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Elisoccorso, la Regione ci riprova da sola. Dopo i richiami dell’Anac, nuova gara senza aiuti dall’esterno

Elisoccorso, la Regione ci riprova da sola. Dopo i richiami dell’Anac, nuova gara senza aiuti dall’esterno
eliosoccorso

La Cuc pubblica un bando da 81 milioni per servizio eliosoccorso

Due mesi dopo la relazione con cui l’Anticorruzione ha messo in luce l’inadeguatezza della centrale unica di committenza della Regione nel riuscire a rinnovare l’affidamento pluriennale del servizio elisoccorso, il governo Schifani ha deciso di riprovarci.

L’anno scorso, buona parte dei tentativi si erano rivelati fallimentari, tra mancanza di offerte e rinnovi di contratti vecchi di una dozzina di anni. La speranza adesso è che con il nuovo anno le cose cambino. Per scoprire se sarà così bisognerà attendere che scadano i termini per partecipare alla nuova gara d’appalto che la Cuc ha pubblicato nei giorni scorsi. Il bando da 81 milioni punta a coprire per la durata di due anni e mezzo le basi di Palermo, Messina, Lampedusa e Pantelleria che nel 2025 sono andate deserte per assenza di pretendenti e, di conseguenza, assegnate con l’ennesima proroga allo stesso gestore.

Un quadro intricato


Per capire il contesto in cui si inserisce la nuova procedura bisogna fare un passo indietro. L’anno scorso, la Regione aveva provato a indire due differenti gare. Entrambe interlocutorie, avevano l’obiettivo di arrivare a un affidamento ponte nell’attesa di pubblicare il bando di lungo periodo. La prima gara, divisa in tre lotti, della durata di trenta mesi e gestita tramite procedura aperta, accorpava le basi di Lampedusa e Palermo, Messina e Pantelleria, e infine Caltanissetta e Catania. Di offerte però ne arrivò soltanto una per il lotto Caltanissetta-Catania, con l’aggiudicazione a favore della pugliese Alidaunia. Gli altri due andarono deserti. La seconda gara, indetta quasi in parallelo, era stata preceduta da una manifestazione d’interesse finalizzata a garantire la continuità del servizio fino a fine 2025, immaginando i tempi che si sarebbero dovuti attendere prima di arrivare all’aggiudicazione della gara da trenta mesi. A rispondere in questo caso era stata soltanto Avincis, società un tempo nota come Babcock e, soprattutto, dal 2013 fornitore degli elicotteri impiegati nelle operazioni sanitarie di emergenza in Sicilia.

Davanti alla proposta economica di Avincis, tuttavia, la Regione aveva deciso di non prenderla in considerazione in quanto subordinava “il proprio impegno contrattuale a uno schema differente rispetto a quello proposto e cristallizzato dall’amministrazione negli atti di gara”. Nella sostanza però non cambiò molto: la stessa Avincis, esclusa dalla procedura negoziata, è finita per essere stata chiamata per operare in proroga alle condizioni del contratto sottoscritto per la prima volta nel 2013.

Cosa cambia ora


La strada che la Regione ha deciso di imboccare per sperare di cambiare l’andazzo vede la divisione delle quattro basi in altrettanti lotti. Questi gli importi a base d’asta: 15.122.392,75 per Lampedusa, 12.606.105,75 per Messina, 15.412.496,58 per Palermo e infine 7.706.361,30 per Pantelleria. “Tali servizi – si legge nel capitolato d’appalto – che prevedono anche l’uso di elicotteri usati, dovranno essere svolti nel territorio della Regione Siciliana, per 365 giorni all’anno e senza soluzione di continuità e, quindi, con operatività h24, nell’ambito delle basi di Lampedusa, Messina e Palermo e, con operatività h12, nell’ambito della base di Pantelleria”. Per le basi di Palermo e Messina, l’affidamento comprende anche il servizio di vigilanza antincendio. Per presentare le offerte ci sarà tempo fino al 27 febbraio.

La richiesta d’aiuto alle altre Regioni


Ripercorrendo le tante criticità che in questi anni hanno contraddistinto le procedure per rinnovare la fornitura degli elicotteri per l’elisoccorso, nei mesi scorsi l’Anac aveva suggerito alla Regione di chiedere aiuto all’esterno. “È evidente il permanere delle difficoltà della Regione Sicilia nel suo complesso, sia come stazione appaltante sia come Cuc, ravvisabili probabilmente in scarse capacità organizzative e in competenze poco adeguate, nel garantire ai cittadini la fruizione di tale servizio mediante contratti conformi alla normativa vigente”, aveva messo nero su bianco l’autorità guidata da Giuseppe Busia, proponendo di “considerare la possibilità di una eventuale aggregazione della committenza con altre Regioni”.

Tentativo che a fine 2025, la Regione Siciliana ha fatto ma con risultati non pienamente soddisfacenti. Perlomeno nel breve termine.
“In aderenza a specifico suggerimento dell’Anac, la Cuc ha richiesto a tutte le centrali di committenza nazionali, in un’ottica di ottimizzazione e di contenimento della spesa pubblica mediante aggregazione nell’espletamento di procedure di gara ed allo scopo di evitare il ricorso a proroghe tecniche, l’eventuale vigenza di accordi quadro-convenzioni attivi, aventi ad oggetto il servizio di elisoccorso regionale, a cui potere aderire”, si legge nelle premesse del nuovo capitolato.

Il responso


Le risposte ricevute dalla Regione sono state negative: nessuna convenzione è in essere. Al contempo però alla Cuc siciliana è stata comunicata “l’iniziativa di un soggetto aggregatore finalizzata a svolgere una procedura aperta tra più Regioni”. Il problema però sta nella tempistica con cui la gara sarà indetta, ritenuta incompatibile con l’esigenza della Sicilia di arrivare nel più breve tempo possibile a un nuovo affidamento. Da qui la decisione di ripartire da soli. Anche se in ottica futura c’è la possibilità di aggregarsi ad altre Regioni “per l’affidamento pluriennale da svolgere esclusivamente con elicotteri di nuova fabbricazione”.