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Emergenza abitativa a Palermo, da inizio anno sono nove le abitazioni consegnate

Emergenza abitativa a Palermo, da inizio anno sono nove le abitazioni consegnate
Fabrizio Ferrandelli col sindaco di Palermo Lagalla

Ferrandelli: “Sfoltiremo ulteriormente la lista di chi, da troppi anni, attendeva risposte che tardavano ad arrivare”

Da inizio anno l’Unità Abitare sociale del Comune di Palermo sono nove le abitazioni consegnate ad altrettanti nuclei iscritti nella nuova lista dell’Emergenza abitativa in vigore dall’1 gennaio di quest’anno.

Emergenza abitativa a Palermo, consegnato altro immobile in corso Calatafimi

Proprio oggi un altro immobile è stato assegnato nei pressi di corso Calatafimi e altri tre ubicati tra la Noce e Borgo Nuovo durante il fine settimana appena concluso. “Già da questo primo mese di gennaio ci è chiaro che riusciremo a mantenere il trend avviato nell’anno passato – dichiara l’assessore Fabrizio Ferrandelli – e che sfoltiremo ulteriormente la lista di chi, da troppi anni, attendeva risposte che tardavano ad arrivare. Registriamo una nuova consapevolezza nella cittadinanza che ci offre collaborazione, a partire da parenti di ex concessionari che, cooperando con le istituzioni, si prodigano per riconsegnare le chiavi degli alloggi in modo tale da poterli riassegnare a chi ne ha bisogno”.

Emergenza abitativa, il racket delle case popolari allo Zen

Il racket sulle case popolari torna a bussare allo Zen di Palermo. Qualche giorno una famiglia che ha ottenuto da poco l’assegnazione regolare di un alloggio, ha ricevuto minacce. Due persone si sono avvicinate al nucleo familiare mentre si trovavano per strada avvertendoli: “Da qui ve ne dovete andare, non vi vogliamo vedere”, parole semplici seguite da un gesto inequivocabile: la pistola mostrata come ulteriore avvertimento. Il capofamiglia ha denunciato il tutto alla polizia la quale adesso indaga per individuare i responsabili.

Il business delle case popolari

Il tema delle case popolari è al centro dell’attenzione da parte dell’amministrazione comunale, adesso con un occhio di riguardo allo Zen. Il meccanismo di Cosa Nostra sarebbe collaudato: gli appartamenti vengono assegnati regolarmente e riconsegnati al Comune o all’Istituto autonomo case popolari (Iacp), proprietario degli alloggi dello Zen 2. Il racket entra in azione nei giorni di vuoto, che precedono l’assegnazione dell’immobile, occupando abusivamente la casa con la famiglia scelta dalla mafia. Il prezzo è sempre lo stesso in quasi tutta la città, una richiesta di circa 20 mila euro a famiglie, che disperate, non hanno alternative e chi non può pagare subito è costretto ad essere “complice” dei clan: c’è chi diventa pusher o chi custodisce armi per conto di Cosa Nostra.

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