Donato patrimonio Sciascia, il nipote: "Legame indissolubile di nonno con il suo paese" - QdS

Donato patrimonio Sciascia, il nipote: “Legame indissolubile di nonno con il suo paese”

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Donato patrimonio Sciascia, il nipote: “Legame indissolubile di nonno con il suo paese”

Roberto Pelos  |
domenica 01 Gennaio 2023 - 19:02

La Rosa (notaio) ha stipulato l’atto di donazione alla Fondazione Leonardo Sciascia del patrimonio di proprietà della famiglia Sciascia.

Il 21 dicembre scorso il notaio di Palermo, Guenda La Rosa – assistita dall’avvocato Maurizio Faraci, dalla professoressa Lucia Sirchia e da Enzo Sardo – ha stipulato l’atto di donazione alla Fondazione Leonardo Sciascia del patrimonio – già in custodia presso la prestigiosa sede di Racalmuto – di proprietà della famiglia Sciascia. L’atto è stato sottoscritto dalle figlie dello scrittore, Laura e Anna Maria, che hanno manifestato la volontà di procedere alla donazione, accettata dall’architetto Vincenzo Maniglia nella qualità di Presidente e legale rappresentante della stessa Fondazione. Il patrimonio, da anni pienamente fruibile, comprende una raccolta di ritratti di scrittori, le edizioni e le traduzioni dei libri di Leonardo Sciascia insieme alle lettere dallo stesso ricevute in circa mezzo secolo di attività letteraria e ora finalmente catalogate.

È quanto si legge in un comunicato presente sulla pagina Facebook della Fondazione Leonardo Sciascia. Sull’argomento sono intervenuti ai nostri microfoni, Fabrizio Catalano, regista teatrale nonché nipote dello scrittore di Racalmuto che da tempo vive fuori dalla Sicilia e lo stesso Maniglia, sindaco del comune agrigentino e presidente, come già detto, della Fondazione Sciascia.

La parola, innanzi tutto a Fabrizio Catalano.

“Il patrimonio in questione si trova presso la Fondazione ed è visibile là stesso già da tanti anni. – ribadisce – Era la volontà di mio nonno, che lo aveva scritto nella sua lettera-testamento.

Qual è lo scopo della donazione?

“Il patto era che la donazione sarebbe stata formalizzata una volta terminato il lavoro di schedatura e catalogazione iniziato tempo fa e adesso è avvenuto. Presso la Fondazione c’è un vastissimo materiale che costituisce la storia del secondo Novecento: la collezione dei ritratti degli scrittori, le lettere che mio nonno aveva ricevuto inviate ad esempio da Pasolini, Calvino, Moravia, Manuel Scorza, Napolitano e tanto altro. Il desiderio di Leonardo Sciascia era quello di legare questa parte del suo patrimonio e della sua vita al paese dal quale non si era mai del tutto distaccato”.

C’era qualche lettera, ritratto o, comunque, qualcosa di questo patrimonio a cui suo nonno era più legato?

“Ci sono tantissimi ritratti che hanno un duplice valore, per le persone ritratte e per gli autori degli stessi. Ci sono lavori di De Chirico, Clerici, Guttuso, Chagall, opere di una serie di artisti francesi o belgi dell’Ottocento come Aman-Jean, De Groux, Steinlen, che non a tutti dicono qualcosa ma che si trovano nei più grandi musei europei. Alcuni di questi, come i ritratti di Zola, Gorkij, Pirandello, Bruno Caruso, li teneva nel suo studio, il luogo dove scriveva ed erano per lui compagni di viaggio”.

Quali autori prediligeva Sciascia quando leggeva e a quali si ispirava?

“Lui in più di un’occasione aveva detto che con Stendhal aveva un rapporto diverso e infatti nella collezione sono presenti numerosi ritratti di questo autore oltre ai libri, che si trovano in parte pure nello studio di Palermo. Anche con Pirandello c’era un rapporto particolare tant’è che custodiva una foto del drammaturgo sulla sua scrivania e molti ritratti di Pirandello si trovano nella collezione conservata a Racalmuto”.

Ci parla del rapporto che legava Sciascia alla Francia e alla letteratura francese?

“L’opera di Sciascia è più figlia della letteratura francese che di quella italiana e non a caso aveva di fronte alla scrivania questo grande ritratto di Zola realizzato da De Groux, artista belga già citato poc’anzi. Perché, alla fine, questa figura dello scrittore impegnato nasce dal famoso articolo “J’accuse” di Zola. Presso la Fondazione, a tal proposito, ci sono anche molti ritratti di Voltaire e altri illuministi. Chiaramente mio nonno era figlio di questa cultura della ragione che nasce dal mondo francese e francofono”.

