Tutto quanto esiste, a nostro modesto avviso, dev’essere stato creato da un soggetto che sapeva come far funzionare le cose. Se ci pensate, l’esistente è organizzato in maniera minuziosa, non c’è niente affidato al caso. Per esempio, il corpo umano, con i suoi dodici sistemi, funziona in maniera meravigliosa e in parte automatica. A volte è soggetto all’aggressione di germi, microbi, virus e altro, ma ha all’interno un eccellente guardiano, il sistema immunitario, che li debella quasi tutti.
Tutti gli esseri viventi – animali, piante, funghi, eccetera – hanno la loro ragion d’essere e funzionano perfettamente, in sintonia. è proprio la comunicazione e la collaborazione fra le specie che permette loro di sopravvivere. Per esempio, la simbiosi tra i funghi e le radici degli alberi permette a entrambi di nutrirsi.
Non solo gli esseri viventi sono stati progettati in maniera quasi pignolesca, ma tutto l’esistente, almeno quella parte che l’umanità conosce, cioè, sembrerebbe, circa il 4%.
La matematica come base dell’organizzazione: dalla natura alla scienza
Tutto funziona in maniera matematica: la pioggia cade, alimenta mari e fiumi, evapora e ritorna a cadere; la Terra gira su se stessa, intorno al Sole e si inclina, facendo cambiare le stagioni; gli esseri viventi nascono e muoiono, lasciando spazio alle generazioni seguenti; gli insetti impollinatori si cospargono di polline cercando di succhiare il nettare dai fiori e così nascono nuove piante.
Alla base di quanto descritto vi è, appunto, la matematica, che a sua volta è alla base dell’organizzazione. Stolto è chi pensa di far funzionare le cose senza conoscere i fondamenti di questa scienza (l’organizzazione), inventata negli ospedali canadesi nel 1937 e ancora oggi poco diffusa.
Gli stessi hardware e software funzionano su base matematica e cioè sono organizzati in modo da dare risultati tassativi inserendo altri dati.
Individualismo e crisi globali: quando gli umani dimenticano di essere interdipendenti
Insomma, non c’è nulla dell’esistente che non funzioni in modo organizzato. Ma c’è un “ma” e cioè che spesso gli umani dimenticano di fare parte di un insieme e di essere interdipendenti gli uni con gli altri e con le altre specie. Così agiscono in modo impulsivo e individualista, con conseguenze evidenti: crisi ambientali, crisi sociali che scaturiscono dalle disuguaglianze, crisi economiche, eccetera.
Donne e uomini sono dotate e dotati di sensibilità, di sensori e di un vissuto che determinano una forte variabilità nel loro modo di percepire fatti e circostanze e nell’interpretarli. Per questa ragione si dice che non esiste una sola verità oggettiva, ma che esistono tante verità quanti esseri umani. Tuttavia, ci sono verità condivise e sono queste che permettono a una Comunità di essere tale.
Disuguaglianze e distribuzione delle risorse: metà della ricchezza mondiale all’1% della popolazione
Per funzionare, una Comunità di qualunque tipo e dimensione necessita di un’organizzazione efficiente, al fine di ottenere i migliori risultati possibili per tutti. Quest’ultimo punto, sull’equità e la redistribuzione delle risorse, è passato completamente in secondo piano da molto tempo, per cui il gap socio-economico e culturale fra gli individui aumenta costantemente. Cosicché, degli studi dimostrano che metà della ricchezza netta del mondo appartiene solo all’un per cento della popolazione mondiale, cioè ai super ricchi. E questo scenario è constatabile anche a livello nazionale.
Ford, la catena di montaggio e la difficoltà di far lavorare gli altri come un’orchestra
Dunque, il nocciolo di quanto scriviamo è tutto qua. Tenuto conto che le risorse di ogni tipo a disposizione delle persone non sono infinite, bisogna tentare di ottenere da esse il massimo possibile e questo può accadere solo se vi è un’organizzazione efficiente, come si scriveva, su base matematica. Il che, poi, è quello che accade nella musica, che funziona perfettamente, facendo suonare all’unisono centinaia di professori come fossero uno solo.
La difficoltà è far funzionare un insieme di persone come fossero un’orchestra, perché serve un sufficiente addestramento e un’adeguata formazione che spesso mancano. Ecco perché è difficile fare lavorare gli altri.
Quando Henry Ford (1863-1947), fondatore della Ford Motor Company, “inventò” la catena di montaggio, applicò l’organizzazione alla costruzione di automobili. Da allora si è percorsa molta strada, ma dobbiamo constatare con disappunto che la maggior parte delle persone non funziona in modo organizzato, perché non è mai stata formata per farlo.

