MELILLI – Una nuova vasca per garantirsi cinque anni di attività in aggiunta a quelli che restano, tenendo conto degli spazi attualmente a disposizione. Si tratta del progetto che gli amministratori di Cisma Ambiente hanno presentato alla Regione per chiedere un ampliamento della discarica per rifiuti speciali, in parte pericolosi, che si trova a Melilli, in provincia di Siracusa.
La discarica di contrada Bagali e le vicende giudiziarie
L’impianto, che si trova in contrada Bagali, negli anni scorsi è finito al centro delle cronache giudiziarie per essere stato tra quelli confiscati ai noti imprenditori Nino e Carmelo Paratore. I due, padre e figlio, nel 2017 furono coinvolti nell’inchiesta antimafia Piramidi con l’accusa di essere il braccio economico di Maurizio Zuccaro, boss della famiglia Santapaola-Ercolano.
Il processo da allora pende ancora in primo grado, mentre negli anni successivi i Paratore sono stati raggiunti da una misura di prevenzione che ha portato al sequestro e alla confisca di primo grado – l’appello deve ancora iniziare – di un patrimonio il cui valore è stato stimato in circa cento milioni di euro.
L’amministrazione giudiziaria e la richiesta alla Regione
Da allora l’amministrazione della società è affidata dal tribunale di Catania all’avvocato Francesco Carpinato. Ed è lui che a ottobre ha firmato la richiesta di attivazione della procedura di valutazione d’impatto ambientale dell’ampliamento della discarica. L’istanza al momento è alla commissione tecnica-specialistica della Regione, incaricata di esaminare gli studi prodotti a sostegno della fattibilità, dal punto di vista ambientale, dell’opera.
Le caratteristiche della nuova vasca e la capacità di smaltimento
Il progetto prevede una vasca di oltre 582 mila metri cubi di spazio da svilupparsi in un’area di circa 50 mila metri quadrati: “La superficie netta della vasca è pari a 37.724 metri quadrati”, si legge nella relazione tecnica. Con i flussi di rifiuti attuali, un tale spazio verrebbe occupato in circa cinque anni e mezzo. A Melilli, infatti, la Cisma Ambiente riceve rifiuti di diversi tipi, ma non quelli derivanti dalla raccolta domestica. “Oggi l’impianto è uno dei più avanzati in Italia per il trattamento, ricondizionamento, recupero e deposito sul suolo di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi”, viene riportato nel documento, in cui si fa riferimento alle varie attività di trattamento – tra cui quella di inertizzazione – a cui i rifiuti vengono sottoposti prima di essere smaltiti nella discarica.
Le vasche esistenti e la continuità dell’attività
Da quando è stata aperta la piattaforma, una prima vasca è stata riempita nel 2017 e da allora non riceve rifiuti, mentre una seconda è in corso di coltivazione: autorizzata per una volumetria di circa 540 mila metri cubi, la sua vita è stata stimata in tre-quattro anni ancora. “Per assicurare il soddisfacimento delle esigenze di smaltimento di rifiuti speciali in ambito locale (polo industriale Priolo-Melilli-Augusta), provinciale e oltre, nonché la continuità delle attività aziendali e la vita stessa della piattaforma, il proponente intende realizzare un ampliamento della capacità di abbancamento in discarica dei rifiuti speciali mediante la realizzazione di un nuovo lotto”, viene spiegato nei documenti.
I benefici per il territorio e per le imprese locali
Per gli amministratori, concedere l’autorizzazione a una nuova vasca, che secondo le stime dovrebbe produrre poco meno di trenta metri di percolato al giorno, farà gli interessi anche delle aziende che operano nel comprensorio. “L’ampliamento della discarica esistente determinerà benefici anche alle altre imprese locali operanti all’interno dell’area industriale, che potranno conferire a poca distanza con una sensibile riduzione dei costi di smaltimento e di conseguenza con un minor impatto ambientale dovuto alla riduzione delle emissioni dei mezzi di trasporto, che rappresentano un’aliquota consistente dell’inquinamento dell’aria, oltre ad un maggior livello di sicurezza stradale”.
I settori produttivi che conferiscono i rifiuti
A rivolgersi all’impianto di Melilli sono realtà che operano in diversi settori produttivi: dalla lavorazione dei metalli, in particolar modo per lo smaltimento dei fanghi alle industrie metallurgiche per quel che riguarda le scorie di fusione e le polveri prodotte con l’abbattimento dei fumi; dalle ceneri di combustione dei termovalorizzatori agli scarti dell’industria fotografica, passando per pitture e vernici e i residui dell’industria tessile.
I rifiuti ricevuti da Cisma Ambiente interessano anche gli scarti dell’industria estrattiva, ma anche ciò che passa dalle attività dell’industria del legno e della produzione della carta, oltre che chiaramente la raffinazione del petrolio.
Le conclusioni dello studio di impatto ambientale
Nelle conclusioni dello studio dell’impatto ambientale presentato dalla società e che dovrà essere valutato dalla Cts si legge: “Si può ritenere che l’ampliamento determinerà lievi impatti ambientali tipici di un cantiere, che risultano del tutto reversibili per la fase di realizzazione dell’opera oltre che gestibili e monitorabili per la fase di gestione operativa, impatti che non sono in grado di provocare particolari pressioni sull’ambiente circostante, alla luce dell’oculata progettazione dei presidi ambientali della discarica. Al contrario, la realizzazione dell’opera determinerà un miglioramento della qualità della vita fino al punto di risultare, di fatto, vantaggiosa e di primario valore sociale ed economico”.

