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Dentro il ciclone Harry: cause, caratteristiche e possibilità che riaccada, l’esperto parla al QdS

Dentro il ciclone Harry: cause, caratteristiche e possibilità che riaccada, l’esperto parla al QdS

Sono ormai passate più di due settimane dalla furia distruttiva del ciclone Harry che ha devastato parte della Sicilia orientale: il nostro approfondimento sul fenomeno atmosferico

Sono passate oltre due settimane dalla fine del ciclone Harry. La natura ha scatenato tutta la sua furia, devastando la Sicilia Orientale e la fascia costiera dell’Isola. Attività spazzate via, case distrutte, lungomare rasi al suolo: disperazione seminata tra la povera gente. Da Messina a Siracusa, passando per Catania, il ciclone Harry non ha risparmiato nessuno. Ma da dove nasce, scientificamente il ciclone Harry? Perchè si è manifestato con così tanta potenza? Esiste la possibilità che possa ripetersi in futuro?

Marcello Consolo (Met-Evolution): “Ciclone Harry? Vi spiego tutto”

A rispondere ai quesiti proposti dal Quotidiano di Sicilia è stato Marcello Consolo, esperto di “Met-Evolution”, che c’ha spiegato nei minimi particolari il ciclone e tutte le sue peculiarità. “La sua forza è stata dovuta al forte contrasto tra masse d’aria differenti e le condizioni favorevoli allo sviluppo dei fenomeni estremi – dichiara Consolo – Ciò ha creato un sistema extratropicale, appunto per la sua durata oltre le 24 consecutive, che ha devastato il territorio siciliano. I fattori caratteristici del ciclone Harry sono stati: la posizione del minimo barico, la durata del fenomeno e la sua capacità di estendersi su un’ampia area. Un mix che ha investito soprattutto la Sicilia, mostrando quanto ultimamente le condizioni meteo possano divenire sempre più imprevedibili: quando si verifica una situazione del genere i danni da valutare non si sommano ma si moltiplicano”.

“Ecco come si è sviluppato il ciclone Harry”

“La diversità di questa tempesta estrema – prosegue l’esperto – è dovuta alla posizione del minimo barico centrato al largo delle coste nordafricane, luogo dove si è generato il ciclone Harry, quindi carico di aria calda e umida. La circolazione atmosferica ciclonica ha indirizzato il suo tragitto verso il territorio siciliano, zona dove ha trovato l’ostacolo di un muro d’aria fredda – per l’esattezza una estesa colonna d’aria fredda – ed un campo di alta pressione. Tale scenario meteorologico ha letteralmente bloccato il ciclone sul Sud Italia, facendo sì che la sua forza distruttiva si scaricasse sulla stessa area per tre giorni consecutivi. Abbiamo assistito a piogge torrenziali (oltre 600 mm sul settore di Catania), raffiche di vento potentissime con punte massime prossime o superiore ai 120 km/h e a mareggiate violente con onde oltre i 12 metri”.

La causa del ciclone Harry

Ma qual è stata principalmente la causa di questo sconvolgente avvenimento atmosferico? Il previsore di Met-Evolution è chiaro e limpido nella risposta: “Il minimo barico ha favorito un generale innalzamento del mare. Difatti la bassa pressione riduce la spinta sulla superficie del mare, come se volesse risucchiarlo verso l’alto. Tale sviluppo alimentato dai venti forti tempestosi che impattano con la superficie del mare, determinano la crescita di onde con altezza notevole già al largo. Tutto ciò ha fatto sì che le onde prima di raggiungere il litorale si caricassero di energia, data dai venti estremi, per infrangersi sulla costa con una forza ed altezza da record. La ciclica intensa e forte velocità dei venti ha impattato un’ampia superficie del mare determinando questa violenta mareggiata devastante ed impetuosa”.

“Il Ciclone Harry potrebbe ripresentarsi in futuro? Tutto dipende dal riscaldamento globale”

La domanda che da giorni tormenta gli abitanti siciliani dopo il micidiale ciclone Harry è soltanto una: esiste la possibilità che esso o eventi del genere possano ripresentarsi nel prossimo futuro? “Il ripetersi di fenomeni estremi quali alluvioni, lunghi periodi siccitosi, ondate di calore o tempeste violente è causato e dipende principalmente dal riscaldamento globale indotto dalle attività umane, vedi concentrazione dei gas serra in atmosfera – conclude Consolo – Il cambiamento climatico sta amplificando gli eventi meteo estremi su tutto il globo e da diversi anni sta tropicalizzando il clima sul comparto del Mediterraneo, in particolar modi sui territori meridionali italiani. Anche la natura al suolo condiziona il clima, come i terreni formati da rocce scure. Vedasi i nostri vulcani, soprattutto etnei, che si riscaldano e favoriscono un ambiente più caldo mentre, situazione inversa, si avrebbe se si possedesse una copertura vegetale con folti alberi, fattori decisamente differenti che creano una micrometeorologia locale. In conclusione, possiamo definire il ciclone mediterraneo Harry, come l’ondata di maltempo più estrema che il versante meridionale d’Italia (Sicilia Sardegna e Calabria) abbia vissuto da diversi anni a questa parte”.

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