Home » Cultura » Educazione al rispetto in rete e lotta al cyberbullismo, il progetto “Mirror minds hack” punta sullo spirito creativo degli studenti

Educazione al rispetto in rete e lotta al cyberbullismo, il progetto “Mirror minds hack” punta sullo spirito creativo degli studenti

Educazione al rispetto in rete e lotta al cyberbullismo, il progetto “Mirror minds hack” punta sullo spirito creativo degli studenti

A Varese il progetto “Mirror Minds Hack” che coinvolge gli studenti contro cyberbullismo e bullismo, puntando su creatività, consapevolezza e uso responsabile della rete.

L’Istituto “Daniele Crespi” di Busto Arsizio, località del Varesotto, ha promosso un progetto dal nome “Mirror Minds Hack”, in collaborazione con Usr Lombardia e Regione Lombardia, con il patrocinio del Comune di Varese, e che ha visto la partecipazione di tredici istituti scolastici. Il progetto, dedicato ai temi del cyberbullismo e del rispetto in rete, in linea con le normative vigenti, in particolare la Legge 71/2017 e la recente Legge 70 del 2024 sulla prevenzione e il contrasto del bullismo e del cyberbullismo, ha seguito un preciso percorso formativo, suddiviso in varie tappe.

In una prima fase sono stati organizzati tre incontri online, ciascuno dedicato a un tema diverso: normative e prevenzione dei fenomeni di bullismo e cyberbullismo; neuroni a specchio ed empatia; neuroscienze e psicologia dell’incontro. Successivamente, ciascuno dei tredici istituti coinvolti ha realizzato un’indagine statistica sui temi affrontati nei webinar, utilizzando questionari predisposti dalla scuola organizzatrice e somministrati a tutta la comunità scolastica. Le scuole partecipanti sono state poi chiamate a prendere parte a un concorso dedicato alla realizzazione di una graphic novel sui temi del rispetto online, del bullismo e del cyberbullismo. Le opere selezionate saranno premiate durante la giornata conclusiva dell’evento.

L’evento finale del progetto si è tenuto, nei giorni scorsi, presso il Salone Estense di Varese, con una maratona progettuale strutturata secondo il format dell’hackathon. La cerimonia conclusiva di premiazione è, invece, in programma a milano il 15 gennaio. Abbiamo intervistato il Dirigente scolastico dell’Istituto Crespi, Giovanni Ferrario, che con grande orgoglio ci ha raccontato la fase conclusiva del progetto.

Preside Ferrario, ci può raccontare il progetto ‘Mirror Minds Hack’?
“Il progetto Mirror Minds Hack è un percorso che hanno svolto gli studenti di tredici scuole con lo scopo di produrre degli storytelling e dei cartelloni contro il bullismo e il cyberbullismo. Io sono passato a vedere all’interno del Salone Estense di Varese la produzione di questi elaborati, sia in forma digitale che in forma cartacea, che illustravano come la scuola abbia messo sotto accusa i fenomeni del bullismo e del cyberbullismo, con un focus particolare su quest’ultimo. Spesso gli atti di bullismo vengono filmati e postati sui social media. Gli artefici di questi atti pensano di aver fatto una semplice bravata, non capendo che lasciano tracce indelebili del loro operato. Questo è un problema di cui forse questa generazione non si rende completamente conto.”

Ha avuto modo di riscontrare cambiamenti nei comportamenti o nelle preoccupazioni degli studenti negli ultimi anni? Sono emerse fragilità che non ravvisava nelle generazioni precedenti?
“Sì. Potremmo definire questa come una generazione ‘interrotta’. La sua scolarizzazione ha subito gli effetti della pandemia di Covid-19. C’è stato un anno/un anno e mezzo in cui siamo stati costretti a fare i conti con un’interruzione della normale socialità tra le varie componenti della scuola. Gli studenti hanno dovuto subire un distacco, prima completo e poi parziale, dai compagni, dalle compagne e dai docenti. Questa condizione ha fatto sì che la socialità che si sviluppa all’interno delle aule scolastiche venisse interrotta. Questo ha portato a un utilizzo dei social media totalmente diverso da quello che veniva fatto precedentemente, perché i ragazzi si sono dovuti, per forza di cose, appoggiare ai social per mantenere i contatti con gli altri.”

Qual è il valore che l’Istituto Crespi vuole trasmettere ai suoi studenti attraverso la realizzazione di questo progetto?
“Vogliamo trasmettere il valore di un uso consapevole e sano dei social media. Non siamo in ‘1984’ di George Orwell con il Grande Fratello che tutto guarda ma, se non si agisce con discrezione nell’utilizzo dei social media, si finisce per diventarne invece che degli usufruttuari, degli sfruttati. Vogliamo che le ragazze e i ragazzi, una volta usciti da scuola, siano delle teste pensanti autonome, capaci di costruire relazioni funzionali con gli altri fuori e dentro la rete”.

Le parole del preside Ferrario restituiscono il senso più profondo del progetto “Mirror Minds Hack”: non una risposta emergenziale, ma un percorso di consapevolezza pensato per una generazione cresciuta in un contesto profondamente segnato dalla pandemia e dalla centralità dei social media. Educare a un uso critico e responsabile della rete significa offrire agli studenti strumenti per comprendere le conseguenze delle proprie azioni e per costruire relazioni autentiche, dentro e fuori lo spazio digitale.