Leggiamo adesso cosa ci dice il presidente della Fondazione Sciascia, Vincenzo Maniglia.

Quale significato assume questa donazione effettuata dalle figlie di Leonardo Sciascia per la Fondazione a lui intitolata?

“Assume un significato molto importante per Racalmuto e per la Fondazione Sciascia perché i beni che finora sono stati custoditi presso la stessa passano adesso in suo possesso e così le finalità dello scrittore vengono a materializzarsi attraverso questo atto di donazione che le figlie, per rispetto della volontà del padre, hanno voluto concretizzare. Evidenzia inoltre, come il Consiglio di Amministrazione da me presieduto e insediato dal 2019 in poi, abbia creato tutte le condizioni che hanno portato poi all’atto conclusivo della donazione, dai rapporti con le figlie dello scrittore al fatto che oggi abbiamo finalmente esaudito il suo desiderio e abbiamo reso disponibile alla Fondazione quello strumento che le consente di rimanere attiva negli anni futuri indipendentemente da chi assumerà la presidenza e da chi costituirà i prossimi CdA. La struttura della Fondazione, basata in passato sull’elemento edificio, dato dal Comune e sull’elemento materiale, dato dallo scrittore, è adesso al completo. Oggi ci sono tutte le condizioni perché la Fondazione possa venire tramandata alle generazioni future senza il rischio che il materiale venga sperduto o trasferito alla famiglia stessa. Per statuto, nell’ipotesi in cui questa Fondazione non devesse avere più in futuro la sua funzionalità, il patrimonio di Sciascia passerebbe sempre in possesso di altre Fondazioni con finalità analoghe. Con l’atto della donazione il materiale è di dominio pubblico e non più di dominio privato ed è questa la cosa più importante”.

Ci parla delle attività della Fondazione Sciascia?

“La Fondazione ogni anno promuove diverse iniziative che hanno, come punto di partenza, le idee che Leonardo Sciascia ha manifestato quando era in vita ma si allargano, oltre che al campo culturale, anche all’ambito delle indicazioni sulla giustizia, sui valori della vita, su tutte le attività che sono fondamento dell’essere uomo, quindi, il rispetto delle regole, il rispetto degli altri e dei valori fondamentali di ogni persona. Noi, come CdA della Fondazione, ogni anno promuoviamo iniziative che vanno dai convegni sulla giustizia, sulla pace e altre tematiche, alle giornate “sciasciane” durante le quali le scuole approfondiscono un tema annualmente diverso trattato da Sciascia nelle sue opere, alle presentazioni di libri. Si svolgono anche attività di interscambio con le università non solo italiane ma anche spagnole, francesi e quant’altro”.

Oltre alle giornate “sciasciane” che ha citato poc’anzi, ci sono altre iniziative rivolte ai giovani?

“Sì, l’Amministrazione offre agli studenti la possibilità di studiare all’interno della struttura e di avere a disposizione degli orari e dei giorni coincidenti con quelli di apertura della Fondazione. Diventa dunque anche una sorta di servizio che viene elargito a costo zero in quanto gli studenti possono utilizzare le diverse sale, non solo per approfondire i temi attinenti a Leonardo Sciascia ma anche allo scopo di perfezionarsi negli studi e in diverse altre attività. Quindi, a differenza degli anni passati, quando la Fondazione aveva un ruolo esclusivamente legato alla figura dello scrittore, oggi si apre al territorio e quindi a tanti studenti che ne possono usufruire pienamente”.

Cosa c’è in cantiere per il 2023? Ci può anticipare qualcosa?

“Intanto il 2022 è stato un anno importante perché si è celebrato il centenario dalla nascita dello scrittore e precedentemente si è era celebrato il trentennale dalla scomparsa di Leonardo Sciascia. Le iniziative, che sono in atto, porteranno ad affrontare temi rilevanti che riguardano la nostra società e fra queste torneranno le attività delle giornate “sciasciane”, ma anche la promozione dei libri di Sciascia, si svolgerà lo studio delle lettere che lo scrittore aveva ricevuto durante la sua attività da personaggi importanti dell’epoca: letterati, storici, politici ed altri e saranno oggetto di approfondimento i rapporti tra Sciascia e altri scrittori del periodo. Attualmente stiamo anche promuovendo lo studio di tutte le lettere che Sciascia scrisse ad altri personaggi importanti che magari sono custodite nel patrimonio di altri scrittori importanti e che noi stiamo, attraverso un lavoro meticoloso, cercando di riportare, se non nella versione originale, in copie anche all’interno del patrimonio della Fondazione in modo tale che la stessa possegga non solo le lettere che sono state scritte a Sciascia ma anche quelle che lo stesso scrisse ad altri personaggi illustri”.

Roberto Pelos

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