Nel caso in cui accertino violazioni che comportino l’applicazione di sanzioni pecuniarie alle disposizioni in materia di abbandono dei rifiuti, le guardie ecologiche volontarie redigono apposito verbale. Il verbale – prevede il ddl – deve essere inviato nei termini di legge, e comunque non oltre 48 ore, all’autorità competente ad emanare l’ordinanza-ingiunzione nonché alla Città Metropolitana o al Libero Consorzio di rispettiva pertinenza”.
Segui tutti gli aggiornamenti di QdS.it
Segui QdS.it su Google Non perderti inchieste, news e video
WhatsApp Le notizie anche sul canale di QdS.it

