Chiara Poggi avrebbe trovato numerosi file porno sul computer di Stasi la sera prima di essere uccisa. A dirlo i legali della famiglia della vittima in una nota specificando di aver fatto “un ulteriore approfondimento informatico, dal quale è emerso che la sera prima di essere uccisa, Chiara aveva fatto accesso proprio alla cartella del pc di Stasi in cui erano stati catalogati – per genere – i numerosi file pornografici già esaminati all’epoca”.
Delitto Garlasco, i legali della famiglia Poggi: “Verificare dato attraverso incidente probatorio”
“Qualora la Procura di Pavia lo riterrà opportuno, questo dato – aggiungono i legali – potrà essere verificato anche in contraddittorio mediante apposito incidente probatorio”. Negli ultimi giorni c’è chi ha sostenuto invece che la vittima lavorò alla tesi dell’allora fidanzato condannato in via definitiva a 16 anni di carcere per il delitto di Garlasco.
La parte civile non può chiedere direttamente l’incidente probatorio, in tal senso arriva dai legali della famiglia Poggi l’invito alla Procura di Pavia guidata da Fabio Napoleone che si è spesa per l’incidente probatorio sulla spazzatura della villetta di via Pascoli che ha portato a dire che l’Estathé rinvenuto sulla scena del delitto “è risultato riferibile ad Alberto Stasi”, si legge nella nota.
“Da parte nostra continueremo ad approfondire celermente ogni ulteriore elemento utile a una ricostruzione ancor più dettagliata dei fatti, nell’interesse della verità e della giustizia”, concludono gli avvocati Tizzoni e Compagna. “Si cerca impropriamente di riabilitare l’assassino mettendo alla gogna la famiglia della vittima, senza alcuna considerazione delle prove che sono già state raccolte nel processo a seguito della prima sentenza della Cassazione”, affermano in una nota gli avvocati. “Secondo quanto evidenziato da più parti l’apertura di una nuova indagine a carico di Andrea Sempio (indagato in concorso, ndr) sarebbe da ritenere funzionale a una richiesta di revisione della condanna irrevocabile pronunciata a carico di Alberto Stasi”, concludono i legali.
Il delitto di Chiara Poggi a Garlasco, la verità di Andrea Sempio
Domenica scorsa Andrea Sempio, l’unico indagato nel nuovo filone d’indagine sul delitto. “L’anno più difficile il 2025, spero sia l’ultimo – esordisce -. Per me è stato uno shock ricevere la chiamata dei carabinieri, pensavo fosse una delle solite chiamate Spam. Dobbiamo consegnarle un atto’, mi hanno detto al telefono quando ho risposto. Quello che stavo vivendo finisce e inizia tutto quello che sto vivendo adesso, tra caos e sospensione. Il primo pensiero è stato come dovevo dirlo ai miei: sono arrivato a casa e cercavo qualche parola, gli ho detto semplicemente ‘Siamo di nuovo dentro’”.
“Questa storia segue due strade, quella giuridica e quella mediatica. Si sono create le tifoserie, c’è gente che l’ha proprio con me. Sento odio sui social, nella vita di tutti i giorni no. C’è gente che vuole festeggiare la mia condanna. Io mi aspetto un rinvio a giudizio, vedremo che succederà. Se sarà il caso chiederò di essere interrogato in udienza preliminare”.
Il dna sulle unghia di Chiara: “C’è una traccia che viene fuori da una replica, in altre repliche non c’è. E’ una parte dei risultati che sono usciti. Nella mia archiviazione del 2017, il pm aveva detto che le perizie a me contrarie prendevano in considerazione solo una replica La genetista ha fatto le sue verifiche, ma lei ha ribadito che si è partiti da una base sbagliata. I risultati non sono attendibili. Io Chiara l’ho incontrata qualche volta per casa perché sono molto amico del fratello. Le stanze dove passavamo più tempo erano nel salotto o nella stanza dove c’era il pc, non sono mai entrato nella stanza dei genitori. Lo scontrino del parcheggio il giorno dell’omicidio? L’ho tenuto perché mi aspettavo che mi avrebbero sentito gli inquirenti, era accaduto qualcosa di brutto a una persona a me vicina. Sono stato male perché quel giorno avevo la febbre”.
Sui possibili nuovi testimoni, Sempio non è preoccupato: “Il supertestimone sullo scontrino non mi preoccupa perché a Vigevano ci sono andato io. Chi sa qualcosa parli, non ho problemi. Non mi preoccupano i supertestimoni, se hanno detto quello che han detto sono balle. Mi sento in una serie tv, sono uno dei protagonisti a mio malgrado”.
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