Il Partito Democratico scende in campo per dire no all’esclusione di molte donne dalla scena politica siciliana. La mancanza di una legge sulla doppia preferenza di genere nell’Isola è ormai un caso al quale il Pd vuole porre fine e in vista delle prossime elezioni regionali si è rivolto direttamente al governo Draghi affinché prenda provvedimenti.
Con una interrogazione a risposta immediata al Question Time alla Camera che il deputato siciliano Carmelo Miceli ha firmato insieme ai deputati Francesco Boccia e Cecilia D’Elia, quest’ultima anche portavoce della conferenza nazionale delle donne democratiche, è stato chiesto alla ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia, Elena Bonetti, di diffidare la Regione Siciliana dando un tempo limite entro il quale dovrà modificare la legge elettorale in Sicilia.
“Non è più tollerabile che la Sicilia resti così indietro sul fronte della parità di genere a causa di un governo regionale miope – commenta Miceli -. Prima delle prossime elezioni regionali, è doveroso che anche la Sicilia si allinei ai principi fondamentali stabiliti dalla Costituzione, secondo cui per la promozione delle pari opportunità tra donne e uomini nell’accesso alle cariche elettive, qualora la legge elettorale preveda l’espressione di preferenze, queste debbano essere almeno due, di cui una riservata ad un candidato di sesso diverso”.
Ma non solo. “La legge – aggiunge Miceli -, oltre a indicare che ogni Regione deve promuovere la parità di accesso tra donne e uomini nelle cariche elettive, stabilisce che il governo possa sostituirsi a organi delle Regioni, delle Città metropolitane, delle Province e dei Comuni anche per la tutela dei diritti civili e sociali”.
