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Effat: nuova architettura Pac debole in risorse e obiettivi

Effat: nuova architettura Pac debole in risorse e obiettivi

Meno tutele per i lavoratori

Roma, 18 lug. (askanews) – La nuova proposta di riforma della Politica Agricola Comune (Pac) post-2027 è “debole in termini di bilancio e di obiettivi e non riesce a rendere il settore agricolo più attraente, in particolare per le nuove generazioni”. E il rebranding della “condizionalità” in “gestione agricola” non introduce nuove tutele per i lavoratori. Lo sottolinea in una nota l’Effat, la Federazione europea dei sindacati dell’alimentazione, dell’agricoltura e del turismo, sottolineado che la struttura generale della condizionalità sociale rimane invariata ma mancano miglioramenti in termini di portata e applicazione: non ci sono incentivi legati alla creazione di posti di lavoro di qualità o per premiare performance sociali e i pagamenti basati sugli ettari rimangono il criterio principale, ignorando la qualità e la quantità dell’occupazione e, in ultima analisi, il lavoro umano che è alla base della produzione agricola.

L’Effat esprime anche forte preoccupazione per l’Articolo 62 della proposta di Regolamento per l’istituzione del Fondo europeo per la prosperità e la sicurezza sostenibili a livello economico, territoriale, sociale, rurale e marittimo, che introduce “due gravi minacce”. La prima è l’esenzione per le aziende agricole fino ai 10 ettari, che “esenterebbe oltre il 70% dei beneficiari da controlli e sanzioni. Questa misura limiterebbe, di fatto, l’applicazione della condizionalità sociale solo al 30% delle aziende. La protezione dei lavoratori non deve dipendere dalla dimensione dell’azienda. Escludere le piccole aziende agricole significa trasmette un messaggio dannoso: le violazioni dei diritti dei lavoratori sono accettabili se le aziende agricole sono piccole”.

In secondo luogo, l’Effat ravvisa una relazione poco chiara tra l’applicazione della condizionalità sociale e le norme nazionali sul lavoro. La proposta, si spiega, sembra consentire riduzioni delle sanzioni relative alla condizionalità sociale in caso di applicazione di sanzioni nazionali in materia di lavoro. Ciò comprometterebbe l’integrità del sistema perché, a livello nazionale, la sanzione è la conseguenza legale della violazione delle leggi sul lavoro mentre la condizionalità sociale della PAC garantisce che il denaro dei contribuenti europei venga destinato esclusivamente ai beneficiari che rispettano tali leggi.

L’Effat è, infine preoccupata per la creazione di un Fondo unico per la PAC e la coesione che rischia di diluire le priorità agricole e del lavoro, aumentando la frammentazione e la rinazionalizzazione, nonché la competizione su finanziamenti limitati e per il taglio del bilancio della PAC da 386,6 a 300 miliardi di euro (-22%), soprattutto perché questo avviene parallelamente a un forte aumento della spesa militare, denotando così un preoccupante allontanamento dalle priorità sociali e agricole nell’UE.