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Dissesto Comune di Catania, l’assessore Marletta: “Ecco come ne usciremo”

Dissesto Comune di Catania, l’assessore Marletta: “Ecco come ne usciremo”
L’assessore Giuseppe Marletta

L’allarme lanciato da Maurizio Caserta (Pd). Al QdS interviene l’assessore Marletta: “Sopraggiunti nuovi contenziosi ed espropri antecedenti al 31 dicembre 2018. Avviata interlocuzione con il Ministero. Non ci sarà un nuovo dissesto”

CATANIA – Un’estate calda a prescindere dalle temperature. È quella che si prospetta a Catania per quel che riguarda i conti di Palazzo degli Elefanti. Che non tornano di nuovo, nonostante la fine della procedura di dissesto avviata il 31 dicembre 2018. A lanciare l’allarme è il capogruppo del Partito democratico, Maurizio Caserta, che, in un lungo post, riporta quanto appreso in aula. “Con una lettera circostanziata e preoccupata, indirizzata a tutti gli Organi Interni, ai Revisori dei Conti e al Ministero competente, gli Uffici Finanziari del Comune di Catania hanno osservato che con la massa di debiti emersa negli ultimi mesi – pari a poco più di 141 milioni di euro – c’è il rischio che gli attuali equilibri di bilancio siano compromessi e che il Comune non possa provvedere all’erogazione dei servizi essenziali”, scrive Caserta.

“Poiché questa somma non si può coprire con gli accantonamenti già fatti – pena, appunto, la normale operatività dell’ente – si chiede al Consiglio comunale di formulare al Ministero degli Interni la richiesta di attivare una procedura che la legge riserva agli enti già dissestati, che dispone la prosecuzione del dissesto (art 268 bis del Testo Unico degli Enti Locali). Ciò – continua – permetterà di accantonare delle somme per tutti gli anni del bilancio di previsione, spalmando così il debito”.

Le accuse del Pd e la replica dell’assessore Giuseppe Marletta

Non una mera questione finanziaria, sottolinea il capogruppo democratico che punta il dito contro l’amministrazione. “C’è una economia dietro, c’è una produzione di servizi che evidentemente avviene in modo tutt’altro che efficiente – tuona il professore di economia -. Si spende bene quando le risorse si rigenerano; si spende male quando si crea meno valore di quello utilizzato, lasciando quindi dei debiti. Chi assume il compito di guidare una città – insiste Caserta – deve farsi carico anche degli errori di chi lo ha preceduto. È bene che il sindaco e l’ineffabile assessore al Bilancio Giuseppe Marletta ne siano consapevoli”.

Accuse respinte al mittente proprio da parte del titolare della delega al Bilancio, Giuseppe Marletta, che spiega al Quotidiano di Sicilia cosa sta succedendo nei conti di Palazzo degli Elefanti dove, sottolinea, non ci si è mai rilassati di fronte alla condizione finanziaria del Comune. “La situazione è semplice – dichiara il componente della giunta Trantino -. Noi non abbiamo mai detto che eravamo sereni e che tutto stava andando per il meglio, rispetto alla procedura di dissesto. Abbiamo detto che mantenevamo il rigore, che era d’obbligo anche dopo la rendicontazione da parte dell’Organismo straordinario di liquidazione che ci ha lasciato una situazione debitoria non transatta, circa 149 milioni, per i quali erano stati accantonati 89 milioni, oltre a un contenzioso di circa 68 milioni di euro che non sapevamo a cosa avrebbe portato. Questo – prosegue l’assessore – ci ha fatto prevedere un momento di rigore che è continuato ma che comunque abbiamo immaginato di governare serenamente”. Fino a oggi. “Sono sopraggiunti nuovi contenziosi e soprattutto espropri, antecedenti al 31 dicembre 2018 – spiega Marletta -. Non sono fatti nuovi, ma sono fatti di cui prendiamo atto adesso”.

Debiti pregressi e interlocuzione con il Ministero

Richieste di risarcimento arrivate ora da parte di diversi soggetti, che non hanno partecipato alla liquidazione nella fase del dissesto e si sono fatti avanti adesso, “che hanno un valore tale da metterci in difficoltà”, ammette ancora l’assessore. Che non nasconde l’apprensione per la salvaguardia degli equilibri, ma spiega quale possibilità ha concretamente il Comune. “Il Tuel prevede, proprio per casi come il nostro, ovvero il sopraggiungere di questioni debitorie che fanno riferimento ad atti e fatti antecedenti al dissesto – dice – l’avvio di una interlocuzione con il Ministero per avere la nomina di un’altra commissione che duri in carica un anno, prorogabile un altro anno, che consenta di sospendere le esecuzioni. Temiamo infatti – aggiunge – che il sopraggiungere di queste richieste possa non farci raggiungere gli equilibri di bilancio. Abbiamo comunicato al Ministero la nostra difficoltà e abbiamo chiesto come comportarci, indicando la strada che è quella prevista dal Tuel. Il Ministero ci ha chiesto una relazione e noi l’abbiamo mandata. Ora – continua – attendiamo una risposta e una valutazione per capire quale percorso loro ritengono dobbiamo seguire”.

Nessun nuovo dissesto, si attende la risposta del Ministero

Un’altra ipotesi potrebbe essere la richiesta al Comune di fare un nuovo piano di riequilibrio, ma questo non aiuterebbe l’ente poiché non congelerebbe gli effetti delle esecuzioni. “In caso ce lo chiedessero, noi valuteremo cosa fare, ma la possibilità di andare in nuovo dissesto non c’è”, assicura Marletta. “La sentenza 4 del 2022 dice che i comuni non tornano in dissesto fino a quando non esauriscono la massa passiva”. La risposta del ministero dovrebbe arrivare nei prossimi giorni. “Comunque la solleciteremo noi – conclude l’assessore – perché dovremmo andare in Consiglio con i documenti contabili e sapere come procedere”.