Dl Sostegni poco incisivo - QdS

Dl Sostegni poco incisivo

redazione

Dl Sostegni poco incisivo

sabato 27 Marzo 2021 - 00:00

E’ stato approvato il Decreto Sostegni che vale 32 miliardi di euro e che reca misure urgenti in materia di sostegno alle imprese, agli operatori economici, ai lavoratori, al settore salute e servizi territoriali, connesse all’emergenza da Covid-19.

Mi vorrei soffermare, in particolare, sul primo ambito all’interno del quale vengono destinati 11 miliardi di euro che il Governo deve utilizzare per sostenere le imprese e gli operatori del terzo settore attraverso l’erogazione di un contributo a fondo perduto per i soggetti titolari di partita Iva che svolgono attività d’impresa, arte o professione, nonché per gli enti non commerciali e del terzo settore, senza limitazione settoriale o vincolo di classificazione delle attività economiche interessate.

L’indennizzo spetta a tutti i soggetti che hanno subito perdite di fatturato, tra il 2019 e il 2020, pari ad almeno il 30%, calcolato sul valore medio mensile e che sarà determinato in percentuale rispetto alla differenza di fatturato rilevata. Ma di fronte agli oltre 420 miliardi di perdita di fatturato stimata per le pmi nel 2020 la linea del Governo è chiaramente poco decisa ancorchè incisiva ed il tanto auspicato cambio di passo che invocavano i detrattori di Giuseppe Conte, non c’è stato ancora stato.

Il provvedimento è decisamente insufficiente ed a conti fatti alle imprese toccheranno dal 2,5 al 5% di indennizzi rispetto al calo del fatturato.
Il Decreto Sostegni elimina i codici Ateco, ma non cambia il meccanismo dei ristori, che ancora una volta penalizza l’artigianato e le piccole e medie imprese, infatti può fare istanza chi ha perso almeno il 30% come media mensile nell’anno del virus. Criteri di calcolo diversi per le 545mila partite Iva aperte nel 2019 e le 465mila attivate nel 2020, dunque il nuovo parametro di misurazione non è più il codice Ateco, ma il danno accumulato su base annuale.

Lo stesso vale per i professionisti ordinistici, un gruppo fino ad adesso escluso dai ristori, ai quali però l’esecutivo di unità nazionale ha deciso di indirizzare parte dei 32 miliardi di euro messi in campo grazie all’allentamento dei vincoli di bilancio concordato in Europa.
Anche per le partite IVA, i minori guadagni dovranno essere quantificati facendo un confronto tra l’anno scorso e quello prima. Se sussiste tale condizione di calo del fatturato, il contributo è calcolato in misura pari all’importo ottenuto applicando una percentuale alla differenza tra l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2020 e l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2019 attraverso una serie di scaglioni.
Serve dunque subito una modifica ed una revisione di questi criteri di calcolo che definiscono l’assegnazione dei ristori in favore delle imprese, ipotizzando magari dei parametri che possibilmente facciano riferimento alla proporzionalità del calo di fatturato e non al semplice superamento di una soglia.

Vorrei fare ancora una riflessione su un altro aspetto che ha generato non poche polemiche: il condono fiscale. In particolare lo “stralcio” riguarderà quelle dal 2000 al 2010 fino a 5000 euro, per coloro che hanno un reddito fino a 30 mila euro, uno schiaffo per i cittadini onesti che pagano regolarmente le tasse ed una decisione che, sostanzialmente, non aiuta i cittadini colpiti dalla crisi determinata dalla pandemia, ma offende chi paga da sempre le tasse.

Sarebbe piuttosto urgente e necessario trovare altri strumenti, come ad esempio gli sgravi contributivi, per aiutare concretamente le nostre attività imprenditoriali. Delusione dunque che si aggiunge alla sofferenza per le nostre piccole e medie imprese, che rappresentano il tessuto economico più importante per il nostro paese, per gli onesti lavoratori, per i nostri cittadini, per le famiglie ed ogni volta che si abbassa una saracinesca o chiude un’azienda, o manca il cibo a tavola all’ora di cena, o i nostri ragazzi non hanno i mezzi per seguire la Dad, stiamo fallendo tutti, la politica sta fallendo perché ancora una volta non centra l’obiettivo.

Maria Laura Paxia

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Commenta

Registrazione n. 552 del 18-9-1980 Tribunale di Catania
Iscrizione al R.O.C. n. 6590


Ediservice s.r.l. 95126 Catania - Via Principe Nicola, 22

P.IVA: 01153210875 - Cciaa Catania n. 01153210875


SERVIZIO ABBONAMENTI:
servizioabbonamenti@quotidianodisicilia.it
Tel. 095/372217

DIREZIONE VENDITE - Pubblicità locale, regionale e nazionale:
direzionevendite@quotidianodisicilia.it
Tel. 095/388268-095/383691 - Fax 095/7221147

AMMINISTRAZIONE, CLIENTI E FORNITORI
amministrazione@quotidianodisicilia.it
PEC: ediservicesrl@legalmail.it
Tel. 095/7222550- Fax 095/7374001

Direttore responsabile: Carlo Alberto Tregua direttore@quotidianodisicilia.it

Raffaella Tregua (vicedirettore)
vicedirettore@quotidianodisicilia.it

Dario Raffaele (redattore)
draffaele@quotidianodisicilia.it

Carmelo Lazzaro Danzuso (redattore)
clazzaro@quotidianodisicilia.it

Patrizia Penna (redattore)
ppenna@quotidianodisicilia.it

Antonio Leo (redattore)
aleo@quotidianodisicilia.it

redazione@quotidianodisicilia.it

Telefono 095.372684