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Elezioni in avvicinamento: prosegue la “campagna acquisti” tra i partiti

Elezioni in avvicinamento: prosegue la “campagna acquisti” tra i partiti
Elezioni 2026

Tra amministrative e regionali, un incessante recruiting nelle forze politiche

PALERMO – Tra le prossime amministrative e le regionali che si attendono per la primavera del prossimo anno, in Sicilia è incessante il recruiting delle diverse forze politiche in vista di consolidamenti e potenziamento dei nuovi schieramenti. Tempo di cambio di casacca e di corsa alle candidature. Sud chiama Nord scioglierà la riserva la prossima settimana, probabilmente già lunedì pomeriggio a Barcellona Pozzo di Gotto, sull’ipotesi di candidare l’ex vice ministro al Ministero Economia e Finanza Laura Castelli alle amministrative di Milazzo. L’ex Movimento 5 Stelle è presidente del partito fondato da Cateno De Luca, succeduta all’ex presidente Ismaele La Vardera che circa un anno addietro ha lasciato Sud chiama Nord per fondare il suo movimento politico: Controcorrente.

La Vardera accoglie Laura Barone (ex Cinque Stelle)

Mentre Sud chiama Nord annuncia di aver proposto all’ex Cinque stelle torinese di correre per la fascia tricolore a Milazzo, l’ex Sud chiama Nord Ismaele La Vardera ha accolto tra le proprie fila l’ex Cinque stelle Laura Barone, attualmente consigliera comunale ad Alcamo. La città in provincia di Trapani guidata dal sindaco pentastellato Domenico Surdi cede così un consigliere a Controcorrente che nel frattempo prosegue incessante la sua campagna acquisti mantenendo il livello di selezione per i tesseramenti. Quello di La Vardera è infatti l’unico movimento politico per il quale è necessario non aver alcun carico pendente già solo per tesserarsi. Ma è anche un movimento in rapida ascesa, e pertanto appetibile.

“Non posso fare a meno di stigmatizzare il tentativo di far passare questa scelta come un rinnovato impegno per il territorio, quando è evidente a chiunque che è slegata da percorsi politici e da rapporti di fiducia e di rappresentanza che negli anni si sono costruiti nel territorio trapanese”. Così la deputata regionale trapanese del Movimento 5 Stelle Cristina Ciminnisi che mal accoglie la notizia del passaggio a Controcorrente di Laura Barone. “È difficile non leggere questa scelta, più che come il risultato di un percorso coerente e riconoscibile, come la prevalenza di aspirazioni personali che in questo momento trovano spazio in nuovi contenitori”. Così, altrettanto duro, il coordinatore provinciale del M5s Patrick Cirrincione.

Grande Sicilia, il “nuovo” fronte

“La politica credibile è quella che rispetta gli impegni assunti e non consente che scelte individuali modifichino gli equilibri costruiti davanti agli elettori”, ha invece detto Dario Safina, deputato regionale trapanese del Partito democratico. Una secchiata d’acqua sul fuoco, motivata. Dario Safina e la segretaria provinciale del Pd di Trapani Valeria Battaglia affermano con una nota congiunta: “Con il movimento Controcorrente potranno svilupparsi interlocuzioni politiche anche in vista delle prossime competizioni amministrative, in un’ottica di confronto programmatico e leale. Ma dialogare non significa sostituire: l’apertura a nuovi percorsi non può tradursi nell’esclusione delle forze che hanno contribuito all’accordo politico originario”.

Se la costituzione di nuovi soggetti politici crea l’effetto osmotico ormai conosciuto in politica, altro “nuovo” fronte che sta facendo incetta di volontari è quello di Grande Sicilia. Il nuovo contenitore, costituito dai rodati Gianfranco Micciché, Raffaele Lombardo e Roberto Lagalla, ha da poco annunciato l’ingresso di Gioacchino Verciglio, consigliere comunale di Mezzojuso, Comune della provincia di Palermo con meno di tremila abitanti. “Siamo in crescita”, ha detto Gianfranco Micciché dopo l’adesione del consigliere comunale. Meno piccolo comune è Carini, sempre in provincia di Palermo, dove Grande Sicilia ha annunciato pochi giorni prima l’adesione della consigliera comunale Serafina Lo Piccolo e di Gianfranco Patorno, già commissario cittadino della Democrazia Cristiana.

Il ritorno di Cantavenera, Scoma e Tripoli

Da Carini, poco più di quarantamila abitanti in provincia di Palermo, arrivava già un’altra adesione al nuovo soggetto politico dell’ex presidente dell’Ars, dell’ex presidente della Regione e dell’attuale sindaco di Palermo. Si tratta dell’avvocato Giovanna Cantavenera, già nota alla vita politica del territorio e del centrodestra moderato siciliano, Cantavenera è stata la più votata tra le liste di Forza Italia alle scorse elezioni comunali a Carini. Forza Italia però non sta perdendo tempo, soprattutto alla luce del sorpasso che Fratelli d’Italia pare abbia fatto sul partito fondato da Silvio Berlusconi e che in Sicilia ha sempre avuto una cassaforte di voti certi. Già da qualche tempo, senza grande clamore, nel partito del presidente della Regione è tornato Francesco Scoma, oggi presidente di Amg Energia, società con Socio unico il Comune di Palermo. Dopo un lungo periodo di lontananza, Scoma è tornato a casa.

A casa era tornato anche il sindaco di Bagheria, Filippo Tripoli. Almeno, così era stato accolto dal patron della Nuova Democrazia Cristiana ed ex governatore della Regione Totò Cuffaro. Al momento Tripoli, che aveva lasciato Italia Viva e che si è sempre dichiarato sostanzialmente democristiano, non ha nessun pentimento ufficiale su un errato cambio. Le voci del palazzo però dicono che per il primo cittadino della grande cittadina alle porte di Palermo ci sia un corteggiamento da parte del Partito Democratico. Quest’ultimo invece ha perso un proprio campione di voti. Pietro Bartolo, il “medico di Lampedusa” protagonista del pluripremiato docufilm di Gianfranco Rosi “Fuocoammare” e record di voti che gli è valso un seggio al Parlamento europeo e la vicepresidenza della Commissione Libe, ha lasciato il Partito democratico sbattendo la porta. Bartolo aveva già incassato il clamoroso errore di candidatura dem di Caterina Chinnici al suo posto per le europee, ed il partito aveva regalato un seggio ed un nome importante a Forza Italia. Adesso pare che il Pd siciliano abbia anche perso il dottor Pietro Bartolo, andato via bruscamente in disaccordo con la segreteria regionale.

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