Roma, 26 gen. (askanews) – “L’effetto boomerang” per l’Italia della tassa sui piccoli pacchi e sulle merci di valore ridotto provenienti da paesi extra Ue, prevalentemente la Cina, finisce sul Financial Times. A lanciare di nuovo l’allarme è Valentina Menin, direttore generale industria per Assaeroporti: “l’intero settore della logistica italiano sta perdendo affari”, dice.
L’Italia ha anticipato una misura che l’intera Unione europea ha deciso ma la cui decorrenza non è ancora scattata a livello comunitario. L’Italia, come era previsto possibile nella stessa misura Ue, ha deciso di anticiparla con la manovra di Bilancio 2026, il risultato pratico però è che molte delle merci che ricadono in questa categoria, che prima giungevano presso gli scali aeroportuali italiani, vengono dirottate in altri paesi della Ue e poi, grazie alle regole di Schengen, vengono inviate in Italia tramite camion senza pagare la suddetta tassa.
Il FT titola che la misura si sta ritorcendo contro l’Italia. E così la pensa anche Andrea Cappa, direttore generale di Confetra, associaizone che rappresenta circa 60.000 aziende italiane della logistica e delle spedizioni. “I beni continuano a arrivare tramite camion, senza pagare la tassa ma causando maggiore inquinamento e il dirottamento dei traffici su altri Paesi. Se non si trova un rimedio – dice al FT – la situazione può solo peggiorare”.

