Edifici scolastici: non c’è più tempo - QdS

Edifici scolastici: non c’è più tempo

Lucia Russo

Edifici scolastici: non c’è più tempo

mercoledì 17 Novembre 2021 - 01:45

Le avversità atmosferiche peggiorano le strutture malandate delle nostre scuole e mettono a rischio gli studenti

Dopo la notizia sconvolgente del crollo del tetto di un corridoio centrale e di un’aula del prestigioso liceo catanese “Boggio Lera”, viene quasi il timore che l’intervento pensato dal Governo arrivi troppo tardi. Le avversità atmosferiche peggiorano le strutture malandate delle nostre scuole e mettono a rischio la popolazione scolastica in un momento storico tra i più difficili della storia della nostra Repubblica.

Nell’Atto di indirizzo del ministro Bianchi per il 2022 si individua come quinta priorità “Investire sull’edilizia scolastica e ripensare gli ambienti di apprendimento in chiave innovativa”.

Nel tentativo di trovare conforto e rassicurazione, cosa prevede nel dettaglio su questo intervento il documento del governo Draghi? Costruzione di nuove scuole, riqualificazione del patrimonio edilizio esistente e potenziamento delle infrastrutture scolastiche per lo sport.
A pagina otto del documento si chiarisce che per questi scopi si utilizzeranno risorse nazionali, risorse RRF (Recovery and Resilience Facilities) e fondi PON 2021-2027.

Rispetto alla “riqualificazione del patrimonio edilizio esistente” il Ministero si impegna alla realizzazione di un grande piano per la messa in sicurezza e la riqualificazione strutturale ed energetica del patrimonio edilizio scolastico esistente, anche al fine di favorire una progressiva riduzione dei consumi energetici. Io penso che occorrerebbe già da subito coordinare meglio i sistemi di messa in funzione dei vetusti impianti di riscaldamento per evitare inutili sprechi.

Si prevede la ristrutturazione di una superficie complessiva di 2.400.000,00 mq con il coinvolgimento del Ministero dell’Istruzione nella gestione del processo di autorizzazione, monitoraggio e rendicontazione degli interventi, la cui realizzazione avverrà sotto la responsabilità degli enti locali proprietari degli edifici.

Ecco l’aspetto più preoccupante: che la burocrazia non blocchi gli interventi, che gli uffici ministeriali dialoghino con uffici degli Enti locali con i mezzi della tecnologia digitale a disposizione, poiché non c’è assolutamente più tempo da perdere.

Twitter: @LRussoQdS

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