Milano, 24 gen. (askanews) – È nata la community “Visione Vino Oltrepò”, presentata a Palazzo Lombardia a Milano con i dati di TEHA, The European House – Ambrosetti, sul peso del territorio per il Pinot Nero, di cui l’Oltrepò Pavese conta circa 2.800 ettari vitati che ne fanno la prima zona in Italia e la terza al mondo per estensione dopo Borgogna e Champagne. L’Oltrepò, inoltre, rappresenta oltre il 62% della produzione vinicola lombarda.
“Un territorio, da sempre eccellenza vitivinicola, che grazie a un’autentica alleanza tra istituzioni e il supporto di una visione strategica – potrà intercettare nuove traiettorie di sviluppo” ha spiegato l’assessora lombarda, Elena Lucchini, mentre Tommaso Rossini, presidente di Assolombarda Pavia, ha messo in risalto che “aprire oggi uno spazio di confronto sul vino e sull’Oltrepò Pavese significa riconoscere il valore di un territorio che è in cambiamento e che merita una riflessione strutturata, autorevole e orientata al futuro”.
“Nonostante i tanti ettari – ha evidenziato Benedetta Brioschi, Partner TEHA e Responsabile Food-Retail – la produzione certificata si ferma a meno di un milione di bottiglie tra Oltrepò Pavese Metodo Classico Docg e Pinot Nero Doc, un divario che rappresenta una delle principali opportunità strategiche per il futuro del territorio e uno dei principali assi di indagine della nuova Community”. “Nonostante la crisi del vino a livello globale – ha aggiunto il direttore del Consorzio, Riccardo Binda – l’Oltrepò è il territorio italiano che ha più margini di sviluppo sia in termini di numero di bottiglie prodotte, sia per lo sviluppo di nuovi impianti soprattutto in altitudine per contrastare gli effetti del cambiamento climatico”.
Il percorso appena inaugurato proseguirà a Voghera (Pavia) con il forum “Visione Vino”, in programma il 16 e 17 ottobre al teatro Valentino Garavani. In quell’occasione è prevista la presentazione in anteprima del “Rapporto Strategico Visione Vino 2026”, elaborato dalla nuova community di TEHA, con un focus sull’evoluzione dei consumi interni, che vede l’Italia scendere al terzo posto mondiale, e sui mercati internazionali, dove il commercio in volume è diminuito del 9,1% rispetto al 2021 pur con valore complessivo stabile. Il rapporto dedica spazio anche all’impatto del cambiamento climatico: nel 2024 in Italia è stata registrata un’anomalia termica pari a +2,72 gradi sulla media storica, con perdite economiche stimate in 8,5 miliardi di euro per il settore agricolo e una proiezione di oltre 13 miliardi entro il 2050. Tra i temi indicati figurano inoltre l’enoturismo e il passaggio generazionale, in corso nel 40% delle aziende del settore.
“È importante che la politica mantenga alta l’attenzione sul settore vitivinicolo” ha affermato il vicepresidente del Senato, Gian Marco Centinaio, che in merito al calo dei consumi ha spiegato che “si risponde dando più valore al prodotto e sperimentando soluzioni come il dealcolato, ai dazi americani con l’apertura di nuovi mercati, alle etichette allarmistiche con le ricerche che distinguono tra alcolismo e consumo moderato. Le Istituzioni devono aiutare le imprese su questa strada, anche creando una ‘lobby sana’ tra Paesi produttori a livello europeo”.

