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Eat Europe: aumenta import sleale di pomodoro extra Ue

Eat Europe: aumenta import sleale di pomodoro extra Ue

Attenzione a possibili rischi per la salute

Roma, 26 mar. (askanews) – Eat Europe denuncia, a seguito delle ripetute segnalazioni ricevute da produttori aderenti, in particolare nel settore del pomodoro, un aumento significativo delle importazioni sleali da paesi terzi e sottolinea i possibili rischi connessi alla salute che potrebbero verificarsi.

Mentre i produttori dell’Unione Europea, infatti, garantiscono i più alti standard di sicurezza al mondo, una quantità crescente di semilavorati del pomodoro provenienti da paesi terzi e in particolare da Egitto e Cina, entra nel mercato senza offrire le stesse garanzie in termini di standard produttivi. Le evoluzioni delle importazioni di derivati del pomodoro da Cina ed Egitto sono strettamente connesse, sottolinea Eat Europe. Infatti, dopo anni che la Cina ha invaso l’Ue con semilavorati di pomodoro ottenuti nella regione cinese dello Xinjiang con lo sfruttamento della minoranza etnica degli Uiguri, il blocco delle importazioni da parte di USA e UK e la successiva campagna di informazione rivolta alle multinazionali, hanno riorientato le importazioni di semilavorati di pomodoro dalla Cina all’Egitto, provocandone una forte crescita.

Secondo le elaborazioni delle due associazioni, dal 2018 al 2022 il valore dell’export egiziano di paste e puree di pomodoro è aumentato di quasi sei volte, passando da circa 10 milioni di dollari a 57 milioni di dollari (+50% rispetto al 2021), con l’UE che rappresenta il principale mercato di sbocco, garantendo ricavi quintuplicati in 5 anni per l’Egitto.

Importazioni sulle quali le criticità rilevate sono allarmanti e riguardano non-conformità sanitaria: ad esempio, i semilavorati provenienti dall’Egitto hanno mostrato gravi e ripetute violazioni dei limiti massimi di residui di pesticidi durante le ispezioni alle frontiere. Nonché una marcata mancanza di reciprocità rispetto all’approvazione delle sostanze chimiche e alle pratiche agricole sostenibili.

Eat Europe chiede alle Istituzioni UE di introdurre un sistema efficace di reciprocità, fondato sulla rapida chiusura del Regolamento Omnibus Food & Feed, che consenta di garantire condizioni di concorrenza eque in materia di utilizzo dei prodotti fitosanitari attraverso meccanismi automatici e tempestivi. Fondamentale assicurare piena trasparenza lungo la filiera, a partire dall’obbligo chiaro di indicazione in etichetta dell’origine, intesa come Paese di coltivazione, delle materie prime utilizzate nei prodotti trasformati.