Emi Bondi: “Andare avanti in base al merito, questa la vera parità di genere” - QdS

Emi Bondi: “Andare avanti in base al merito, questa la vera parità di genere”

Roberto Pelos

Emi Bondi: “Andare avanti in base al merito, questa la vera parità di genere”

sabato 12 Novembre 2022 - 05:30

Emi Bondi è la prima donna presidente della Società Italiana Psichiatria

ROMA – Emi Bondi è la prima donna ad essere eletta presidente della Società Italiana di Psichiatria dopo 149 anni dalla nascita dell’Ente. Toscana, ma da anni residente a Bergamo dove svolge la sua professione, Emi Bondi ha alle spalle un vasto curriculum di incarichi tra cui l’organizzazione di numerosi eventi scientifici di rilevanza nazionale.

Dottoressa Bondi, innanzitutto complimenti per la sua elezione. Quali obiettivi intende raggiungere da presidente della Società italiana di Psichiatria?
“Grazie per i complimenti. è un incarico che mi onora ma che mi riempie anche di responsabilità. Il sistema sanitario nazionale sta attraversando un momento difficile per la carenza di personale, figure mediche e di altre figure professionali che formano l’équipe di salute mentale a causa dei tagli alla sanità degli ultimi anni. Per l’emergenza covid sono invece aumentati i bisogni di salute mentale della popolazione; a fronte di ciò le nostre risorse si sono notevolmente ridotte e sono anche cambiate le esigenze della società perché sono cambiate le patologie. Mi pongo dunque l’obiettivo di riprendere il dialogo con le istituzioni affinché il settore, che conosce le criticità, possa proporre nuove soluzioni organizzative e di lavorare sul piano scientifico per formulare linee guida e raccomandazioni che aiutino gli operatori a trattare i nuovi disturbi alla luce delle evidenze scientifiche attuali e delle buone pratiche cliniche”.

Lei ha alle spalle tanti anni di esperienza nel campo della psichiatria che le hanno sicuramente insegnato molto. Quale contributo potrà darle l’esperienza in questo nuovo e importante incarico?
“Io penso che l’esperienza sia fondamentale. Proprio per questo la Società italiana di Psichiatria ha sempre avuto due anime: un’anima universitaria e una territoriale o comunque legata ai servizi territoriali che lavorano a contatto con gli utenti, perché comunque la teoria va sempre applicata ed è stando a contatto con i pazienti che si ha veramente il polso della situazione. Io ritengo fondamentale la mia parte di esperienza e chiunque operi nel settore deve avere fatto pratica, deve avere vissuto negli ospedali e negli ambulatori. Vedere i pazienti è essenziale per potere decidere concretamente quello che è giusto fare”.

Le donne ormai si sono notevolmente fatte strada nel settore sanitario ma ancora ce ne sono poche ai vertici. Come potrebbe avvenire una svolta anche in questo senso?
“Ritengo che sia un processo inevitabile: se pensiamo che fino a 50 anni fa le donne medico erano pochissime anche se vi era parità a livello infermieristico, adesso siamo la metà, a livello infermieristico le donne hanno raggiunto il 70% e in Psichiatria siamo più donne che uomini. Comunque, reputo che la vera parità di genere consista nell’andare avanti in base al merito, indipendentemente dal fatto di essere uomini o donne”.

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