Milano, 9 feb. (askanews) – Dodici principi per aiutare i genitori ad accompagnare i figli nel mondo digitale con consapevolezza e 12 regole per far capire ai giovani come usare la rete con criterio, affrontando temi come rispetto, cyberbullismo, privacy, dialogo intergenerazionale ed educazione digitale. Un doppio manifesto, per adulti e adolescenti, con consigli pratici per gestire al meglio la propria vita “online”. Questo è il primo dei pilastri del progetto di Csr denominato “Safe mood on”, lanciato da Keenetic, azienda specializzata in soluzioni di networking, in partnership con Fare X bene, associazione che sostiene e tutela i diritti inviolabili della persona, soprattutto delle categorie sociali più deboli.
Il primo passo di questo progetto è il lancio del manifesto, che sarà scaricabile attraverso un QR code presente su tutti i packaging messi in commercio da Keenetic a partire dal secondo semestre 2026, per una messa a terra capillare che non si ferma qui. I prossimi passi vedranno il coinvolgimento attivo di partner commerciali di Keenetic (retailer e distributori) come ambasciatori del progetto, attraverso la condivisione di materiali formativi per il personale di vendita, allestimenti dedicati nei negozi ed eventi in-store per i clienti. E ancora, per il prossimo anno didattico sarà avviato da Fare x bene un programma educativo specifico nelle scuole secondarie, con l’obiettivo finale di arrivare alla definizione di un “Patto digitale” genitori-figli che traduca i principi del manifesto in impegno quotidiano.
Il doppio manifesto racchiude i valori del progetto. Quello dedicato ai genitori sottolinea l’importanza della presenza adulta, dell’ascolto e dell’esempio, invitando a costruire un rapporto di fiducia che vada oltre il controllo tecnico, a riconoscere i segnali di disagio e a promuovere empatia, rispetto ed equilibrio tra vita online e offline. Il Manifesto rivolto ai giovani, invece, li chiama a una responsabilità personale nell’uso della rete, ricordando che “le parole hanno peso”, che ciò che si pubblica resta nel tempo, che la privacy è un diritto da proteggere e che il cyberbullismo non è mai una “bravata”, uno “scherzo”, ma un comportamento che può avere conseguenze reali e gravi. Entrambi i Manifesti convergono su un messaggio chiave: la qualità delle relazioni digitali dipende dalle persone, non solo dagli strumenti.

