Dio ha fatto le Regole, inutile pensare ai Santi - QdS

Dio ha fatto le Regole, inutile pensare ai Santi

Carlo Alberto Tregua

Dio ha fatto le Regole, inutile pensare ai Santi

mercoledì 27 Ottobre 2021 - 03:30

Che il Padre Eterno si chiami Dio, Allah, Jahvè o in altro modo, è poco rilevante, a nostro modesto avviso. Comunque riteniamo che deve esserci stato, e deve esserci

Inutile leggere questa nota per chi non crede che il Creato sia frutto di una sorta di ingegneria di un Creatore, che ha previsto meccanismi incredibili, di una precisione millimetrica, compresa la struttura degli esseri viventi, umani, animali e vegetali.

Che il Padre Eterno si chiami Dio, Allah, Jahvè o in altro modo, è poco rilevante, a nostro modesto avviso. Comunque riteniamo (a torto o a ragione) che deve esserci stato, e deve esserci.
Il giorno e la notte si alternano; l’inverno e l’estate si alternano; la pioggia e il sole si alternano; l’acqua scorre nei fiumi, si riversa nei mari e da essi evapora, forma le nuvole dalle quali discende la pioggia che chiude il circolo.

L’Umanità non ha però capito che tale circolo esiste anche nell’utilizzo delle risorse, comprese quelle energetiche, le quali, in qualche modo, dovrebbero ritornare al punto da cui sono partite, secondo il principio dell’economia circolare. Questo non avviene perché, si sa, gli umani sono fallaci.

Non solo il Padre Eterno ha creato l’Universo, o i tanti universi (non sappiamo), ma in questa terra ha formulato le Regole di comportamento, dicendo con chiarezza che cosa è bene, che cosa è male e stabilendo le sanzioni che non saranno di questo mondo, bensì dell’altro, in quello che supponiamo possa essere chiamato il mondo delle energie.

Quali sono queste Regole? Molteplici e le troviamo nei Comandamenti, nella Bibbia, nel Corano, nel Talmud babilonese ed in tanti altri volumi delle altre religioni: cinese, indiana, giapponese e via enumerando.

La Regola comune a tutte è quella di avere Rispetto per il prossimo, per cui non si deve rubare, uccidere, prevaricare, appropriarsi di cose illecite e così via. Avere Rispetto significa tutto. Significa non dimenticare nulla perché questa Regola copre tutte le altre.

Non solo, ma il Creatore ha dato a ciascun umano il discernimento fra ciò che è bene e ciò che è male e quindi il libero arbitrio per scegliere l’una o l’altra strada. Quindi, la Regola principale è chiara e da essa discendono tutte le altre.

Ve ne è, però, una non scritta e cioè che Egli non interviene per propria volontà in nessuna vicenda terrena.
Cosicché sembra si verifichino iniquità perché vivono persone di novanta o cento anni e ne muoiono altre di una o due anni. Sono iniquità le guerre, le pestilenze, le epidemie, le eruzioni, i terremoti e qualunque altro evento che capiti sulla Terra.

La Regola, quindi, consiste nel fatto che Egli non interviene in tutti questi eventi tragici, non interviene per fare guarire i malati, non interviene per tutti gli altri fatti che capitano alle persone, come trovare qualcosa o un lavoro. Per cui è del tutto inutile rivolgersi a Lui.

Quando, intorno al millecinquecento, Papa Leone X cominciò a mercificare le indulgenze, cioè a venderle per riscattare i peccati, provocò la reazione di Martin Lutero (1483-1546), con la conseguenza che vi fu la Riforma luterana.

Il devoto Frate non aveva nessuna intenzione di ribellarsi al Papa, ma quando gli chiese di non vendere più le indulgenze per i vivi, in quanto esse servivano per i morti, creò quel punto di rottura che provocò l’anatema del Pontefice, la scomunica e il decreto di incarcerazione, che poi non potè essere eseguito.

La scappatoia che usano le persone di rivolgersi a questo o a quel Santo per risolvere questioni terrene, è del tutto inutile perché qualora qualcuno di essi avesse il potere di intervenire, violerebbe la Regola prima del Capo, che è appunto il divieto di intervenire in tutte le cose che accadono all’Umanità ed ai suoi singoli componenti.

Però, la natura umana è debole e quindi non resiste alla tentazione, come sosteneva Oscar Wilde (Resisto a tutto tranne che alle tentazioni). Per cui appellarsi a questo o a quel Santo per risolvere un problema materiale, anche giusto, è inutile.

È difficile convincersi di questa realtà, ma leggendo i Libri Sacri bisogna rendersi conto che essa non è modificabile, almeno per chi crede che esista l’Aldilà, di cui per altro non sappiamo nulla, salvo quello che sentiamo con nostro il sesto senso, che cambia da persona a persona.

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