Roma, 15 lug. (askanews) – Le norme UE per l’applicazione transfrontaliera delle norme contro le pratiche commerciali sleali nella filiera agricola e alimentare sono state approvate oggi nella Dg Agri, la Commissione Agricoltura e Sviluppo Rurale della Ue, con 44 voti favorevoli, 1 contrario e nessuna astensione. La nuova legge mira a migliorare la cooperazione tra le autorità nazionali responsabili dell’applicazione del divieto UE di pratiche commerciali sleali, migliorando e rendendo obbligatori lo scambio di informazioni, le indagini e la riscossione delle sanzioni. La Commissione ha inoltre proposto una maggiore protezione degli agricoltori contro le pratiche commerciali sleali di supermercati e aziende di trasformazione alimentare e, per rafforzare la tutela degli agricoltori, gli eurodeputati chiedono che gli Stati membri intervengano d’ufficio, interrompendo le pratiche commerciali sleali transfrontaliere di propria iniziativa, senza alcuna denuncia formale da parte dei produttori. Questo sistema replicherebbe il regime di protezione delle Indicazioni Geografiche nel Mercato Unico.
Secondo il relatore Stefano Bonaccini (S&D, IT), il voto di oggi “rappresenta un passo importante verso una maggiore tutela dei piccoli produttori e una filiera agroalimentare più equa e trasparente, libera da abusi e ricatti. Il nostro obiettivo è ora completare il processo legislativo entro la fine dell’anno per garantire un’equa remunerazione del lavoro degli agricoltori e il valore dei loro prodotti, all’altezza delle aspettative di milioni di cittadini europei”, ha aggiunto Bonaccini.
I deputati della Commissione Agricoltura hanno inoltre deciso di avviare i colloqui con i paesi dell’UE sulla versione definitiva della legislazione, con il via libera della Plenaria di settembre 2025. Nel dettaglio, i deputati vogliono migliorare il sistema di allerta proposto sulle pratiche commerciali sleali, che potrebbero verificarsi in due o più paesi. I punti di contatto designati dalle autorità nazionali preposte all’applicazione della legge e dalla Commissione dovrebbero creare una rete informativa permanente. Grazie a questa rete, tutti i membri sarebbero automaticamente e immediatamente informati di sospette pratiche commerciali sleali in altri paesi.
Inoltre, per impedire agli operatori di eludere la legge trasferendo la propria sede al di fuori dell’UE, i deputati vogliono estendere le norme per proteggere i produttori che subiscono pratiche commerciali sleali da parte di acquirenti di paesi terzi. Inoltre, tutti gli acquirenti con sede fuori dell’UE dovranno designare una “persona responsabile UE” prima di poter acquistare i loro prodotti agricoli e alimentari nell’UE. La persona sarebbe soggetta a sanzioni in caso di violazione delle norme da parte del venditore.
Infine, i deputati vogliono garantire che, nei casi in cui gli Stati membri abbiano deciso di vietare pratiche commerciali più sleali di quelle vietate dall’attuale legislazione UE, come il divieto di vendita al di sotto del costo di produzione, le autorità abbiano la possibilità di applicare, di comune accordo, le nuove norme sulla loro reciproca cooperazione.

