Depurazione, Catania fuori dalla melma: interventi per 400 milioni - QdS

Depurazione, Catania fuori dalla melma: interventi per 400 milioni

Desiree Miranda

Depurazione, Catania fuori dalla melma: interventi per 400 milioni

mercoledì 22 Gennaio 2020 - 17:40
Depurazione, Catania fuori dalla melma: interventi per 400 milioni

Al via la progettazione della rete fognaria da 359 km, in corso la gara per il nuovo depuratore. Il commissario unico Rolle: “La provincia etnea supererà l’infrazione Ue entro il 2025”

CATANIA – Parte la progettazione della nuova rete fognaria di Catania, mentre è in corso la gara per il depuratore. “Un’opera strategica per il nostro territorio, la più importante dopo la metropolitana. Oggi presentiamo la gara di progettazione per il depuratore, che si concluderà il 4 febbraio, e riteniamo che entro il 31 dicembre potremmo avere il progetto definitivo. Inoltre, sono stati già conclusi gli iter per la progettazione fognaria. In totale, si parla di circa 400 milioni di euro che permetteranno alla nostra città e ai comuni limitrofi di superare l’infrazione comunitaria, un’assoluta anomalia per il nostro territorio. Il Comune di Catania, insieme alla Sidra e alla struttura commissariale, sarà in prima linea”. Sono le parole del sindaco di Catania, Salvo Pogliese che ieri mattina a Palazzo degli Elefanti, insieme con il commissario unico per la depurazione, Enrico Rolle, ha fatto il punto sui progetti in corso per dotare la Città di una rete fognaria di livello europeo.

Il Capoluogo etneo, infatti, ha meno del 15% degli abitanti (circa 70 mila) attualmente collegati a una rete lunga circa 210 chilometri. Ciò significa che circa 470 mila persone, nel 2020 e in un Paese come l’Italia, sono ancora “scollegate” dalle fognature. Un gap che finalmente verrà eliminato con 360 chilometri di rete previsti nel nuovo progetto. L’obiettivo è permettere a Catania di superare l’infrazione comunitaria “entro il 2025”, ha affermato il commissario Rolle.

Si tratta di una questione annosa ed è stato lo stesso commissario governativo a ripercorrere i vari progetti che si sono susseguiti negli anni, ma che non hanno visto mai la luce. Adesso però sembrano tutti molto più ottimisti che le cose possano davvero avere una svolta. Rolle ha infatti parlato di uno specifico cronoprogramma: “La settimana prossima i progettisti faranno tutte le indagini per sviluppare i progetti nel corso del 2020. Poi, verrà espletata la gara per individuare i soggetti che materialmente eseguirano i lavori, per cui sono previsti più lotti. Nel 2021, dunque, apriremo i cantieri. Sono previsti tre anni di lavori e la città non sarà chiusa, quindi ci saranno anche queste difficoltà. Sarebbe un bel risultato se all’inizio del 2025 fosse tutto pronto”.

L’intera opera si connetterà con altre in corso di esecuzione o già esistenti. Comprenderà quindi il vecchio allacciante anch’esso oggetto di ripristino, il nuovo allacciante, il collettore della circonvallazione e il collettore di salvaguardia in corso di realizzazione, che porterà i reflui da Capomulini al vecchio depuratore di Pantano d’Arci.

Altra cosa è invece il cosiddetto collettore B, ovvero quello che si attende da anni per evitare l’allagamento del Capoluogo in caso di pioggia, a causa dell’acqua che scende dai paesi etnei. Anche questa importante infrastruttura sembra non essere stata dimenticata e l’ingegnere Marra ha annunciato l’emissione del decreto finanziamento da 53 milioni di euro per il suo completamento. “Attualmente il progetto è in conferenza dei servizi. Alla Regione contiamo di averlo a breve”, ha detto Marra.

Collaterale alle opere annunciate, la volontà di rendere il depuratore di Catania una best practice di economia circolare. Si vuole, infatti, ampliare la condotta già presentata dalla precedente amministrazione per riutilizzare le acque reflue a scopo irriguo, quindi cedendole all’ex consorzio di bonifica.
I Comuni interessati dalla nuova rete fognaria sono: Catania, Acicastello, Aci Catena, Acireale, Gravina di Catania, San Giovanni La Punta, San Gregorio, Sant’Agata Li Battiati e Tremestieri etneo. Sette i contratti già sottoscritti con altrettante associazioni temporanee di imprese, per un importo complessivo di 16,7 milioni di euro: sette lotti per 359 nuovi chilometri di condotte fognarie e collettori principali con trentadue stazioni di sollevamento e diciannove scaricatori di piena.

Insomma, il futuro fognario di Catania e del suo hinterland sembra destinato a migliorare, almeno per quanto riguarda la rete civile. Per gli scarichi industriali il ragionamento è diverso. Non ci sono depuratori a disposizione e, almeno al momento, non se ne prevedono.

Desirée Miranda

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