Milano, 14 gen. (askanews) – La Doc Etna chiude il 2025 con una crescita complessiva degli imbottigliamenti del 6,27% rispetto al 2024 e con gli spumanti che superano la soglia delle 300 mila bottiglie. Lo ha comunicato il Consorzio di Tutela Vini Etna Doc, secondo cui la crescita della Denominazione non è episodica né legata a dinamiche speculative ma si inserisce in un percorso di consolidamento qualitativo e strategico costruito negli ultimi anni. Al centro ci sono “scelte produttive rigorose, un forte impegno sulla sostenibilità ambientale e un lavoro costante di valorizzazione del territorio vulcanico”, elementi che hanno permesso alla Doc Etna di mantenere solidità anche in una fase complessa per il settore vitivinicolo mondiale.
Nel dettaglio delle tipologie, il 2025 segna una evoluzione strutturale del mix produttivo. L’Etna Doc Bianco registra una crescita significativa e riduce in modo sensibile il divario storico con l’Etna Doc Rosso, che mostra una flessione di circa il 10% rispetto al 2024. Il calo del Rosso, precisa il Consorzio, non è riconducibile a una perdita di competitività sui mercati ma riflette ancora gli effetti della forte riduzione della produzione di uve rosse registrata nella vendemmia 2023, quando il raccolto era diminuito del 43% per effetto di fattori climatici ormai noti nell’area etnea.
L’Etna Doc Rosato, dopo un 2024 di contrazione, nel 2025 recupera pienamente i livelli del 2023, mettendo a segno un incremento dell’87% su base annua. Ancora più rilevante è la performance degli spumanti Etna Doc, che da soli superano le 300mila bottiglie e si confermano come uno dei segmenti più dinamici e strategici della Denominazione. Una crescita che intercetta sia l’interesse crescente dei mercati per i vini di alta quota e di forte identità territoriale, sia la capacità delle aziende etnee di proporre lo spumante come interpretazione contemporanea del vulcano, descritta dal Consorzio come “in equilibrio tra freschezza, tensione e complessità”.
“I numeri del 2025 dimostrano che l’Etna Doc è una Denominazione matura, capace di crescere anche in uno scenario globale complesso e incerto” ha dichiarato Francesco Cambria, presidente del Consorzio di Tutela Vini Etna Doc, spiegando che “la nostra forza sta nell’aver costruito nel tempo un sistema fondato sulla qualità e sulla sua reputazione, sulla sostenibilità e su una visione strategica condivisa tra le aziende, grandi e piccole. Non inseguiamo i volumi, ma un posizionamento identitario e riconosciuto sui mercati più esigenti e competitivi. È questo lo scenario con cui dobbiamo confrontarci nei prossimi anni”.
Il vigneto etneo esprime una delle percentuali più elevate di superficie vitata biologica a livello nazionale, con un approccio che si traduce non solo in tutela del paesaggio e dell’ambiente vulcanico ma anche in un vantaggio competitivo crescente sui mercati internazionali, dove i temi ambientali pesano sempre di più nelle scelte di acquisto e negli orientamenti della distribuzione.
“La lettura dei dati va fatta in una prospettiva di medio-lungo periodo” ha avvertito Maurizio Lunetta, direttore del Consorzio Etna Doc, chiarendo che “il calo temporaneo dell’Etna Rosso è legato a fattori agricoli contingenti, mentre l’avanzata dell’Etna Bianco è sostenuta anche dall’entrata in produzione di nuovi impianti. Con i dati della vendemmia 2025, che saranno comunicati nei prossimi mesi, ci aspettiamo una ripresa del Rosso e una crescita costante di tutte le altre tipologie ammesse dal Disciplinare”.
Lo sguardo del Consorzio è già rivolto al 2026. Se le attuali dinamiche verranno confermate, la Doc Etna potrebbe avvicinarsi alla soglia dei 6 milioni di bottiglie, un traguardo definito simbolico perché non rappresenta un obiettivo quantitativo fine a sé stesso, ma l’espressione di un percorso di consolidamento strutturale della Denominazione e del suo ruolo di integrazione tra viticoltura, territorio e comunità.

