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Caso Garlasco, il dna nella cannuccia e i dubbi su Stasi. I legali sicuri: “Chiara aggredita in cucina”

Caso Garlasco, il dna nella cannuccia e i dubbi su Stasi. I legali sicuri: “Chiara aggredita in cucina”

Secondo quanto emerso dai nuovi accertamenti messi in pratica dai periti della famiglia Poggi infatti, l’aggressione sarebbe avvenuta in cucina, durante la colazione.

Un nuovo dettaglio alimenta le ultime settimane di indagini e accertamenti nel caso del delitto di Garlasco. A quasi 18 anni dall’omicidio di Chiara Poggi infatti, la nuova perizia svolta dai periti della famiglia Poggi avrebbe scoperto un tassello che potrebbe essere determinante nel giudicare colpevole Alberto Stasi, l’ex fidanzato su cui da sempre sono state mirate le attenzioni e che venne condannato a 16 anni di reclusione per la morte di Chiara Poggi. Secondo quanto emerso dai nuovi accertamenti messi in pratica dai periti della famiglia Poggi infatti, l’aggressione sarebbe avvenuta in cucina, durante la colazione. Questo, si potrebbe determinare dall’analisi svolta sulla spazzatura della cucina da parte degli addetti ai lavori e dunque potrebbe smontare il fatto che l’aggressione sia iniziata all’ingresso della villetta, come pensato fino ad oggi.

Caso Garlasco, c’è dna nella cannuccia del thé. La spiegazione dei periti dei Poggi

Un reperto rimasto senza alcuna verifica da anni, poi l’indizio che potrebbe rivelarsi fondamentale durante le recenti indagini su Andrea Sempio. Si tratta del dna di Alberto Stasi ritrovato sulla cannuccia di una scatola di thè che era stato gettato nella spazzatura in cucina. “Per noi l’aggressione comincia proprio lì, in cucina”, sostiene il perito e consulente dei Poggi, Redaelli

Secondo i legali della famiglia di Chiara Poggi infatti, questo nuovo e importante indizio dimostrerebbe la presenza di Stasi in casa al momento del delitto. Per loro sarebbe tutto perfettamente compatibile con orari, luogo e ricostruzione e, come ribadito dall’avvocato Tizzoni, c’è la convinzione da parte dei Poggi che non esistono altri colpevoli oltre lui, con la sensazione che – se questo strumento fosse stato disponibile già nel lontano agosto 2007 – le accuse verso l’ex fidanzato “sarebbero state ancora più forte”.

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