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Droni non consentiti contro l’abbandono dei rifiuti. Palazzo degli Elefanti annulla la gara da 1,2 milioni

Droni non consentiti contro l’abbandono dei rifiuti. Palazzo degli Elefanti annulla la gara da 1,2 milioni

Un parere del Viminale esclude che la Polizia municipale possa avvalersi dei dispositivi pilotati da remoto. Battuta d’arresto per il progetto del nuovo sistema intelligente di videosorveglianza

CATANIA – L’utilizzo dei droni per contrastare i comportamenti incivili, compresi quelli di chi abbandona i rifiuti, non è consentito. Con questo motivo, il Comune di Catania ha stabilito di annullare la gara d’appalto per l’acquisto di telecamere e strumenti a controllo remoto indetta nei mesi scorsi per il valore di oltre 1,2 milioni di euro. La notizia è stata ufficializzata con una determina firmata dal dirigente Lara Riguccio, a capo della direzione Ambiente di Palazzo degli Elefanti, e arriva a poche settimane da quella che sarebbe dovuta essere la scadenza dei termini per presentare le offerte. Una data che era stata già posticipata due volte per la necessità, in seguito a segnalazioni provenienti dall’operatore del settore, di rettificare i contenuti degli atti di gara.

Il parere del Viminale: i droni per il controllo del territorio sono riservati alle sole forze di polizia

Interventi che a posteriori sono stati del tutto inutili, in quanto l’intera procedura di gara – a partire dall’oggetto in sé della fornitura che il Comune contava di noleggiare – contrasta con le normative in vigore. La scoperta, se così si può dire, è stata fatta in seguito a una nota della Prefettura di Lecce trasmessa ai primi cittadini dei Comuni della provincia salentina ma che, per estensione, è applicabile a tutti gli enti locali. “In data 12 febbraio 2026, la prefettura di Lecce ha trasmesso ai signori sindaci e commissari straordinari della Provincia di Lecce, nonché per conoscenza al questore, al comandante provinciale dei Carabinieri e al comandante provinciale della Guardia di finanza – viene ricostruito nel provvedimento della dirigente Riguccio – una comunicazione istituzionale di rilevante impatto normativo avente ad oggetto Utilizzo di aeromobili a pilotaggio remoto da parte del personale della Polizia locale”.

La Prefettura salentina ha reso noto un parere proveniente dal dipartimento della Pubblica sicurezza del ministero degli Interni. Il Viminale, infatti, “ha chiarito che l’impiego dei droni per attività riconducibili alla tutela della pubblica sicurezza e al controllo del territorio” è attualmente disciplinato dal decreto-legge 18 febbraio 2015 “il quale circoscrive tale facoltà alle sole forze di polizia individuate dall’art. 16 della legge 1 aprile 1981, n. 121, nonché al corpo della Guardia di finanza per le funzioni di polizia economica e finanziaria”.

La legge citata esplicita che possono essere considerate forze di polizia, ai fini della tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, la Polizia di Stato, i Carabinieri, la Guardia di finanza e il corpo degli agenti di custodia e il Corpo forestale. Nessuna possibilità, dunque, di coinvolgere i vigili urbani. “Il ministero dell’Interno – si legge nel provvedimento di revoca in autotutela della gara – nella predetta nota ha concluso che le polizie locali non siano legittimate a svolgere in via autonoma attività di controllo del territorio mediante l’impiego di droni o di analoghi dispositivi aeromobili per una più efficace e performante azione amministrativa”.

Il progetto di Trantino: telecamere con AI, control room e droni anti-abbandono rifiuti

Ne consegue di fatto che il progetto dell’Amministrazione Trantino di cercare di contrastare gli incivili puntando sulle nuove tecnologie subirà una battuta d’arresto. Il capitolato d’appalto prevedeva la fornitura e la gestione per due anni sia dei droni che di telecamere dotate di intelligenza artificiale e dunque di caratteristiche tecnologiche tali da consentire l’identificazione degli autori degli illeciti anche in condizioni che in passato sarebbero state ritenute improbe.

“Il progetto – si legge nella relazione illustrativa – prevede la realizzazione di un nuovo sistema intelligente di videosorveglianza. Il territorio interessato è composto da tutto il territorio comunale diviso in zone del Comune di Catania scegliendo queste zone sulla base di un mix di indici statistici di eventi di abbandono rifiuti e formazione di discariche abusive. Tutti i flussi video, sia quelli derivanti dalle telecamere sia quelle derivanti dai droni, verranno trasferiti presso una nuova control room all’interno della quale vi sarà un avanzato sistema di video analisi che, mediante algoritmi di intelligenza artificiale di ultima generazione, opererà elaborazioni approfondite, su tutti i flussi convogliati, producendo così analisi del comportamento per intercettare possibili situazioni di abbandono dei rifiuti, riconoscimento dei movimenti di mezzi (invasione di spazi non consentiti, stazionamento in spazi non consentiti come ad esempio piazze o altro, manovre non consentite o pericolose), oggetti abbandonati, il tutto anche in contesti di assembramenti o eventi pubblici”. Resta da capire, adesso, se il Comune deciderà di indire una nuova procedura di gara limitando la fornitura agli occhi elettronici.