Diabete, in Sicilia alto tasso di mortalità - QdS

Diabete, in Sicilia alto tasso di mortalità

Marco Carlino

Diabete, in Sicilia alto tasso di mortalità

mercoledì 04 Dicembre 2019 - 00:00
Diabete, in Sicilia alto tasso di mortalità

Rapporto Ue, nell’Isola media di 47,97 decessi rispetto ad una media europea di 22. Tutte le regioni del Mezzogiorno registrano tassi al di sopra della media nazionale

PALERMO – Il diabete è una patologia caratterizzata da livelli eccessivi di glicemia causati da una cattiva gestione dell’insulina: 425 milioni di persone nel mondo ne soffrono e quasi quattro milioni sono i malati in Italia.

In base agli ultimi dati resi nati dall’Unione europea in Sicilia si registra il secondo tasso di mortalità per diabete sul territorio italiano: 47.97 rispetto ad una media europea di 22 decessi. La Campania ha il triste primato con 53 decessi, terzo posto per la Calabria con 45. In generale, le regioni del Sud Italia sono tutte al di sopra della media nazionale italiana che, a sua volta, è al di sopra di quella dell’Unione Europea a 28 stati: 29,31 l’Italia, 22,45 l’Ue 28. In termini di mortalità a livello regionale il diabete rappresenta il 90% del totale delle patologie delle ghiandole endocrine ed è responsabile, rispettivamente per gli uomini e per le donne, del 43,3% e del 56,7% del numero totale medio dei decessi osservati per questa causa di morte.

Inevitabilmente, il diabete e le sue complicanze emergono come una delle più importanti minacce per i cittadini e per le risorse sanitarie, oggi sempre più esigue. Il tutto è acuito nell’Isola da sedentarietà, dieta sbagliata (eccedendo con zuccheri, farine e sale) scarsa prevenzione. Perfino i bambini sono ormai soggetti a rischio, visto che la Sicilia ha anche il record di obesità infantile.

Cosa fa la Regione Sicilia per aiutare i malati di diabete e fronteggiare l’emergenza? Tra gli ultimi strumenti messi in campo dalla Regione a sostegno della cura del diabete figurano: la costituzione di un database per la sorveglianza dell’impatto delle patologie croniche, incluso il diabete, in funzione anche della programmazione regionale. E poi importante sottolineare il recente aggiornamento del Pdta (Percorsi Diagnostico Terapeutici Assistenziali) diabete per gli adulti, mentre è in corso di adozione il provvedimento sull’uso delle tecnologie innovative per la cura di adulti e bambini.

Tra le priorità individuate sulla lotta al diabete si è poi puntato sul potenziamento dell’assistenza primaria e sulla de-ospedalizzazione attraverso l’istituzione di Aft (Aggregazione Funzionale Territoriale) e Uccp (Unità complessa di cure primarie) di cui sono già state realizzate sperimentazioni. Non solo, la Regione siciliana guarda ora all’istituzione di un nuovo sistema informatico delle cronicità che possa diventare strumento per far dialogare le diverse piattaforme software utilizzate da specialisti e medici di medicina generale. Uno strumento essenziale sia per la raccolta dei dati sia per una più efficiente ed efficace gestione del paziente. Spazio anche ad maggior coinvolgimento dei medici di famiglia nel “governo clinico” del paziente, anche attraverso la compilazione e la trasmissione di schede, cosa che ha permesso (e potrà farlo), da parte dell’80% dei medici di medicina generale, la segnalazione ai distretti sanitari di quasi 200mila persone affette da diabete mellito di tipo 2.

Su quali fronti, dunque, bisogna ancora migliorare? Sicuramente bisogna definire il percorso informativo-informatico per la gestione delle patologie croniche; aggiornare e potenziare i sistemi di monitoraggio, rivalutare le esperienze e, se fosse il caso, riorientare le risorse.

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