Palermo, scrutatori in attesa dei presidenti: "Noi prigionieri nei seggi" - QdS

Palermo, scrutatori in attesa dei presidenti: “Noi prigionieri nei seggi”

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Palermo, scrutatori in attesa dei presidenti: “Noi prigionieri nei seggi”

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domenica 12 Giugno 2022 - 10:00

“Siamo in attesa di un presidente che non è mai arrivato. Siamo stanchi, disperati: basta”. Lo sfogo di una scrutatrice nella sezione 196, in via Salerno, nella periferia di Palermo

Sarebbero sono una cinquantina a Palermo le sezioni elettorali chiuse perché mancano ancora i presidenti per insediare il seggio, con gli scrutatori ed elettori in attesa. “Abbiamo lavorato tutta la notte per reperire presidenti. Attualmente circa 50 seggi non sono ancora aperti ma stiamo notificando altrettante nomine” dice all’Ansa Antonio Le Donne, segretario generale del comune di Palermo.

Lo sfogo di una scrutatrice: “Siamo in attesa del presidente, noi prigionieri al seggio”

“Siamo in attesa di un presidente che non è mai arrivato. Siamo stanchi, disperati: basta”, si sfoga con l’ANSA Marcella Garbini, 49 anni, tra le centinaia di persone bloccate nelle scuole, sedi elettorali, da ieri pomeriggio a Palermo.

La donna è scrutatrice nella sezione 196, che si trova nell’istituto comprensivo Cruillas in via Salerno, periferia di Palermo: uno dei seggi rimasti vacanti per la rinuncia del presidente che era stato designato.

“Siamo praticamente sequestrati ed è chiaro che non ci possiamo allontanare perché rischiamo una denuncia penale per abbandono di seggio elettorale – dice Marcella – Ci hanno ripetutamente assicurato che il presidente sarebbe arrivato: finora ancora non si è visto nessuno”.

La donna racconta che “ci sono due dipendenti comunali con noi scrutatori sono stati gentili ma anche loro dipendono dalle decisioni che arrivano delle Palazzo delle Aquile”. “Abbiamo anche chiamato la Prefettura per chiedere informazioni – aggiunge – Ci hanno detto di avere pazienza, ma sono trascorse quasi 10 ore. Ma fino a che punto sarà possibile? Ci ritroviamo qua senza ancora avere preso possesso della sezione e rischiamo seriamente di lavorare tutta la notte se riusciranno a trovare un presidente. E poi si proseguirà per tutta la domenica”.

“Sembra una commedia dell’assurdo. Siamo prigionieri al seggio”, conclude.

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