E-commerce, due prodotti su tre “insicuri” - QdS

E-commerce, due prodotti su tre “insicuri”

Marco Carlino

E-commerce, due prodotti su tre “insicuri”

giovedì 12 Marzo 2020 - 00:00
E-commerce, due prodotti su tre “insicuri”

Ricerca condotta nel 2019 dall’associazione Euroconsumers su un campione di 250 acquisti. Le criticità riguardano soprattutto le merci realizzate fuori dall’Ue: molti i giocattoli

CATANIA – Su un campione di 250 prodotti ordinati online, due su tre sono pericolosi. Il dato preoccupante arriva da una ricerca, condotta nel 2019, dall’organizzazione di tutela dei consumatori Euroconsumers e altre quattro società europee del settore.

Le criticità riguardano, in linea di massima, le merci realizzate fuori dall’Unione Europea, che entrano senza problemi nelle maggiori piattaforme di e-commerce (Aliexpress, Amazon, eBay, LightInTheBox e Wish) utilizzate dai consumatori europei.

Questi i prodotti non in regola scoperti dall’indagine di Euroconsumers:

– Su 36 tra caricatori usb, caricatori esterni e adattatori, 26 sono risultati infiammabili;
– Su 29 giocattoli, 9 presentano quantità di ftalati oltre il limite, in alcuni casi anche di 200 volte;
– 14 capi di abbigliamento per bambini su 16 non rispettano gli standard europei e possono essere pericolosi;
– 7 prodotti per sbiancare i denti su 10 hanno quantità di perossido di idrogeno superiori ai limiti imposti dall’Europa;
– Il 70% dei gioielli acquistati presentano concentrazioni di cadmio, metalli pesanti e nichel oltre la norma, con un rischio più elevato di allergie;
– Il 100% dei rilevatori di fumo e di monossido di carbonio non hanno superato il test;
– Dei tre caschi da moto acquistati, due non sono omologati e un altro non è conforme alla descrizione presentata sul sito.

Dal punto di vista legale la situazione è abbastanza complicata: per le attuali normative europee, infatti, i marketplace non sono obbligati ad assicurare che tutti i prodotti venduti sulle loro pagine siano sicuri, in quanto sono considerati dei semplici intermediari. In un quadro simile, la componente più penalizzata appare dunque il consumatore, che così rischia di pagare con la sicurezza il prezzo di poter fare acquisti semplicemente con un click.

La ricerca di Euroconsumers mostra chiaramente che i consumatori non sono sufficientemente protetti contro prodotti non sicuri venduti su piattaforme online. Da un lato i mercati online non riescono a impedire la vendita di prodotti non sicuri e rimuoverli tempestivamente quando sono già in vendita, dall’altro le autorità non riescono a garantire una supervisione adeguata e un’applicazione efficace.

È in questo senso si stanno muovendo le varie associazioni in tutela dei consumatori, le quali chiedono agli organi competenti di intervenire per rendere le piattaforme e-commerce responsabili per i prodotti che vendono nei propri store e vigilare sul corretto stato della merce che vendono.

Dal canto suo Amazon rivendica la propria accuratezza nei controlli di sicurezza dei prodotti messi in vendita: “La sicurezza è una priorità per Amazon” – si legge. “Abbiamo sviluppato strumenti leader nel settore per impedire che prodotti non sicuri o non conformi non siano inseriti nei nostri store. I partner di vendita sono responsabili di rispettare l’alto livello di qualità definito da Amazon, che potrebbe rimuovere e intraprendere azioni legali contro coloro che non lo rispettano. Questi sono episodi isolati che non rispecchiano né gli eccellenti prodotti in vendita né l’esperienza che milioni di piccole imprese offrono ai clienti vendendo attraverso il nostro store”.

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