Home » Province » Palermo » Bellolampo, lievita il costo del progetto biometano. Al via la gara per effettuare la verifica delle carte

Bellolampo, lievita il costo del progetto biometano. Al via la gara per effettuare la verifica delle carte

Bellolampo, lievita il costo del progetto biometano. Al via la gara per effettuare la verifica delle carte
Discarica di Bellolampo

La Rap affiderà a terzi l’esame del piano per realizzare il polo impiantistico, step necessario prima di procedere con i lavori: “Attenzione ai motivi per cui è aumentato l’importo dell’investimento”

PALERMO – Pochi giorni dopo l’indizione della gara per la realizzazione dei Tmb temporanei che a Bellolampo si occuperanno del trattamento propedeutico allo smaltimento in discarica dei rifiuti, la Rap ha pubblicato il bando per l’affidamento del servizio di verifica del progetto di impianto di digestione anaerobica finalizzato alla produzione di biometano.

Le due opere sono in qualche modo correlate: i Tmb temporanei, infatti, sono stati pensati per integrare le attività del Tmb esistente ma non pienamente operativo ma soprattutto nell’attesa di vedere costruito l’impianto di trattamento e valorizzazione energetica della frazione organica dei rifiuti. Quest’ultimo sarà realizzato dalla Biowaste Ch4 Palermo, soggetto veicolo di Asja Ambiente, la società che fa capo all’imprenditore Agostino Re Rebaudengo che oltre sette anni fa presentò alla Rap una proposta di project financing.

Mancavano pochi giorni al Natale del 2018, quando dagli uffici di Asja Ambiente arrivò il progetto di massima riguardante la concessione per la costruzione e gestione di un polo impiantistico dedicato alla produzione di biometano dai rifiuti organici. Da allora l’iter è andato avanti portando prima all’approvazione, nel 2019, della proposta di project financing e all’inserimento dell’iniziativa nel piano industriale della Rap, che dichiarò l’opera di pubblico interesse, e poi nel 2021 all’aggiudicazione della gara relativa alla concessione. Quest’ultima fu affidata alla stessa Asja Ambiente.

Come funziona l’impianto: due linee per trattare organico e produrre biometano

Il progetto prevede la realizzazione di due linee impiantistiche, di cui una dedicata al trattamento degli scarti organici dell’indifferenziata, precedentemente passati dal Tmb, e una riservata alla ricezione dell’umido proveniente dalla raccolta differenziata e ai rifiuti derivanti da attività di sfalcio. “La produzione di biometano – si legge in uno dei documenti – avviene da entrambe le linee, mentre la produzione di compost di qualità e fertilizzante solo dalla linea Forsu (rifiuto organico dalla differenziata, nda)”.

L’impianto che, tramite la Biowaste Ch4 Palermo, realizzerà Asja Ambiente dovrebbe essere capace di trattare ogni anno 100 mila tonnellate di sottovaglio dal Tmb, 60 mila tonnellate di rifiuti organici da raccolta differenziata, 19.800 tonnellate di rifiuti ligneo-cellulosici e infine 3 mila tonnellate di fanghi di depurazione.

La concessione prevede la gestione degli impianti per 21 anni ottenendo gli introiti derivanti dalla tariffa di conferimento. Prima di avviare i lavori di costruzione, però, la legge prevede che il progetto esecutivo debba essere sottoposto a verifica da parte di terzi. A occuparsi di questa attività sarà il soggetto che si aggiudicherà la gara d’appalto pubblicata mercoledì.

Costi lievitati da 34 a 51 milioni: la gara da 268mila euro per la validazione del progetto

L’importo del servizio è stato quantificato in poco più di 268 mila euro, di cui il 35 per cento – pari a quasi 94 mila euro – soggetto a ribasso. Il termine per presentare le offerte scadrà a mezzogiorno dell’11 maggio. Tra i compiti che spetteranno a chi si aggiudicherà la verifica del progetto esecutivo c’è quello di esaminare l’aumento dell’importo dei lavori di realizzazione del polo impiantistico. La cifra, infatti, ha subito un aumento non da poco rispetto a quella inserita al momento della presentazione della proposta di project financing.

A occuparsi della redazione del progetto definitivo e di quello esecutivo, quest’ultimo consegnato la scorsa estate, è stata la Owac Engineering Company. “La verifica è finalizzata ad accertare la conformità della soluzione progettuale prescelta alle specifiche disposizioni funzionali, prestazionali, normative e tecniche contenute negli elaborati progettuali del livello definitivo presentato in fase di gara di concessione e di quello approvato con Paur (il provvedimento autorizzatorio unico regionale, nda). Particolare attenzione – si legge negli allegati alla gara per il servizio di validazione – va posta ai motivi che hanno determinato l’aumento dei costi di investimento a carico del concessionario”.

Nello specifico si è passati da una quantificazione dei lavori di realizzazione dell’impianto pari a 34.906.373,26 euro all’epoca del progetto che nel 2020 è stato al centro della gara per la concessione, all’importo di 51.128.321,75 euro previsto nel progetto esecutivo. Per la costruzione dell’impianto serviranno, secondo il cronoprogramma, poco meno di due anni.

Segui tutti gli aggiornamenti di QdS.it sui canali WhatsApp Telegram