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Disastro a Niscemi, Musumeci: “Stop ai mutui, proporrò indagine sul 1997: obbligatorio aiutare gli sfollati”

Disastro a Niscemi, Musumeci: “Stop ai mutui, proporrò indagine sul 1997: obbligatorio aiutare gli sfollati”
Disastro a Niscemi

Dramma senza fine a Niscemi: la frana avanza, gli sfollati aumentano. Il ministro Nello Musumeci annuncia: “Stop alle rate dei mutui”

Continuano i giorni di paura e preoccupazione a Niscemi. La frana che ha distrutto buona parte del territorio in provincia di Caltanissetta, continua ad avanzare. Urge, dunque, trovare contromisure e dare una mano d’aiuto ai quasi 1500 rimasti privi della propria casa. A tal proposito, per la città di Niscemi, colpita dalla frana. “c’è una sospensione del pagamento delle rate di mutuo e di ogni altra obbligazione“. Lo ha annunciato il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci. “Con la ministra Calderone stiamo individuando quali e quanti ammortizzatori servono per sollevare quelle aziende, ora inattive, che dovrebbero pagare i contributi per i lavoratori. Alcune misure credo siano già alla firma, altre hanno bisogno di un provvedimento di legge e lo affronteremo nel Consiglio dei ministri”, ha aggiunto. Musumeci riferirà in Aula il 4 febbraio alle 11, nonostante le opposizioni abbiano a più riprese chiesto che a prendere il podio sia la premier Giorgia Meloni. 

Musumeci: “L’area rossa è destinata ad allargarsi. Proporrò indagine amministrativa”

Musumeci, intervistato in radio, ha reso noto di aver costituito un team di esperti per valutare il fenomeno e in particolare se il fronte della frana possa “arretrare negli anni verso il centro abitato”. Per il governo e la Protezione civile “è importante consentire alle famiglie costrette ad allontanarsi dalle loro case, molte delle quali non potranno più tornare, offrire loro la possibilità di un tetto dignitoso – ha sottolineato ancora Musumeci -. Il Comune individui un’area alternativa e noi siamo pronti a intervenire”.

“Pronti ad aprire indagine amministrativa”

Il ministro per la Protezione civile ha inoltre sottolineato che proporrà in Consiglio dei ministri un’indagine amministrativa per valutare perché dopo la frana del 1997 non sia stato fatto alcun intervento. Musumeci fa riferimento a omissioni e superficialità: “Si era probabilmente convinti che la frana si fosse arrestata. Tutto questo va valutato con un’indagine amministrativa. Ne parlo al Consiglio dei ministri. È importante fare la cronistoria di quello che è accaduto negli ultimi 30 anni e perché siamo arrivati a un punto di non ritorno. Nel 1997 non si è intervenuti: vorrei capire se c’è stata una sottovalutazione del fenomeno”.

Ciciliano: “La frana va verso il centro città”

 “La frana è ancora attiva, la fascia di rispetto arretra a mano a mano verso il centro cittadino“. Lo ha detto il capo dipartimento della Protezione civile, Fabio Ciciliano, intervenuto nelle scorse ore a SkyTg24. “All’interno della fascia di 150 metri sono stati evacuati 1.276 cittadini, circa 500 nuclei familiari allontanati in maniera precauzionale. All’interno di queste persone ci saranno coloro i quali non potranno mai più tornare nelle proprie case”. Queste abitazioni, ha spiegato, saranno completamente distrutte dall’avanzamento della frana o non potranno più essere ripopolate. 

Musumeci: “Linea di fronte si allargherà di 400 metri”

Dati confermati sempre dal Ministro per la Protezione civile, Nello Musumeci: “La linea di fronte è di oltre 4 chilometri, la frana ha creato un burrone di oltre 50 metri e non sappiamo quanto possa ancora estendersi. I tecnici hanno suggerito 150 metri, per altre 400 metri in larghezza: significa centinaia di case coinvolte nella zona rossa”. Il ministro ha poi aggiunto: “La gente di Niscemi mi chiede “posso costruire a mia figlia o mio figlio una casa o ammodernare quella nella quale oggi vivo, che è a 200 metri dalla linea del fronte franoso. E se la linea poi si riduce di 50 metri, di 100 metri, fra 10 venti o 30 anni, i miei figli erediteranno una casa che dovranno abbattere o che vedranno crollare?

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