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Migranti, arriva il via libera del governo al ddl: tutte le misure. Meloni: “Blocco navale promessa mantenuta”

Migranti, arriva il via libera del governo al ddl: tutte le misure. Meloni: “Blocco navale promessa mantenuta”

Il testo si compone di due parti: la prima “introduce norme che entreranno in vigore a seguito della pubblicazione della legge in Gazzetta ufficiale; la seconda parte conferisce invece un’ampia delega al Governo per l’adozione, entro sei mesi, di decreti legislativi necessari al recepimento delle direttive UE e all’adeguamento ai nuovi regolamenti comunitari”.

Dal blocco navale alle espulsioni, nuova stretta sui migranti. “Il blocco navale è una promessa mantenuta” ha detto la premier Giorgia Meloni in un videomessaggio, postato sui social. “I numeri che abbiamo raggiunto in questi anni, -60% di sbarchi, +55% di rimpatri, ci incoraggiano a fare ancora meglio e vogliamo farlo“.

Il Consiglio dei ministri ha approvato ieri, mercoledì 11 febbraio, un disegno di legge che introduce disposizioni in materia di immigrazione e protezione internazionale, nonché disposizioni per l’attuazione del Patto dell’Unione europea sulla migrazione e l’asilo del 14 maggio 2024.

Le parole della Premier Giorgia Meloni sul ddl migranti

“E’ una opzione – continua la presidente del Consiglio – compatibile con le nuove regole europee, che l’Italia ha contribuito a formare, a dimostrazione che tutto il lavoro che abbiamo fatto finora sta imprimendo una svolta totale nella gestione del fenomeno in Europa”. Tra l’altro, il provvedimento prevede “procedure più veloci per espellere gli stranieri condannati, ma si ampliano anche i casi in cui si può espellere uno straniero che delinque, aggiungendo reati come violenza a pubblico ufficiale, riduzione in schiavitù, maltrattamenti in famiglia: se vuoi vivere in Italia devi rispettare le leggi dello Stato italiano”, sottolinea ancora Meloni.

Il testo si compone di due parti: la prima “introduce norme che entreranno in vigore a seguito della pubblicazione della legge in Gazzetta ufficiale; la seconda parte conferisce invece un’ampia delega al Governo per l’adozione, entro sei mesi, di decreti legislativi necessari al recepimento delle direttive UE e all’adeguamento ai nuovi regolamenti comunitari”.

Il provvedimento

Ecco i ”principali contenuti del provvedimento”.

‘Contrasto all’immigrazione illegale e blocco navale’ – Il testo “valorizza le misure di prevenzione alle frontiere, attuando una strategia di difesa dei confini che mira a ridurre drasticamente le partenze irregolari”.

‘Gestione delle crisi e interdizione delle acque territoriali’ – In “attuazione del Regolamento (UE) 2024/1359, vengono definite procedure specifiche per affrontare situazioni di afflusso massiccio e strumentalizzato di migranti, con la possibilità di interdire l’attraversamento delle acque territoriali a navi in presenza di minacce gravi per l’ordine pubblico o la sicurezza nazionale”.

‘Disciplina del trattenimento’ – Vengono normate “in modo compiuto le modalità di trattenimento dello straniero nelle more delle procedure di esame della domanda di protezione”.

‘Espulsione giudiziale’ – ”Si ampliano le ipotesi in cui il giudice, con sentenza di condanna, può disporre l’espulsione o l’allontanamento dello straniero ed è prevista una procedura accelerata per l’esecuzione delle espulsioni di stranieri detenuti”.

‘Monitoraggio delle frontiere esterne’ – “Viene istituito un sistema di sorveglianza integrata che permette di agire preventivamente sulle rotte migratorie, rafforzando la cooperazione con le agenzie europee (Frontex) per il controllo dei confini marittimi e terrestri”.

‘Procedura di rimpatrio alla frontiera’ – ”Si introduce una procedura accelerata che si svolge direttamente presso i valichi o nelle zone di transito, permettendo l’allontanamento immediato dei soggetti provenienti da Paesi sicuri o con domande manifestamente infondate”.

‘Requisiti stringenti per la protezione complementare e i ricongiungimenti familiari’ – ”Per evitare l’uso strumentale delle norme sui legami familiari”, il disegno di legge “introduce criteri di maggior rigore rispetto agli attuali”.

‘Protezione complementare’ – “Sono definite con precisione le condizioni che dimostrano l’effettiva esistenza di vincoli familiari e di integrazione sociale”. L’accertamento “deve basarsi sulla natura effettiva dei legami, sulla durata del soggiorno nel territorio nazionale e sull’esistenza di legami familiari, sociali o culturali con il Paese d’origine, impedendo il rilascio del titolo in presenza di condanne per reati che comportano la pericolosità sociale del richiedente”.

‘Ricongiungimenti familiari’ – La “delega al governo specifica i criteri per l’identificazione dei familiari che hanno titolo al ricongiungimento, al fine di limitare l’abuso dello strumento e di garantire che l’accesso ai benefici sia riservato a chi versi in condizioni di oggettiva vulnerabilità e privo di adeguato sostegno nel Paese d’origine”. Lo riporta Adnkronos.