Roma, 28 gen. (askanews) – Si è svolto oggi, presso la Sala dell’Istituto di Santa Maria in Aquiro del Senato della Repubblica, l’incontro “Le competenze digitali dei docenti. Presentiamo la Certificazione AICA DigCompEdu”, promosso da AICA – Associazione Italiana per l’Informatica e il Calcolo Automatico, su iniziativa del Senatore Costanzo Della Porta.
L’evento, moderato da Gianni Todini, Direttore di Askanews, ha riunito istituzioni, sindacati, esperti di formazione e rappresentanti del mondo scolastico per un confronto di alto profilo su un tema cruciale: formare chi forma. E oggi la formazione ha due ulteriori snodi centrali che si chiamano trasformazione digitale e Intelligenza Artificiale.
Nel suo intervento di benvenuto, il Senatore Costanzo Della Porta ha sottolineato l’importanza di investire non solo sugli studenti, ma anche – e soprattutto – su chi li accompagna: “Ci rivolgiamo sempre agli studenti, meno ai formatori degli studenti”, richiamando inoltre la fase del Covid come un momento chiave, “una montagna ardua da scalare”, che ha reso evidente a tutti la necessità di nuovi approcci didattici. Secondo il Senatore, una certificazione come AICA DigCompEdu è uno strumento concreto per garantire non solo che il corpo docente resti al passo con i tempi ma che chi si occupa di formazione ed educazione possa realmente far emergere nel contesto odierno “le migliori risorse” degli studenti, con benefici per famiglie, comunità e Paese.
Ad aprire i lavori è stato il Presidente di AICA, Antonio Piva, che ha ribadito la mission dell’Associazione: diffondere la cultura tecnologica da oltre sessant’anni, “prima ancora che in Italia si diffondesse il termine informatica”, attraverso ricerca, standard, formazione e certificazione delle competenze, con una presenza capillare garantita da oltre 2.500 Test Center sul territorio nazionale.
Piva ha ricordato anche il rapporto storico con il mondo dell’istruzione, consolidato da numerosi protocolli con il Ministero dell’Istruzione e con gli Uffici Scolastici Regionali, sottolineando come il docente sia “il moltiplicatore di competenze più potente” e come investire sulla sua formazione digitale significhi potenziare l’intero sistema.
Nel quadro tracciato da AICA è emersa l’urgenza di colmare il divario di competenze. I dati degli Assessment AICA richiamati dal Presidente – e confluiti nell’Osservatorio Competenze Digitali 2025 – evidenziano che, su un campione di circa 24.000 persone, solo il 30% raggiunge la sufficienza nell’uso di base del computer e appena il 17% negli strumenti di produttività; sul fronte cybersecurity le conoscenze adeguate risultano limitate.
In parallelo, è stato sottolineato come il mercato del lavoro richieda invece competenze sempre più avanzate: il dibattito internazionale, richiamato anche dalle riflessioni del World Economic Forum sulla “Reskilling Revolution”, conferma che la trasformazione innescata dall’Intelligenza Artificiale rende la formazione continua un’infrastruttura essenziale, non un accessorio.
“Il messaggio della ‘Reskilling Revolution’ è chiaro: la trasformazione guidata dall’IA è già qui. Formare i formatori, dotarli di certificazioni solide per guidare i giovani, non è più rinviabile. È la leva strategica per la competitività futura dell’Italia”, ha dichiarato il Presidente Piva.
Il Direttore Generale di ACCREDIA, Filippo Trifiletti, ha evidenziato il valore dell’accreditamento come garanzia di affidabilità per cittadini, lavoratori e istituzioni, richiamando anche il rischio di un proliferare di offerte “a basso costo” non sempre coerenti con standard verificabili. La certificazione, è stato ribadito, diventa un criterio concreto e misurabile, con ricadute su comunità professionali ampie e strategiche.
La Segretario nazionale UGL Istruzione, Ornella Cuzzupi, ha posto l’attenzione sull’evoluzione delle competenze richieste a docenti e personale scolastico e sull’importanza di certificazioni “omologate e vere”, con un chiaro riferimento al tema delle graduatorie e dei requisiti connessi alla GPS 2026.
I successivi interventi hanno approfondito la tematica da diverse angolazioni, affrontando la didattica digitale come metodo, non come semplice dotazione di strumenti: Claudio Pardini, Vicepresidente del Consorzio Nazionale per la Formazione e l’Aggiornamento (CONFAO), ha evidenziato le sfide prioritarie della didattica digitale in una fase in cui l’IA evolve rapidamente, ponendo anche temi di governance, trasparenza, rischi e responsabilità: “chi inventa la nave inventa anche il naufragio”, è stato uno degli spunti emersi, a sottolineare la necessità di competenza e consapevolezza. Roberto Ronutti, dirigente e imprenditore scolastico, formatore e pedagogista, Vicepresidente ANPE Friuli Venezia Giulia e Trentino, ha rimarcato che la didattica digitale è prima di tutto ripensamento della progettazione e della valutazione, con un focus sulla centralità della formazione dei docenti per preparare gli studenti alle sfide attuali. “La didattica digitale non è tecnologia, è ripensare la didattica. Dobbiamo anticipare gli studenti, essere preparati non solo sullo strumento, ma su processi e valutazione”. Sandra Troìa, docente ed esperta di competenze digitali, ha inquadrato l’evoluzione dei framework europei e la prospettiva delle comunità di pratica, richiamando novità come l’integrazione dell’IA nelle competenze e l’importanza della DigCompEdu Community.
La presentazione tecnica della nuova certificazione è stata affidata a Pierfranco Ravotto, responsabile del progetto e della Formazione di AICA, che ha illustrato architettura e contenuti di AICA DigCompEdu: un percorso basato su 330 Learning Outcomes, riferiti alle 6 aree e alle 22 competenze del framework europeo DigCompEdu, organizzati su 6 livelli.
Ravotto ha spiegato il lavoro di sviluppo del syllabus, la struttura degli esami (in due prove) e i materiali formativi predisposti per accompagnare docenti ed educatori non solo alla certificazione, ma a un utilizzo efficace del digitale nei processi di insegnamento-apprendimento. AICA DigCompEdu è accreditata ACCREDIA, erogabile dal 19 gennaio 2026 presso i Test Center AICA e ha validità di 4 anni e rappresenta uno standard riconosciuto a livello internazionale.
“Non si tratta di certificare l’uso degli strumenti, ma l’uso degli strumenti digitali per la formazione, in un mondo in cui studenti e richieste della società sono radicalmente cambiati”, ha spiegato Ravotto.
In conclusione l’incontro ha rappresentato un passo significativo nel dialogo tra associazioni tecniche, istituzioni e mondo della scuola, confermando l’impegno di AICA nel supportare la transizione digitale dell’istruzione con strumenti concreti, certificati e allineati agli standard europei.

